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Lunghe liste d’attesa Il problema svizzero delle donazioni di organi



Alla fine del 2016 vi erano 1’480 persone in attesa di un organo in Svizzera.

Alla fine del 2016 vi erano 1’480 persone in attesa di un organo in Svizzera.

(Keystone)

In Svizzera la politica del consenso esplicito nella donazione di organi complica il lavoro ai medici. Tuttavia, per questioni etiche, l’alternativa del consenso presunto applicato in Europa non è ben vista da tutti.  È possibile conciliare gli argomenti etici con la dura realtà delle decisioni mediche?

La Svizzera è uno dei paesi più benestanti: le risorse mediche sono solide rispetto alla maggior parte degli altri stati. Tuttavia, la richiesta di organi per trapianti ha raggiunto livelli mai visti finora. Secondo la fondazione a favore della donazione di organi Swisstransplant, in Svizzera in media due persone muoiono mentre sono sulla lista d’attesa per ricevere un organo. Alla fine dell’anno scorso vi erano 1’480 persone in attesa di un organo, il 38% in più rispetto al 2010. 

Nel 2016 in Svizzera vi sono stati solo 111 donatori di organi in stato di morte cerebrale o deceduti a seguito di un arresto cardiocircolatorio. Con 13,3 donatori per un milione di abitanti, la Svizzera si è così posizionata nell’ultimo terzo della classifica europea.

(swissinfo.ch)

Il consenso è determinante

Il CEO di Swisstransplant Franz Immer ha spiegato a swissinfo.ch che la mancanza di donatori è accentuata dalla politica svizzera del consenso esplicito secondo cui il personale medico deve ottenere il permesso del paziente, o dei suoi parenti, prima che gli organi possano essere donati. Spesso quando la decisione spetta ai familiari la donazione è rifiutata perché i familiari non sono sicuri della volontà del paziente.

«Il problema principale è che non conosciamo la volontà di un potenziale donatore di organi nelle cure intense. Per questo, in Svizzera il percento di negazione del 60% è molto elevato rispetto alla Francia dove è del 25%», aggiunge Immer.

Come se non bastasse, in Svizzera non esiste un registro formale dei detentori di una tessera per donatori. In accordo con il principio del consenso esplicito, il governo svizzero ha deciso di non effettuare un registro di questo tipo perché, oltre a essere caro da allestire e aggiornare, potrebbe potenzialmente mettere a repentaglio la sicurezza dei dati.

Nel autunno del 2016, Swisstransplant e l’Ufficio federale della sanità pubblica hanno lanciato una campagna nazionale di sensibilizzazione sulla donazione di organi e in particolare sull’importanza di parlare della propria volontà con i familiari.

Obiezioni etiche 

Nel 2013 il parlamento svizzero ha negato l’istituzione del sistema del consenso presunto che avrebbe permesso a chiunque di donare organi dopo la morte a meno di averlo esplicitamente rifiutato. Questo sistema è attualmente applicato nella maggior parte dei paesi europei, la Francia l’ha appena adottato il 1° gennaio 2017.

La Commissione nazionale d’etica per la medicina umana si è opposta all’unanimità contro l’iniziativa. Secondo la commissione - che informa e chiarisce temi di carattere etico nel settore della medicina umana per il parlamento, il governo e il pubblico - il sistema del consenso presunto metterebbe a rischio i diritti dei cittadini.

«Il modello dell’opposizione rischia di ledere i diritti della personalità poiché  potrebbe  condurre a un prelievo di organi senza il necessario consenso», ha dichiarato la commissione in un parereLink esterno.

Nel 2015, il parlamento ha nuovamente aperto il dibattito e la modalità del consenso presunto è stata di nuovo bocciata dal Consiglio nazionale. Per Immer, però, la battaglia non è persa.

«Il numero di donatori è così basso che la discussione sul tipo di consenso sarà di nuovo al centro dei dibattiti politici nel 2018», ha dichiarato al giornale svizzero francese Le MatinLink esterno a inizio gennaio.

Questione di vita o di morte

L’anno scorso, ricercatori svizzeri e britannici hanno illustrato che le raccomandazioni di esperti come quelli della Commissione nazionale d’etica per la medicina umana non sempre corrispondono a quanto altri gruppi interessati ritengono corretto quando si tratta di donazione di organi.

Per il loro studio, pubblicato nella rivista specializzata PLOSLink esterno nel giugno del 2016, hanno intervistato 1’200 medici, studenti di medicina e altre persone in Svizzera chiedendo loro fino a che punto erano corretti i diversi modelli di assegnazione di 100 donatori di rene per 500 pazienti in scenari ipotetici.

Le persone interrogate che non sono medici né studenti di medicina tendono a rispondere che è più corretto dare la priorità ai pazienti con la maggiore urgenza medica, mentre la maggior parte dei medici ha ritenuto più corretto applicare il criterio della prognosi medica, ovvero le possibilità di un paziente di sopravvivere se riceve l’organo. Entrambi i gruppi intervistati sono d’accordo sulla totale incorrettezza di dare la priorità in base ad altri fattori, come l’estrazione a sorte o la disponibilità di pagare il trattamento.

Ma queste risposte si sono scontrate con ricerche in etica professionale secondo cui i principi come la lista d’attesa e la gravità della malattia non sono «moralmente giustificabili». Tali studi tendono a prediligere sistemi come l’estrazione a sorte e la priorità a pazienti più giovani.

«Confrontare gli argomenti prescrittivi etici con quanto si può osservare nei diversi gruppi di interessi ci ha aperto gli occhi», spiega a swissinfo.ch il coautore dello studio Pius KrütliLink esterno del Politecnico federale di Zurigo.

Krütli conclude che integrare l’opinione di diversi gruppi, in particolare anche dei cittadini, potrebbe essere una mossa saggia per sviluppare politiche mediche come la donazione di organi.

Tuttavia, chi lavora sul campo negli ospedali svizzeri ritiene che il consenso, esplicito o presunto, non è il problema principale quando si deve affrontare il delicato tema del trapianto di organi. 

Nicolas Müller, responsabile del centro trapianti dell’ospedale universitario di Zurigo, spiega che la richiesta del consenso ai familiari è spesso l’elemento chiave nella donazione di organi in Svizzera, a prescindere dal sistema usato. 

«Il personale di cura sente che è necessario chiedere il consenso ai familiari, anche se esiste un consenso scritto. Almeno così è in Svizzera. Non ci permetteremmo mai di prendere la decisione da soli», aggiunge. 

«Il problema principale è il tasso elevato di negazioni. Credo che in Svizzera ci sarebbe lo stesso numero di potenziali donatori come in Austria o in Francia, ma i parenti non sono sicuri di quale fosse la volontà del defunto».

Donazione di organi in Svizzera

Ricevere organi

In Svizzera, l’attribuzione di organi (cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas e intestino tenue) è disciplinata dall’Ordinanza sull’attribuzione di organiLink esterno. Vigono regole specifiche in funzione dell’organo, ma in generale la priorità è accordata secondo il criterio dell’“urgenza medica”, ovvero ai pazienti la cui salute è minacciata maggiormente senza l’organo in questione. La seconda priorità è data ai pazienti in base al criterio della "prognosi medica", cioè ai pazienti per cui è prevista la maggior efficacia dal profilo medico. Se due pazienti hanno lo stesso livello di urgenza medica e di prognosi medica, i loro posti sulla lista di attesa sono uguali.

Donatori 

In Svizzera, l’Ufficio federale della sanità pubblica ha autorizzato i trapianti in cinque ospedali universitari (Basilea, Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo) e in un ospedale cantonale (San Gallo). 

Esistono tre tipi di donatori di organi: i donatori in stato di morte cerebrale, i donatori in stato di morte cardiaca e i donatori viventi. In caso di donazione dopo morte cerebrale o morte cardiaca, due medici specializzati indipendenti che non fanno parte del team di trapianto devono diagnosticare la causa della morte prima del prelievo degli organi. 

I donatori viventi - che possono donare direttamente a un paziente conosciuto come un amico o un familiare, oppure anonimamente a un paziente sconosciuto - devono prima sottoporsi a rigorosi accertamenti medici e psicologici. In Svizzera i costi per le donazioni da donatori viventi sono coperti dall’assicurazione malattia del ricevente. 

Diventare donatore di organi 

In Svizzera, chi vuole diventare donatore di organi può iscriversi per ricevere la tessera di donatore di organiLink esterno oppure scaricare un’app che genera una tessera di donatore di organi digitaleLink esterno che determinati ospedali svizzeri possono leggere usando la tecnologia di identificazione elettronica (EID).

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Traduzione di Michela Montalbetti, swissinfo.ch

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