Visita carica di speranze dai Balcani

I due membri della presidenza della Bosnia-Erzegovina con il presidente svizzero Deiss (al centro) Keystone

Visita ufficiale da parte della presidenza collettiva della Bosnia-Erzegovina a Berna; un’occasione per fare il punto sulle relazioni economiche fra i due paesi.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2004 - 17:38

La situazione nel paese uscito dalla guerra civile è migliorata sensibilmente, ma rimane ancora molto da fare.

Due membri della presidenza tripartita della Bosnia-Erzegovina, Sulejman Tihic (musulmano) e Borislav Paravac (serbo), accompagnati dal ministro degli affari esteri Mladen Ivanic, sono giunti martedì in Svizzera per una visita di lavoro.

La delegazione è stata accolta a Berna dal presidente della Confederazione Joseph Deiss e dalla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. Il terzo membro della presidenza, Dragan Covic (croato), è stato trattenuto in patria da un lutto familiare.

Alla ricerca di sostegno

La delegazione presidenziale è in cerca di sostegno economico per rilanciare l’economia interna e garantire la stabilità per il futuro. Al centro dei colloqui con gli ospiti elvetici vi sono dunque state le relazioni economiche bilaterali, gli sviluppi nella repubblica dell'ex Jugoslavia e in generale nell'Europa sudorientale, nonché questioni riguardanti l'Europa.

Non è un caso che i responsabili del governo Sarajevo arrivino a Berna: la Svizzera è infatti uno dei principali attori della ricostruzione nella regione balcanica. Già durante la guerra, dal 1991 al 1995, la Svizzera ha versato contributi per 96,6 milioni di euro per aiuti urgenti e l’aiuto umanitario in Croazia e Bosnia-Erzegovina.

Durante la crisi, la Svizzera ha poi ospitato decine di migliaia di profughi provenienti dalle regioni balcaniche. Inoltre in Svizzera vivono circa 46'000 cittadini bosniaci. I loro contributi sono una colonna importante della vita per il paese.

Difficoltà persistenti

Dal 1996 la Confederazione ha poi devoluto oltre 300 milioni di franchi in Bosnia-Erzegovina per l'aiuto umanitario, la cooperazione tecnica, l'aiuto al ritorno dei rifugiati, per la promozione civile della pace e per progetti culturali. Ma molto rimane ancora da fare, concordano le due parti.

«La Bosnia presenta ancora grandi disparità economiche e il governo è deciso a ridurle», ha dichiarato Sulejman Tihic, che è alla testa della presidenza tripartita. La delegazione bosniaca ha illustrato le riforme in corso nei settori dell'educazione, della sicurezza e della fiscalità.

Anche il presidente della Confederazione ha espressamente lodato la progressiva normalizzazione della situazione nella repubblica balcanica. La Bosnia Erzegovina ha compiuto grandi progressi negli ultimi anni, ha osservato. A titolo di esempio ha citato le recenti elezioni comunali e il milionesimo ex rifugiato rientrato in patria in settembre.

Interrogato dai giornalisti sulla vittoria dei nazionalisti alle legislative dello scorso week-end, il rappresentante musulmano Tihic ha negato la pericolosità delle formazioni vincenti: «I partiti in Bosnia si differenziano in primo luogo per la posizione a favore o contro le riforme». A suo dire, sono i partiti aperti ai cambiamenti che hanno vinto domenica scorsa.

Impegno concreto

I due rappresentanti dell’autorità multietnica della Bosnia-Erzegovina non tornano a casa a mani vuote: Deiss ha infatti comunicato che sono stati esaminati diversi accordi, fra cui uno sulla protezione degli investimenti che dovrebbe entrare in vigore entro la fine dell'anno. «Ma resta ancora molto da fare», ha aggiunto il ministro dell'economia, annunciando il proseguimento delle operazioni di aiuto elvetiche.

La delegazione bosniaca si reca mercoledì a Zurigo per partecipare al Business Forum organizzato dalla Swiss Organisation for facilitating investments (SOFI), un'organizzazione che fornisce servizi alle piccole e medie imprese.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

La Bosnia-Erzegovina conta 3,9 milioni di abitanti
Il tasso di disoccupazione raggiunge ancora il 40%
Il 19% della popolazione vive sotto la soglia di povertà
I più toccati sono i membri delle minoranze e i 350'000 sfollati della guerra civile

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In breve

Parallelamente alla visita di Stato di due dei tre presidenti della Repubblica balcanica, il consiglio degli Stati ha dato il via libera alla partecipazione della Svizzera alla Forza multinazionale europea in Bosnia Erzegovina (EUFOR).

La Svizzera è stata sollecitata dal Regno Unito a partecipare alla brigata britannica della Forza multinazionale: in una prima fase Berna dovrebbe inviare una squadra di collegamento e di osservazione composta di otto militari e di due ufficiali superiori.

Stazionata nelle zone di potenziali conflitti, essa avrà il compito di stringere contatti con la popolazione, le autorità locali e le organizzazioni internazionali che operano nella regione.

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