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Verso un voto sul diritto di ricorso delle associazioni

Il comitato d'iniziativa con le 119'846 firme raccolte

(Keystone)

Il popolo sarà chiamato a decidere sul diritto di ricorso delle associazioni ambientaliste. L'iniziativa popolare del Partito liberale radicale è stata consegnata giovedì.

La destra e gli ambienti economici vogliono sopprimere questo diritto, considerato un freno allo sviluppo economico. Ma l'iniziativa potrebbe anche essere ritirata.

L'iniziativa popolare volta a limitare il diritto di ricorso delle associazioni ambientaliste contro progetti edilizi ha raccolto 119'846 firme sulle 100'000 richieste. Lo ha annunciato la sezione zurighese del Partito liberale radicale (PLR), promotrice dell'iniziativa consegnata giovedì alla Cancelleria federale.

Intitolata "Diritto di ricorso delle associazioni: basta con la politica ostruzionista - Più crescita per la Svizzera!", l'iniziativa è stata lanciata nel novembre del 2004 in seguito alle controversie sollevate da alcuni ricorsi inoltrati contro progetti di costruzione.

Tra questi, in particolare, il nuovo stadio dell'Hardturm a Zurigo che avrebbe dovuto ospitare alcune partite dei campionati europei di calcio, organizzati congiuntamente da Svizzera e Austria nel 2008. Il progetto, sostenuto dal popolo zurighese, era fallito in seguito ai ricorsi presentati dalla popolazione e dall'Associazione traffico e ambiente.

Milioni di franchi bloccati

Il testo dell'iniziativa chiede di escludere le possibilità di ricorso per motivi ambientali o di pianificazione contro quei progetti che sono stati approvati in votazione popolare o attraverso la decisione di un organo legislativo, a livello federale, cantonale o comunale.

"Il diritto di ricorso rappresenta una spada di Damocle che si trova sopra la testa degli imprenditori", ha affermato Philippe Nantermod, membro del PLR vallesano e del comitato d'iniziativa. A suo avviso, il diritto accordato alle organizzazioni ambientaliste provoca interminabili negoziati, blocca continuamente milioni di franchi e fa perdere numerosi posti di lavoro.

Il nostro obbiettivo non è di sopprimere il diritto di ricorso, ma di limitarlo massicciamente, ha dichiarato Doris Fiala, presidente della sezione zurighese del PLR, soddisfatta per il primo successo ottenuto dall'iniziativa.

Per la raccolta delle firme, il PLR zurighese ha ricevuto l'appoggio di altre 17 sezioni cantonali e nell'agosto del 2005 anche quello del PLR svizzero.

I delegati del partito non si sono però ancora espressi definitivamente sull'iniziativa. Questo avverrà probabilmente soltanto nel 2008, durante un'assemblea dei delegati. Già oggi, l'iniziativa non suscita però l'unanimità nei ranghi del partito borghese. Anche perché una discussione sulla revisione del diritto di ricorso è già stata avviata in parlamento. A seconda del risultato di questa discussione, è dunque addirittura possibile che l'iniziativa appena consegnata sia prima o poi ritirata.

Critiche degli ambientalisti

Per la campagna di sottoscrizione sono stati spesi 1,3 milioni di franchi, hanno indicato i responsabili del PLR zurighese. Di fronte alle difficoltà nella raccolta delle firme, i promotori sono ricorsi all'aiuto di studenti, che sono stati pagati tre franchi per ciascuna firma raccolta.

Una somma che ha sollevato alcune reazioni negative nei giorni scorsi da parte di rappresentanti della sinistra e degli ambientalisti, per i quali l'esercizio dei diritti della democrazia diretta non deve dipendere dai fondi a disposizione.

L'annuncio della "riuscita" dell'iniziativa, la prima lanciata dal PLR da molto tempo a questa parte, ha sollevato le immediate critiche delle organizzazioni ecologiste. "È un'iniziativa disonesta - scrivono 16 associazioni in una nota congiunta - perché afferma di voler soltanto limitare il diritto di ricorso, ma di fatto lo abolisce".

swissinfo e agenzie

In breve

Il diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste contro progetti edilizi è riconosciuto da diversi anni dalla legislazione svizzera.

Negli ultimi tempi si è ritrovato al centro di forti critiche da parte dei partiti di destra e degli ambienti economici.

Il dibattito è stato rilanciato in particolare dal fallimento del progetto di costruzione di uno stadio a Zurigo, destinato ad ospitare i campionati europei di calcio del 2008.

Alcuni cittadini del quartiere dell'Hardturm e l'Associazione traffico e ambiente si erano opposti al progetto.

In seguito a questo caso, diverse sezioni cantonali del Partito liberale radicale hanno deciso di lanciare un'iniziativa.

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Fatti e cifre

L'iniziativa popolare permette ai cittadini di proporre una modifica della Costituzione.
Per essere valida, deve essere sottoscritta da almeno 100'000 aventi diritto di voto nello spazio di 18 mesi.
Il Parlamento può decidere di accettare direttamente l'iniziativa. Può pure rifiutarla o preparare un controprogetto.
In questi ultimi due casi, viene organizzato un voto popolare.
Per essere adottata, l'iniziativa deve ottenere il voto di una maggioranza di cittadini e di cantoni.

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