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Ogni persona ha il diritto di chiedere asilo in Svizzera. Per ottenere lo statuto di rifugiato, i richiedenti devono però provare – o per lo meno rendere credibile – la loro storia di persecuzione.

La Legge sull’asilo definisce il termine “rifugiato” e le condizioni che permettono l’attribuzione dell’asilo, in conformità con la Convenzione di Ginevra del 1951.

Secondo la legge, “sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche”.

La legge precisa anche le condizioni per le quali lo statuto di rifugiato non viene accordato, come nel caso dei disertori oppure quando una storia è ritenuta inverosimile.

Nel giugno 2016, i cittadini svizzeri hanno approvato una riforma della legge che mira soprattutto ad accelerare le procedure d'asilo.

Prima tappa

Una domanda d’asilo può essere depositata:

  • Al momento di entrare in Svizzera: oralmente o per iscritto a qualsiasi posto di frontiera o durante il controllo doganale in aeroporto.
  • In Svizzera: oralmente o per iscritto da parte di qualsiasi immigrato clandestino o straniero già residente.

Dal 2012 non è più possibile depositare una domanda d’asilo nelle ambasciate. I richiedenti l’asilo particolarmente vulnerabili possono richiedere un visto per motivi umanitari alle rappresentanze diplomatiche. Le condizioni per l’ottenimento di questo permesso sono tuttavia estremamente restrittive.

Le persone che hanno lasciato il loro paese d’origine e che vivono in un paese terzo sono considerate “non seriamente in pericolo”. Per questo le loro chance di ottenere l’asilo sono ridotte.

Da notare che nel 2007 la Svizzera ha sottoscritto la Convenzione di Dublino, secondo la quale spetta al primo paese europeo di sbarco o di transito di un migrante, registrare e trattare la sua domanda d’asilo.

I richiedenti che decidono di proseguire il viaggio rischiano di essere rimandati nel primo paese europeo dove sono stati schedati. Alcuni paesi, tra cui la Svizzera, approfittano più di altri di questa possibilità


Registrazione

Indipendentemente dal modo in cui sono entrati in Svizzera, i richiedenti l’asilo devono presentarsi in uno dei centri di registrazione e di procedura a Chiasso, Vallorbe, Kreuzlingen, Altstätten o Zurigo.

I candidati sono poi invitati a fornire i dati personali, l’itinerario del viaggio e i motivi d’asilo. Vengono schedati nel sistema Eurodac, attraverso le impronte digitali e una fotografia, per determinare se hanno già chiesto asilo in Svizzera o altrove.

Per evitare che dei terroristi entrino sul territorio elvetico attraverso la procedura d’asilo, la Segreteria di Stato per la migrazione (SEM) trasmette tutte le domande provenienti da paesi considerati ad alto rischio ai servizi segreti. La lista di questi paesi è confidenziale.

I dossier dei richiedenti sono poi inviati alla centrale della SEM, incaricata di prendere una decisione di prima istanza. Durante il periodo di attesa, le persone vengono alloggiate in uno dei centri di registrazione e procedura. Un regolamento interno fornisce una serie di informazioni utili sui centri, dalla procedura agli orari dei pasti, fino al diritto di visita.

Una volta registrati, i richiedenti l’asilo sono tenuti a consegnare alle autorità i loro beni di un valore superiore ai 1000 franchi – fino a un massimo di 15mila – per contribuire a coprire i costi. Le autorità forniscono loro una ricevuta. Gli oggetti personali, come le fedi, non sono sequestrati. Se i richiedenti partono in modo volontario nei sette mesi successivi, possono recuperare il denaro. Coloro che ottengono il diritto di restare in Svizzera devono invece versare allo Stato il 10% del loro salario per un periodo fino a dieci anni, o fino a quando avranno rimborsato 15mila franchi di spese.

L’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati offre informazioni inventi lingue sulle procedure d’asilo in Svizzera.


Ottenimento o rifiuto dell’asilo

Le domande d’asilo sono prima di tutto separate in due categorie. I richiedenti l’asilo registrati in un altro paese europeo sono normalmente colpiti da una decisione di non-entrata in materia. Il loro dossier non viene nemmeno esaminato e la persona può essere trasferita nel primo Stato europeo dove è stata registrata (accordo di Dublino).

Se la domanda d’asilo viene presa in considerazione, vi sono essenzialmente tre possibili esiti:

  • Statuto di rifugiato: quando i motivi d’asilo sono ritenuti veritieri, la persona riceve uno statuto di rifugiato (permesso B);
  • Ammissione provvisoria: i motivi d’asilo non sono ritenuti veritieri, ma un rinvio nel paese d’origine è giudicato impossibile o illegittimo. Il richiedente riceve dunque una protezione temporanea (permesso F);
  • Rimpatrio: i motivi d’asilo non sono ritenuti veritieri e la persona deve lasciare il paese entro un massimo di sei mesi.

hi rifiuta di lasciare la Svizzera in modo volontario, può essere rimpatriato con la forza.

I richiedenti hanno il diritto di ricorrere al Tribunale amministrativo federale contro ogni decisione negativa o di non entrata in materia.

 

Accesso al mercato del lavoro

Se non c’è un abuso manifesto della procedura d’asilo, il richiedente viene attribuito a un cantone, incaricato di sovvenire ai suoi bisogni e di condurre un’audizione dettagliata sui motivi d’asilo. Ogni richiedente ha diritto a un’interprete e può ricevere un’assistenza giuridica da parte delle organizzazioni non governative.

I cantoni garantiscono un’assistenza sociale ai richiedenti l’asilo e alle persone ammesse a titolo provvisorio.

I richiedenti l’asilo non sono autorizzati a lavorare nei primi tre mesi dal deposito di una domanda. Questo periodo può essere esteso a sei mesi.

Nel 2015, la SEM ha registrato 39’523 domande d’asilo; ne ha esaminate 28'118 in prima istanza e ha accordato l’asilo a 6'377 persone. In altre parole, tre quarti delle domande sono state respinte.


Ricongiungimento famigliare

Durante tutto il periodo della procedura, i richiedenti l’asilo non hanno diritto di far venire i membri della loro famiglia.

La legge permette invece ai rifugiati (permesso B) di far venire i membri della loro famiglia (figli minorenni e coniugi).

Per quanto riguarda le persone a beneficio di un’ammissione provvisoria, queste devono aspettare tre anni dopo la decisione della SEM per richiedere il ricongiungimento famigliare. Devono inoltre rispettare alcune condizioni, come il fatto di disporre di un alloggio giudicato appropriato ed essere finanziariamente autosufficienti. 

swissinfo.ch



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