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Votazioni federali del 14 giugno


Esito ancora incerto per la diagnosi preimpianto e il canone




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Se i contrari alla nuova legge sulla radiotelevisione dovessero vincere, il pagamento del canone continuerà ad essere legato al possesso di un apparecchio di ricezione.  (Keystone)

Se i contrari alla nuova legge sulla radiotelevisione dovessero vincere, il pagamento del canone continuerà ad essere legato al possesso di un apparecchio di ricezione. 

(Keystone)

A sole due settimane dalle votazioni federali del 14 giugno, il risultato rimane in bilico per due dei quattro oggetti sottoposti al popolo. Partigiani e avversari della nuova legge radio-tv e dell’articolo costituzionale sulla medicina riproduttiva sono gomito a gomito. Il ‘no’ sembra invece chiaro per le iniziative che chiedono un’armonizzazione delle borse di studio e l’imposizione delle eredità.

Su mandato della radiotelevisione pubblica svizzera SRG SSR, l’istituto gsf.bern ha reso noti mercoledì i risultati del suo secondo sondaggio realizzato in vista delle votazioni federali del 14 giugno. Il precedente era stato pubblicato all’inizio di maggio.

Verso un no alla LRTV?

Il tema più dibattuto di queste votazioni è la nuova Legge sulla radiotelevisione (LRTV). Questa revisione prevede di estendere l’obbligo di pagare il canone a tutti i nuclei famigliari e a tutte le aziende con una cifra d’affari annua superiore ai 500'000 franchi. Attualmente sono soggetti al canone solo coloro che possiedono un apparecchio di ricezione. Questo cambiamento dovrebbe permettere di ridurre il canone da 462 a 400 franchi all’anno.

Dal sondaggio emerge che il 43% delle persone intervistate è favorevole alla revisione, mentre il 47% si oppone. Un intervistato su dieci non ha invece ancora un’opinione in merito.

 (swissinfo.ch)
(swissinfo.ch)

Visti i risultati, i politologi del gfs.bern non azzardano un pronostico. Al massimo osservano che vi è una «leggera tendenza» favorevole agli oppositori. Le cifre del resto lo confermano: rispetto al primo sondaggio i sostenitori della legge hanno perso il 3% delle intenzioni di voto mentre gli avversari hanno guadagnato il 2%.

Il tema divide le regioni linguistiche. L’oggetto è chiaramente respinto nelle aree germanofone (53% di avvisi negativi), ma nettamente approvato nelle regioni latini, con un tasso di accettazione del 55% in Svizzera romanda e del 53% in Ticino. Questo fossato non sorprende i responsabili dell’istituto. «Le minoranze linguistiche sono ben protette da questa legge e sono meno sensibili agli argomenti populistici», osserva Claude Longchamp.

Sondaggio SRG SSR

Il sondaggio è stato realizzato dall’istituto gfs.bern su mandato della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, di cui fa parte anche swissinfo.ch. 

Per l’indagine demoscopica, i ricercatori del gfs.bern hanno intervistato, tra il 22 maggio e il 30 maggio 2015, un campione rappresentativo di 1'400 persone con diritto di voto ripartite in tutte le regioni linguistiche della Svizzera. Il margine d’errore è del ±2,7%. 

Gli svizzeri all’estero non sono stati considerati per il sondaggio. Il governo elvetico ha infatti deciso che le coordinate degli espatriati non possono essere comunicate per ragioni legate alla protezione dei dati.

Un tema etico

I giochi non sono fatti neppure per quanto concerne il nuovo articolo costituzionale relativo alla medicina riproduttiva e all’ingegneria genetica in ambito umano. Gli intervistati che si dicono favorevoli a questo oggetto sono il 46%, i contrari il 40% e gli indecisi il 14%.

Contrariamente a quanto sta succedendo per la legge sulla radiotelevisione, l’evoluzione mostra però che ci si dirige probabilmente verso un’accettazione. I sostenitori hanno guadagnato 6 punti rispetto al precedente sondaggio, mentre gli oppositori ne hanno persi 4.

Anche in questo caso, però, gli autori del sondaggio preferiscono non sbilanciarsi: «Bisogna rimanere prudenti», sottolinea Martina Imfeld, politologa all’istituto gfs.bern. Trattandosi di una modifica costituzionale, è necessaria la doppia maggioranza, di popolo e cantoni. Anche se la maggior parte dei votanti dovesse esprimersi a favore, l’oggetto potrebbe non superare lo scoglio della maggioranza dei cantoni.

L’evoluzione delle opinioni è inoltre difficile da prevedere con temi emozionali e etici come questo, che creano fratture che non corrispondono per forza alle tradizionali linee di demarcazione partitiche o linguistiche. La modifica dell’articolo costituzionale dovrebbe permettere di effettuare degli esami genetici sull’embrione concepito in vitro prima di impiantarlo nell’utero. Attualmente vietata, la diagnosi preimpianto sarebbe autorizzata per le coppie portatrici di patologie genetiche.

«I giochi sono fatti»

Non rimane invece nessun dubbio sull’esito degli ultimi due oggetti in votazione. «I giochi sono fatti», dichiarano Claude Longchamp e Martina Imfeld.

L’iniziativa sulle borse di studio è rifiutata dal 50% delle persone intervistate e accettata dal 38%. Nel corso delle settimane, l’opinione è evoluta chiaramente verso il ‘no’, un fenomeno ricorrente per quanto concerne le iniziative popolari. Nello spazio di un mese il fronte del rifiuto è cresciuto del 13%. In occasione dell’ultimo sondaggio questa iniziativa, che chiede di armonizzare i criteri per l’attribuzione e i montanti delle borse di studio a livello federale, era ancora approvata dal 49% degli intervistati e respinta dal 37%.

Il verdetto è ancora più chiaro per quanto concerne l’iniziativa «Tassare le eredità milionarie per finanziare l’AVS». Il progetto è respinto dal 61% degli interrogati e accettata dal 34%. Gli indecisi sono il 5%. Anche in questo caso, il fronte degli avversari si è nettamente rafforzato (+10%) dall’ultimo sondaggio. Lanciata dalla sinistra e dai sindacati, l’iniziativa prevede di tassare le successioni e le donazioni superiori a 2 milioni di franchi, in base a un’aliquota del 20%, per finanziare l’assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS).


Traduzione di Daniele Mariani

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