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Assemblea comunale «La forma originaria della democrazia»

gente alza la mano per votare

Durante le assemblee comunali i cittadini votano per alzata di mano.

(Keystone/Urs Flüeler)

Mike Müller è in tournée con un spettacolo dedicato interamente al tema delle assemblee comunali. L’attore e comico svizzero è affascinato dall’autogoverno dei cittadini. Ritiene però scandalose le naturalizzazioni decise in votazione.

Nei comuni svizzeri di piccola e media grandezza i cittadini si riuniscono più volte l’anno, discutono del bilancio comunale, dei preventivi, dell’aliquota fiscale e di altre questioni che riguardano il comune e di solito votano, al termine di un accesso dibattito, per alzata di mano. In quattro comuni su cinque il potere legislativo è esercitato in forma democratica diretta attraverso un’assemblea comunale, invece che tramite un parlamento. L’attore comico Mike Müller ne ha fatto il tema del suo spettacolo "Oggi assemblea comunaleLink esterno".

+ Per saperne di più: "Le assemblee comunali sono ancora attuali?"Link esterno

swissinfo.ch: Perché si prende gioco delle assemblee comunali?

Mike Müller: Non mi prendo gioco delle assemblee.

Questo articolo fa parte di #DearDemocracyLink esterno, la piattaforma di swissinfo.ch sulla democrazia diretta. 

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swissinfo.ch: No?

M. M.: (ride) L’assemblea comunale è per me un buono sfondo per mettere in scena varie figure. L’assemblea comunale è la forma originaria della democrazia, dove ci si riunisce e si decidono delle cose. Dove diventano visibili i problemi evidenti della democrazia diretta. Del resto ai miei spettacoli assistono anche molti rappresentanti delle autorità comunali. Non voglio prendermi gioco della provincia assumendo un punto di vista liberale di sinistra e urbano. Loro vengono e dopo il secondo bicchiere di bianco confermano: è proprio così, anche da noi!

swissinfo.ch: Come ha preparato il suo programma? Ha partecipato alle assemblee comunali?

M. M.: No, mi sono preso la libertà di lavorare su basi puramente fittizie e di inventare tutto. In ogni località dove presento lo spettacolo metto una piccola parte basata su avvenimenti locali alla fine. Per farlo telefono al sindaco e ad altre persone del luogo.

swissinfo.ch: Ha già partecipato a un’assemblea comunale nelle vesti di semplice cittadino?

M. M.: Sì, ma solo una volta, 35 anni fa. Nel frattempo mi sono trasferkito nella città di Zurigo, dove non esiste un’assemblea comunale.

swissinfo.ch: Trova giusto che il governo debba discutere direttamente con i cittadini in un’assemblea comunale?

M. M.: In linea di massima sì, perché così i progetti politici devono essere giustificati in modo molto diretto. È una buona cosa che politica e amministrazione siano più vicine al popolo. L’amministrazione in Germania per esempio è molto lontana dai cittadini e li tratta con disprezzo. Ho lavorato in Germania: le lettere dei servizi tedeschi delle imposte si fanno beffe di qualsiasi principio di buona educazione!

In Svizzera le cose sono diverse e questo mi piace. Posso chiamare un ufficio e trovo subito aiuto. Il direttore di un teatro in Germania era così stupito che in Svizzera riuscissi a ricevere per e-mail in dieci minuti il formulario giusto, da asserire che di certo avevo dei parenti nell’ufficio. Invece avevo solo chiamato la persona che secondo la fattura dell’AVS [Assicurazione vecchiaia e superstiti, ndr] è responsabile del mio dossier.

swissinfo.ch: Nel trailer dello spettacolo dice: «Stasera ci sarà di nuovo una naturalizzazione, dopo tanto tempo. O almeno lo spero per il signor Stojadinovic». Può spiegare la battuta a uno straniero?

M. M.: Purtroppo non è una battuta, è la verità. In Svizzera la naturalizzazione avviene nel comune di residenza. La procedura può variare molto da un luogo all’altro. Nella città di Zurigo è facile, perché si tratta di una formalità. Ci sono però alcune località in Svizzera dove sono i cittadini in assemblea popolare a decidere sulle naturalizzazioni. Ci sono stati casi di persone a cui è stata negata la naturalizzazione perché non conoscevano il fornaio del paese. Innumerevoli richieste di naturalizzazione da parte di persone provenienti dai Balcani sono state respinte. E non perché un uomo picchiava sua moglie, ma solo a causa della desinenza «ic» del suo nome. Una procedura del genere non rispetta nessuno standard.

swissinfo.ch: Nel suo spettacolo accenna a molti temi della politica locale, per esempio al fatto che i cittadini vengono obbligati ad assumere incarichi secondari, che si discute di cose banali, che ci sono interventi snervanti su temi irrilevanti che fanno tirare per le lunghe le discussioni. Accenna anche al nepotismo e al patriottismo cantonale. Può spiegare la politica svizzera in poche frasi a qualcuno che vive all’estero?

M. M.: Rendo la politica svizzera interessante per il mio lavoro di comico. Non dico che la politica locale sia solo nepotismo. Però anche questo aspetto è parte della verità. La politica locale è innanzitutto politica concreta. A questo livello gli slogan nazionali dei partiti servono poco. I cittadini si impegnano per il comune al di là dell’appartenenza politica.

Nella politica locale svizzera l’impegno volontario è molto importante. Il sindaco di Illnau-Effretikon per esempio dirige un’amministrazione composta di 150 persone e nel contempo insegna nella scuola professionale di Winterthur. La politica locale è inoltre molto influenzata dal luogo in cui si svolge. Zurigo è molto diversa da Schangnau nell’Emmental.

un uomo tiene una tazzina da caffé in mano

Mike Müller nel ruolo del sindaco durante un'assemblea comunale.

(André Albrecht)

swissinfo.ch: Nel suo spettacolo l’assemblea comunale sfocia nel caos. È quel che accade normalmente nelle assemblee comunali svizzere?

M. M.: Sì, succede. Almeno a me una volta è capitato di vederlo. Nella prima e unica assemblea comunale a cui ho partecipato il sindaco incollerito ha rassegnato le sue dimissioni a causa del cambiamento di destinazione di un terreno.

swissinfo.ch: Trova che le assemblee comunali siano ancora attuali?

M. M.: In linea di massima trovo che le assemblee comunali siano una buona cosa. Aiutano a risparmiare, perché un parlamento costa. Ma dipende dalle dimensioni del comune. Se in una città come Soletta, con i suoi 16'000 abitanti, solo 150 cittadini partecipano all’assemblea comunale, allora qualcosa non funziona.

Ritengo che la decisione se avere o meno un’assemblea comunale spetti alle persone che abitano nel comune. Le strutture professionali non sempre sono migliori. Le assemblee comunali possono anche avere qualcosa di casuale, ma nella democrazia diretta non è sempre così. Non capisco sempre di cosa si parli nelle votazioni. La democrazia è complicata e ha molti svantaggi.

swissinfo.ch: Ma anche vantaggi?

M. M.: Sì, come detto, non si troverà nessuno svizzero che dica: «È un’idiozia». In Germania i cittadini possono decidere qualcosa solo ogni quattro anni. Mi sembra poco. E si arriva comunque a situazioni di stallo, come si può vedere proprio ora!

Mike Müller

Mike Müller è un attore e comico svizzero-tedesco. Nato nel 1963, è cresciuto nel canton Soletta. Ha studiato filosofia all’università di Zurigo. Negli anni Novanta è stato attore teatrale, in seguito ha lavorato anche nella televisione e nel cinema. Tra il 2008 e il 2016 ha moderato insieme a Viktor Giacobbo la trasmissione serale «Giacobbo/Müller» alla Televisione svizzera di lingua tedesca.

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Traduzione dal tedesco di Andrea Tognina

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