«Pasqua è in tutti noi»

Sergius Golowin, esperto di miti e storie antiche. RDB

Se le usanze pasquali dovessero finire nel dimenticatoio, la gente ne inventerebbe delle altre. Lo afferma lo scrittore svizzero e mitologo Sergius Golowin.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 aprile 2006 - 10:07

Sia nella Preistoria che nel Cristianesimo, la Pasqua rappresenta la nascita e la risurrezione dell'uomo e della natura dopo l'inverno, la stagione morta dell'anno.

swissinfo: Per Pasqua si usa decorare la propria casa con ramoscelli germoglianti ai quali sono appese delle uova. È questa un'antica o una nuova usanza?

Sergius Golowin: È difficile da stabilire dalle fonti disponibili. Ad ogni modo, se dovessimo scordarci le usanze preistoriche e cristiane, ne inventeremmo delle altre.

Il periodo pasquale rappresenta il momento della fioritura, del verde, della crescita e della risurrezione. La Pasqua è dentro di noi in maniera quasi istintiva. È praticamente impossibile non rallegrarsi dell'arrivo della primavera, quando tutto ridiventa chiaro e luminoso.

swissinfo: Le origini della Pasqua risalgono alla preistoria. Cosa si festeggiava esattamente?

S. G.: Il momento della rinascita è la prova che si è sopravvissuti al freddo e scuro inverno. La gente ne era felice, anche perché poteva raccogliere i primi fiori e ramoscelli.

Per Pasqua erano pure regalate delle uova, uno degli alimenti principali dell'epoca. Le uova erano spesso dipinte di rosso, il colore del fuoco, del sole e dell'aurora.

Il coniglio che portava le uova era un simbolo di fertilità, visto che si tratta di un animale dalla prole numerosa. Nei libri sui sogni si racconta che il sognare uova o conigli è un segno di fortuna. E chi alle prime luci dell'alba del giorno di Pasqua vede un coniglio, godrà di buona salute e trascorrerà un anno felice.

swissinfo: Le celebrazioni della Preistoria rispecchiavano il susseguirsi delle stagioni?

S. G.: Certo. Bisognava adattare la propria vita in funzione delle stagioni. L'uomo e il lavoro erano parte integrante di un ciclo.

In primavera la vita si risvegliava e la gente doveva riprendere le attività per garantire cibo e sopravvivenza. In seguito sopraggiungeva l'estate, con il culmine della fioritura. La natura si assopiva poi di nuovo lentamente in autunno, prima di affrontare l'inverno.

swissinfo: Oggi la gente non vive più in stretto contatto con la natura. I giorni festivi sono per questo marcati dal consumismo e dalla fuga dalla quotidianità?

S. G.: Le uova di Pasqua e i conigli di cioccolato sono evidentemente prodotti del consumismo, sebbene ci ricordino le celebrazioni e le usanze dei nostri antenati: il mangiare ed il bere hanno sempre avuto una grande importanza.

Il giorno di Pasqua, c'era ad esempio la tradizione di recarsi in silenzio a bere alla fontana o alla fonte prima del sorgere del sole: l'acqua avrebbe garantito una vita sana e felice. Un'antica tradizione che, a volte, viene rispettata anche ai giorni nostri.

swissinfo: Nel Cristianesimo si associa la Pasqua alla storia di Gesù, che fu crocefisso il Venerdì Santo e risorto la domenica. Cosa significa la Pasqua per la Chiesa cristiana?

S. G.: Come quelle preistoriche, anche le credenze cristiane celebrano la risurrezione della natura creata da Dio. Gli uomini vedevano nella natura la forza divina, la promessa di Dio che tutto sarebbe nuovamente risorto.

swissinfo: I bambini, che cercano le uova di Pasqua nascoste, sono al centro di questo giorno particolare. È sempre stato così?

S. G.: Evidentemente. In passato era raro che i bambini uscissero di casa durante l'inverno, non potendosi proteggere adeguatamente contro la neve e il freddo e non disponendo di sci o slitte.

Con il ritorno del sole, in primavera, si potevano invece recare nuovamente all'esterno, sulle colline, per godersi la luce e salutare il nuovo anno.

Guardando nel profondo dell'anima umana, scopriamo che le uova di cioccolato hanno quasi lo stesso significato delle beneamate uova rosse dell'antichità.

swissinfo, intervista di Renat Künzi
(traduzione e adattamento: Luigi Jorio)

In breve

Le origini della Pasqua risalgono alla Preistoria: le usanze pasquali erano un modo per salutare l'arrivo della primavera.

Elemento principale della tradizione è l'uovo, simbolo di fertilità.

Dal 2. secolo, la Chiesa cristiana celebra il giorno di Pasqua ricordando la risurrezione di Gesù, dopo la sua crocifissione il Venerdì Santo.

La Pasqua è la data più importante del calendario cristiano: essa rappresenta la vittoria della vita sulla morte.

La Pasqua è festeggiata la domenica successiva al primo plenilunio di primavera.

End of insertion

Fatti e cifre

Sergius Golowin è nato nel 1930 a Praga e si è trasferito in Svizzera nel 1933.
Golowin, che oggi vive a Berna, è bibliotecario, folclorista, mitologo, politico e scrittore.
Nel 1974 ha ottenuto il premio Schiller (il premio letterario elvetico più antico) per il suo contributo ai folclori e alle culture che si sviluppano ai margini della società.
Negli anni '50-'60, Golowin è una delle personalità di spicco in Svizzera del movimento anticonformista.

End of insertion

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo