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Politica monetaria Ecco come la Banca nazionale svizzera aumenterà i tassi d’interesse

Thomas Jordan

Come normalizzare la politica monetaria? Il presidente della Banca nazionale svizzera Thomas Jordan ha già una soluzione: i titoli di debito propri (Bills).

(swissinfo.ch)

In Svizzera sono sempre di più le voci critiche nei confronti della politica monetaria della Banca nazionale svizzera. Agli occhi di alcuni economisti, i tassi d’interesse negativi - un rimedio contro le crisi più gravi - appaiono sempre più insensati. Tuttavia, anche l’aumento dei tassi comporta dei rischi. Conviene dunque adottare una tattica astuta, che già esiste.

La Banca nazionale svizzera (BNSLink esterno) ha aumentato i tassi di interesse per l’ultima volta nel 2007. E lo farà di nuovo, verosimilmente nel 2020. La questione non è però di sapere quando i tassi di interesse saranno aumentati, ma come. Il prossimo rialzo sarà infatti più complesso rispetto a quello del 2007.

Prima della crisi finanziaria del 2008/2009, la BNS controllava i tassi di interesse attraverso i cosiddetti Repurchase Agreements (Repo), le operazioni pronti contro termineLink esterno. Siccome le banche disponevano di troppe poche liquidità a livello strutturale per conformarsi ai loro obblighi in materia di riserve minime, a scadenze regolari dovevano farsi prestare dei soldi dalla BNS, la quale fissava il prezzo delle transazioni. Siccome manteneva il deficit di liquidità, la BNS aveva il pieno controllo sui tassi di interesse ai quali le banche si prestavano vicendevolmente il denaro.

Oggigiorno, le banche adempiono ampiamente il loro obbligo di mantenere riserve minime poiché la BNS, preoccupata per il tasso di cambio, ha acquistato valute estere per anni. Non è quindi più possibile utilizzare le Repo per controllare i tassi di interesse. Lo strumento più probabile a cui la BNS farà capo per aumentare i tassi di interesse è quello dei titoli di debito propri (BNS BillsLink esterno).

Uno strumento avanzato già dieci anni fa

Perché questa soluzione sembra la più indicata? I responsabili della BNS, tra cui l’attuale presidente Thomas Jordan, hanno più volte affermato che i titoli di debito propri rappresentano un possibile strumento per la normalizzazione della politica monetaria. Già nel 2009, Jordan aveva dichiarato che “i BNS Bills avrebbero svolto un ruolo importante nella transizione (…) verso una gestione dei tassi di interesse conforme alle regole”.

Inoltre, quando si tratta di evocare i benefici e gli inconvenienti dei vari strumenti, la direzione generale sottolinea volentieri i vantaggi dei titoli di debito propri. Uno di questi è la possibilità di trasferire i Bills a terzi, quindi ad attori non bancari.

Inoltre, la BNS ha già alle spalle un’esperienza in materia di emissione di titoli di debito propri. Tra il 2008 e il 2011, ha emesso oltre 120 miliardi di franchi allo scopo di controllare la massa monetaria. Da allora, come risulta dai suoi rapporti annuali, l’istituto ha emesso a più riprese dei Bills “nel quadro di operazioni di prova”. Tutto lascia quindi supporre che la BNS utilizzerà nuovamente questo strumento per aumentare i tassi di interesse.

Un’opportunità d’investimento

Ma come funzionano questi titoli di debito propri della BNS? In generale, le banche vogliono liberarsi delle loro liquidità in eccesso poiché non generano interessi oppure comportano tassi negativi. Le banche non possono farlo tra loro siccome si trovano tutte nella stessa situazione.

Con l’emissione dei Bills, la BNS offre dunque un’opportunità di investimento allettante: le riserve senza interessi possono essere scambiate con dei titoli che generano interessi.

Quando le banche commerciali scambiano le riserve con i Bills, l’eccesso di liquidità nel sistema bancario si riduce. Una diminuzione che già di per sé contribuisce all’aumento dei tassi del mercato monetario.

L’aspetto più importante è però un altro. Poiché le banche possono investire i loro soldi a un tasso di interesse stabilito dalla BNS, non saranno disposte a prestarli ad altre banche a un tasso inferiore. Il risultato è un rialzo dei tassi di interesse.

Le sfide non mancano

In vista della normalizzazione politica ormai prossima, si devono tuttavia ancora superare delle sfide tecniche e politiche. Tra le varie cose, la BNS dovrà spiegare all’opinione pubblica svizzera perché sarà necessario rimborsare gli interessi alle banche al fine di aumentare i tassi di interesse.

L’istituto centrale dovrà pure evitare che l’opinione pubblica si convinca del fatto che i Bills verranno un giorno monetizzati. Dovranno anche essere chiarite le questioni tecniche sul volume e la scadenza dei titoli di debito proprio della BNS.

La domanda sul modo in cui la BNS aumenterà i tassi di interesse ha però già probabilmente trovato risposta.

*Fabio CanetgLink esterno è esperto di macroeconomia all’Università di Berna. Con il contributo di Daniel Kaufmann.

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Traduzione dal tedesco di Luigi Jorio, swissinfo.ch

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