Voto elettronico: la Svizzera si mette al passo coi tempi

Il governo ha presentato la revisione della legge sui diritti politici Keystone

Ancor prima delle prossime elezioni federali potranno essere realizzati progetti pilota di voto elettronico.

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 novembre 2001 - 16:11

Anche la secolare democrazia elvetica intende mettersi al passo con l'evoluzione delle tecnologie della comunicazione. Il governo propone al parlamento una serie di modifiche legislative per gettare le basi del cosiddetto e-voting. Secondo Berna l'introduzione del voto elettronico richiederà ancora anni di ricerche e di negoziati, a causa soprattutto dell'impatto sul sistema politico e sulle strutture federalistiche nonché per i problemi legati alla protezione dei dati. Fin d'ora comunque sarebbe opportuno poter compiere i primi esperimenti.

D'accordo con cantoni e comuni interessati, la Confederazione potrebbe così permettere prove in ambito locale e di portata e durata limitate. Berna darà tuttavia luce verde soltanto a condizione che il controllo della legittimazione, il segreto e lo spoglio di tutti i voti siano garantiti e gli abusi eslcusi, indipendentemente dal fatto che si tratti di votazioni consultive o normali.

La revisione vuole inoltre facilitare il compito al cittadino in occasione di votazioni popolari. Intende ampliare l'offerta di informazioni su internet e pubblicare in rete i progetti di legge su cui sarà chiamato ad esprimersi nonché le relative spiegazioni, almeno sei settimane prima dello scrutinio. L'elettronica dovrebbe agevolare l'esercizio dei diritti popolari: le liste per la raccolta delle firme potranno essere scaricate da internet.

Una revisione che viene incontro anche alle donne

La revisione dei diritti politici prevede tra l'altro modifiche per promuovere la partecipazione al voto e le candidature femminili alle elezioni del Consiglio nazionale. A questo scopo la Confederazione avrà la possibilità di svolgere campagne di sensibilizzazione e di informazione, un'opzione che in procedura di consultazione aveva sollevato opinioni divergenti.

Il compito principale di incrementare la presenza del gentil sesso nei consessi politici dovrà essere assunto da partiti e organizzazioni. Tuttavia, dopo il no all'iniziativa popolare che voleva imporre quote paritarie tra i sessi nelle istituzioni federali e dopo l'abbandono in parlamento di un progetto di quote minime per le candidature femminili al Nazionale, il governo ritiene giustificato un contributo, anche da parte sua, per cercare di mettere in pratica il mandato costituzionale sulla parità tra i sessi.

Luca Hoderas

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