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Adamov estradato in Russia, non negli USA

Ievgheni Adamov sarà processato nel suo Paese

(Keystone)

Il Tribunale federale ha deciso che l'ex ministro russo per l'energia atomica Ievgheni Adamov sarà processato in Russia.

La decisione si oppone così a quanto stabilito dall'Ufficio federale di giustizia, che tre mesi fa aveva annunciato di voler estradare Adamov verso gli USA, dove è accusato di aver stornato milioni di dollari.

Alla fine l'ha spuntata il Cremlino. Nel braccio di ferro che vedeva coinvolti Russia e Stati Uniti nel caso Adamov, il Tribunale federale (Tf) - la più alta istanza giuridica della Svizzera - ha deciso di accogliere la domanda di estradizione depositata da Mosca.

La decisione della prima Corte di diritto pubblico del Tf è stata presa all'unanimità: tutti e cinque i giudici hanno di fatto sconfessato l'Ufficio federale di giustizia (Ufg) e dato ragione ad Adamov, che si era detto pronto al trasferimento in Russia.

Stando a quanto affermato dall'avvocato difensore, «Adamov è contento e soddisfatto». La Svizzera - ha aggiunto Stefan Wehrenberg - ha ora 15 giorni di tempo per eseguire la procedura di estradizione.

Prima verso gli Stati Uniti...

In un primo tempo, le sorti dell'ex ministro russo per l'energia atomica Ievgheni Adamov (in carcere in Svizzera dal mese di maggio) sembravano essere poste nelle mani della giustizia americana.

A fine settembre, l'Ufg aveva infatti deciso di estradare Adamov oltre oceano, onde evitare di andare incontro ad una grossa lacuna nell'azione giudiziaria.

Essendo di nazionalità russa - aveva indicato l'Ufg - Adamov non avrebbe potuto essere estradato nuovamente verso gli Stati Uniti, se la Svizzera avesse accordato la priorità alla richiesta di Mosca.

Al contrario, accordando la priorità alla domanda di Washington, gli Stati Uniti avrebbero avuto il diritto di rispedire Adamov in Russia, una volta terminata la procedura penale americana ed una volta scontata l'eventuale pena.

... ora verso la Russia

I giudici del Tf (che ha sede a Losanna) hanno però ribaltato la decisione del l'Ufg, spiegando di aver determinato in primo luogo il «centro di gravità» di tutta la vicenda. Si trattava di prendere in considerazione la nazionalità del prevenuto, il luogo delle infrazioni perseguibili e la data di ricezione delle richieste di estradizione.

Nell'ambito di una valutazione globale, «conviene accordare la priorità alla richiesta della Russia, in virtù del diritto internazionale», hanno detto i giudici. «L'estradizione verso la Russia garantisce che le infrazioni saranno giudicate nel loro insieme nello Stato interessato in primo luogo».

La Russia persegue un membro di una delle sue proprie autorità, mentre gli USA perseguono un ex membro di un governo estero a motivo di una presunta amministrazione infedele degli interessi pubblici a scapito di uno Stato estero (la Russia), ha argomentato il Tf.

La diplomazia russa si è detta «soddisfatta» della decisione del Tf. «Pensiamo che tutte le formalità possano essere sbrigate il più presto possibile», ha dichiarato Mikhail Kamynine, portavoce del Ministero russo degli affari esteri.

Gli Stati uniti hanno al contrario espresso forte delusione per la decisione dei giudici svizzeri. Il governo americano «rispetta la decisione del Tf, tuttavia è molto deluso», ha indicato un diplomatico dell'ambasciata Usa a Berna, ricordando che Adamov è accusato di aver «sottratto denaro dei contribuenti americani».

Arrestato in maggio

Adamov è stato arrestato in Svizzera il 2 maggio scorso su richiesta statunitense. Stando all'atto d'accusa Usa, il 66enne ex ministro avrebbe stornato tra il 1993 e il 2003 oltre nove milioni di dollari che gli USA avevano messo a disposizione per migliorare la sicurezza degli impianti nucleari in Russia all'epoca del presidente Boris Eltsin.

Poco dopo, anche le autorità russe hanno spiccato un mandato di cattura. La magistratura di Mosca ha aperto un procedimento contro l'ex ministro rimproverandogli presunte attività truffaldine fra il 1998 e il 2001, e la sottrazione di circa 17 milioni di dollari durante il mandato ministeriale.

La mossa russa è tuttavia stata interpretata da molti come un tentativo di evitare che Adamov - ritenuto al corrente di molti particolari degli aiuti alla ricerca atomica dati da Mosca ad altri paesi, in particolare Iraq, Iran e Corea del Nord - venisse consegnato agli USA.

swissinfo e agenzie

In breve

Ad inizio ottobre, l'Ufficio federale di giustizia aveva deciso di estradare Ievgheni Adamov verso gli Stati Uniti a causa della sua nazionalità.

La giustizia russa non prevede infatti l'estradizione per i suoi connazionali e dunque, dopo un eventuale processo in Russia, l'ex ministro non avrebbe poi potuto essere trasferito negli Stati Uniti per una seconda sentenza.

Gli avvocati di Adamov hanno dichiarato che l'imputato si dichiara innocente e che si dice pronto a rispondere a tutte le accuse a suo carico formulate dalla giustizia del suo Paese.

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Fatti e cifre

Ievgheni Adamov è stato ministro russo dell'energia atomica dal 1998 al 2001.
Di passaggio in Svizzera, è stato arrestato il 2 maggio 2005 su richiesta degli Stati Uniti.
Washington lo accusa d'aver intascato 9 milioni di dollari, sottratti ai fondi che la comunità internazionale aveva messo a disposizione della Russia per rendere sicure le istallazioni nucleari obsolete dell'ex Unione Sovietica.
Il 17 maggio, la Russia ha pure richiesto la sua estradizione per simili motivi.

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