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Viaggio sull'acqua luminosa del lago

Ai piedi delle montagne, un lembo d’acqua cristallina si è scavato uno spazio fra le rive scoscese. In una giornata scintillante, ogni timida onda riflette i raggi del sole creando una sinfonia di colori. Si passa dallo smeraldo al profondo verde delle pinete.

Seduti sul ponte del battello a vapore la fantasia non ha limiti: il mare dei Caraibi deve avere gli stessi riflessi. Ma sulle rive del Lago dei quattro cantoni non c’è traccia di pirati. L’unico figlio della regione che si è distinto per ardore su queste onde è Guglielmo Tell; nel 1307. Lui è però un eroe, non c’è ladrocinio nelle sue gesta.

Questa la sua avventura sul lago: arrestato dopo aver colpito la mela sulla piazza di Altdorf, Tell viene condotto con la barca verso i piombi del castello di Küssnacht. Improvvisamente si alza il favonio. E con il vento si scatena la tempesta.

I vogatori sanno: solo con l’abilità di Guglielmo Tell ci si può salvare dall’inferno. Il balivo Gessler accetta di liberare il prigioniero, pur di aver salva la vita.

Una volta al timone, Tell dirige l’imbarcazione verso la riva, là dove oggi passa l’Axenstrasse. Ma appena arrivato ad uno sperone di roccia che si staglia nel lago, l’eroe afferra la sua balestra e si lancia sulla terra ferma. Con una possente spinta rimanda poi l’imbarcazione e i suoi carcerieri al largo, fra i cavalloni della tempesta.

Una prestazione verosimile

Sette secoli dopo, anche noi solchiamo le onde del Lago dei quattro cantoni. L’acqua è liscia come l’olio. Sullo sfondo, le nevi eterne tingono di bianco le cime del Massiccio del Gottardo che sovrasta il canton Uri.

Roger Maurer, il capitano del battello ci accoglie con simpatia. Al timone del suo battello, porta i turisti da Brunnen verso il Grütli, per poi risalire verso la località urana di Flüelen. Secondo la leggenda, Tell ha fatto lo stesso percorso, solo a ritroso.

Maurer conosce bene il lago e sa anche dei pericoli che può riservare: «Se si alza il vento, questo lago può diventare imprevedibile. Solo una persona che conosce bene la regione può salvarsi. Ed è per questo che, secondo me, il racconto di Guglielmo Tell è verosimile».

Già, perché ai tempi di Tell le imbarcazioni erano ben più piccole e non disponevano di potenti motori a vapore. Come gusci di noce potevano finire in balia della furia dei venti.

La via d’acqua

Fino al Ventesimo secolo, il lago era la via di comunicazione principale per gli abitanti di queste regioni. Solo la forza della dinamite ha saputo scavare imponenti gallerie lungo le rive scoscese, aprendo dei percorsi carrabili, collegando l’altipiano svizzero con il cuore delle Alpi.

Oggi l’acqua è il dominio dei turisti: la Compagnia di navigazione del Lago dei quattro cantoni traghetta due milioni di persone l’anno da un porto all’alto.

Molti vengono per godere il paesaggio mozzafiato, altrettanti sono sulle tracce delle origini mitologiche della Svizzera. Sui banchi di scuola generazioni di svizzeri hanno studiato le vicende che hanno portato alla nascita della Confederazione; qui si applicano le nozioni.

Percorso patriottico

Da Brunnen il percorso passa davanti alla stele naturale su cui è stata incisa una dedica di ringraziamento a Friedrich Schiller, il bardo tedesco che ne ha decantato bellezza e eroi. Segue l’attracco per salire al praticello del Grütli, sorta di altare della Patria. Più avanti, dal battello si scorge la cappella di Tell, costruita lì, dove l’eroe si sarebbe liberato dai suoi carcerieri.

Anche Roger Maurer si sente coinvolto dai valori emanati da questi luoghi: «Sì, durante il mio lavoro penso spesso a Guglielmo Tell. È un eroe della nostra regione e con il Grütli è un elemento della nostra identità».

swissinfo, Daniele Papacella e Alexandra Richard, Brunnen

In breve

Nel Medioevo la strada più veloce e sicura per raggiungere la valle di Uri era quella d’acqua. Incassata tra le montagne, la vallata era collegata al resto del mondo solo attraverso tortuose mulattiere.

Forse per questo Gugliemo Tell è ricordato come abile timoniere che sapeva far fronte alle improvvise tempeste che si scatenano quando si alza il favonio, il forte vento che da sud si scaglia periodicamente sulla regione.

La leggenda racconta che, dopo il suo arresto ad Altdorf, Tell avrebbe dovuto essere tradotto alla prigione nel castello del signorotto austriaco a Küssnacht. La provvidenziale tempesta gli permise di fuggire raggiungendo una sporgenza sulle rive del lago che ancora oggi si chiama Tellsplatte, la roccia di Tell.

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