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Zurigo adegua la sua politica della droga

Dieci anni fa, le autorità zurighesi erano preoccupate soprattutto dalla scena aperta del Letten

(Keystone)

La politica della droga adottata da Zurigo negli ultimi 10 anni ha dato i suoi frutti. Ma ci si è concentrati troppo sulla cosiddetta “scena aperta”, tralasciando il resto.

Alla vigilia della votazione comunale sulla continuazione del programma di distribuzione controllata d’eroina, la città presenta il proprio bilancio.

Il parlamento cittadino aveva chiesto all'esecutivo di valutare la situazione e di abbozzare la strategia futura.

Quale risposta, Zurigo, una città pioniera nella politica della droga, trae un bilancio positivo degli sforzi compiuti nello scorso decennio.

In un rapporto di 100 pagine su droghe e tossicodipendenze, il municipio cittadino elenca tuttavia le carenze della politica attuale e propone dei correttivi.

Dimenticati i party e la canapa

La chiusura della «scena aperta» di Zurigo - luogo in cui i tossicodipendenti compravano e consumavano stupefacenti senza subire interventi dell'autorità - venne tentata una prima volta al parco del «Platzspitz» nel 1992.

Ma lo spaccio si trasferì nella stazione ferroviaria in disuso del Letten, (soprannominata «il supermercato della droga») che venne chiusa solo nel 1995.

Nel rapporto non manca quindi l'autocritica: «ci siamo concentrati talmente tanto sulla 'scena aperta' da non accorgerci quasi dell'evoluzione in altri settori», scrivono gli autori.

La città si è ad esempio mossa solo con ritardo per prevenire il fenomeno delle droghe consumate durante i party e il problema dell'abuso di canapa è stato delegato esclusivamente agli organi giudiziari.

Quattro pilastri da rinsaldare

In tutti i campi di attività della cosiddetta politica dei quattro pilastri - prevenzione, repressione, aiuto alla sopravvivenza e terapia - il rapporto mette in luce lacune da colmare.

Per quanto riguarda la prevenzione vengono chieste nuove misure per poter intervenire immediatamente quando i giovani, complice anche la disoccupazione, cominciano ad assumere stupefacenti.

La mancanza di prospettive professionali rappresenta un rischio grave, si afferma nel rapporto.

Nel settore della repressione la polizia dovrebbe ottenere la competenza di allontanare dal centro anche cittadini svizzeri, mentre le autorità federali sono invitate a risolvere i problemi di applicazione delle misure di espulsione pronunciate contro richiedenti l'asilo stranieri.

Più integrazione

Relativamente all'aiuto alla sopravvivenza, si cercherà di migliorare l'integrazione sociale dei tossicodipendenti, anche se la responsabile del dicastero socialità Monika Stocker ha sottolineato i limiti economici di questo proposito.

Nel campo della terapia sarà data maggiore attenzione alle persone dipendenti dalla cocaina, con progetti simili alla somministrazione controllata di eroina.

Anche nei prossimi anni l'obiettivo cui si orienterà il municipio non è una città senza droga, bensì - più realisticamente- una scena degli stupefacenti limitata, ha detto Stocker.

Il responsabile del dicastero sanità Robert Neukomm vuole inoltre estendere il discorso delle droghe a tutte le sostanze che creano dipendenza, mentre la polizia - ha spiegato la collega Esther Maurer - continuerà a concentrarsi sulla lotta contro le droghe pesanti.

Verso un voto popolare

Il prossimo 26 settembre, gli zurighesi saranno poi chiamati alle urne per decidere se continuare o meno il programma, iniziato nel 1998, di distribuzione d’eroina sotto controllo medico a tossicodipendenti gravi.

I costi complessivi del progetto per il 2005 sono stimati attorno al milione di franchi.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

In Svizzera vi sono circa 30'000 consumatori di droghe pesanti.
2'500 tossicodipendenti hanno seguito finora i programmi di trattamento a base di eroina.
18'000 tossicodipendenti seguono invece terapie sostitutive con metadone.

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In breve

Nell'estate del 1994, nella scena aperta zurighese del Letten furono commessi quattro omicidi.

Al Letten si rifornivano di stupefacenti circa 3'000 tossicodipendenti.

Giornalmente, nel quadro della prevenzione anti-AIDS, vi si distribuivano gratuitamente 15'000 siringhe.

In seguito, le autorità zurighesi decisero la chiusura dell'ex stazione ferroviaria. Che avvenne nell'inverno del 1995.

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