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Vicenda Abacha: bloccati in Svizzera 535 milioni di dollari

L'ex presidente nigeriano Abacha in una fotografia del 1997

(swissinfo.ch)

Berna trasmetterà alla Nigeria «prove a sostegno dell'inchiesta penale sulla malversazione di fondi pubblici durante il regime di Sani Abacha».

L'Ufficio federale di giustizia ha dato il nullaosta alla domanda di assistenza giudiziaria di Abuja. In una nota l'Ufficio precisa che la decisione può essere impugnata con un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale entro 30 giorni.

Nel frattempo resta in vigore il blocco, decretato a Ginevra e Zurigo, di valori patrimoniali appartenenti alla cerchia del defunto dittatore nigeriano per un totale di 80 milioni di dollari. Nell'ambito del procedimento penale per riciclaggio di denaro riguardante Abacha, la giustizia ginevrina ha complessivamente congelato 535 milioni di dollari, compresi gli 80 bloccati su ordine dell'Ufficio federale di giustizia.

Accuse di appropriazione indebita, truffa e riciclaggio

Le autorità nigeriane accusano Sani Abacha e altre persone della sua cerchia di aver sottratto dalle casse dello Stato oltre 2,2 miliardi di dollari negli anni della dittatura e di averli trasferiti su conti all'estero. Si presume che solo una parte di questi si trovino in Svizzera. Abuja ha perciò chiesto assistenza giudiziaria anche a Gran Bretagna, Lussemburgo, Liechtenstein, Germania, Jersey e Stati Uniti.

Gli incartamenti che verranno trasmessi da Berna ad Abuja comprendono essenzialmente documenti bancari relativi a dieci persone - oltre all'ex dittatore, suoi parenti e membri del suo regime - «sospettate di avere sistematicamente saccheggiato per anni la banca centrale di Nigeria», indica l'Ufficio. Gli indagati sono accusati di «una serie di reati patrimoniali, tra cui appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti e riciclaggio di denaro».

Il destino delle somme bloccate in Svizzera «sarà stabilito dall'Ufficio federale di giustizia e dalle autorità ginevrine in una fase ulteriore»: la consegna in via rogatoriale è possibile solo dopo «una decisione definitiva ed esecutiva dello Stato richiedente», spiega l'Ufficio federale di giustizia.



swissinfo e agenzie


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