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Continuano le polemiche sul crash aereo in Egitto

Dubbi sulla compagnia aerea egiziana Keystone

Gravi lacune nei sistemi di sicurezza. Questo il motivo del bando dai cieli svizzeri dei due velivoli della Flash Airlines.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 gennaio 2004 - 20:30

Ma la compagnia egiziana respinge le accuse. Le vengono in soccorso le autorità di Francia, Polonia e Germania: ispezioni effettuate in quei paesi non avevano riscontrato problemi.

L'Ufficio federale svizzero dell'aviazione civile (UFAC) ha menzionato lunedì, per la prima volta, alcune delle «gravi lacune» contestate alla Flash Airlines che avevano portato al bando della compagnia privata egiziana dai cieli elvetici.

Hanno comunque ammonito che esse non devono indurre a conclusioni affrettate sullo stato del velivolo inabissatosi a Sharm el Sheikh: le cause dell'incidente non sono ancora state stabilite, è stato sottolineato in una conferenza stampa a Berna.

Finora l'UFAC non aveva rivelato particolari, invocando motivi di «confidenzialità» di tali informazioni. I suoi rappresentanti hanno ora deciso di allentare questa linea per porre fine alle speculazioni giornalistiche sulle cause del divieto imposto alla compagnia di sorvolare lo spazio aereo svizzero.

Gravi lacune nella sicurezza

Nelle ispezioni effettuate a sorpresa il 27 aprile e l'11 ottobre 2002 a bordo di due diversi apparecchi della Flash Airlines, l'UFAC aveva fra l'altro constatato che a bordo mancava la necessaria documentazione di navigazione.

Inoltre c'erano lacune nella manutenzione dei motori, dei comandi e del treno d'atterraggio. Il sistema dei serbatoi per misurare il carburante non corrispondeva agli standard internazionali e la segnalazione delle uscite di sicurezza era parzialmente fuori uso, ha detto la portavoce dell'UFAC Célestine Perissinotto.

Tali lacune riguardano solo lo stato «dei due apparecchi in quel preciso momento». Esse non concernono lo stato del Boeing 737 della Flash Airlines precipitato nel Mar Rosso sabato mattina e nemmeno quello attuale degli altri velivoli della compagnia egiziana, hanno tenuto a puntualizzare i rappresentanti dell'UFAC.

Altri paesi informati

Le autorità di controllo elvetiche hanno d'altro canto ribadito di aver informato adeguatamente sia i loro omologhi esteri sia la Flash Airlines dei risultati dei controlli a sorpresa.

Il 16 ottobre 2002 L'UFAC ha trasmesso per iscritto alla compagnia egiziana la decisione di revocarle l'autorizzazione di entrare nello spazio aereo svizzero.

Il 22 ottobre ha informato le autorità di aviazione egiziane. Mediante l'apposita banca dati, ha messo il rapporto a disposizione degli altri Paesi membri del Programma europeo di ispezioni. Inoltre, il 16 ottobre ha informato per e-mail il direttore del programma.

Secondo il ministro egiziano dell'Aviazione Ahmed Shafik, Berna avrebbe però fornito solo informazioni sull’ispezione, senza specificare che ai velivoli era stato vietato il sorvolo del territorio elvetico

Flash respinge le accuse

Mohamed Nour, presidente di Flash Airlines, ha dal canto suo respinto tutte le accuse provenienti da Berna. Il charter caduto due giorni fa a Sharm el Sheikh era a suo avviso «sicuro al cento per cento».

Il direttore tecnico della compagnia, Mehdat Nassar, ha fatto sapere che nel marzo 2003 nel Boeing precipitato nel Mar Rosso era stato montato un nuovo motore. Un segno, secondo lui, che Flash Airlines aveva svolto correttamente il suo lavoro di manutenzione.

I velivoli della Flash Airlines erano stati ispezionati anche dall’ufficio tedesco dell’aviazione civile nell’ottobre e novembre 2003.

Pur essendo a conoscenza dei risultati dei controlli svizzeri, le autorità tedesche, basandosi sui risultati di analoghi controlli francesi e polacchi, avevano deciso di concedere l’autorizzazione al sorvolo della Germania ai velivoli della compagnia egiziana.

swissinfo e agenzie

In breve

Un Boeing 737 della compagnia charter egiziana Flash Airlines è precipitato sabato mattina nel Mar Rosso, alcuni minuti dopo il decollo dalla località balneare di Sharm el Sheikh.

Nessuna delle 148 persone a bordo, tra cui oltre un centinaio di turisti francesi, è scampata al disastro. Esclusa l'ipotesi di un attentato, il disastro sembra dovuto ad un problema tecnico.

Entrambi i velivoli di proprietà della compagnia, compreso quello precipitato nel Mar Rosso, sono stati costruiti nel 1993. Dopo due ispezioni a sorpresa nell'autunno del 2002, l'Ufficio federale svizzero dell'aviazione civile (UFAC) ha negato alla compagnia l'autorizzazione a sorvolare il territorio svizzero.

Secondo quanto comunicato lunedì da Max Friedli, direttore ad interim dell'UFAC, attualmente 23 compagnie non sono autorizzate ad utilizzare gli aeroporti svizzeri per ragioni di sicurezza.

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