Molestie sessuali: anche in Svizzera le mentalità devono cambiare

In Svizzera è tuttora difficile provare davanti alla giustizia di aver subito molestie sessuali. imago/Westend61

Lo scandalo di Harvey Weinstein sta provocando una nuova ondata di indignazione e denunce di aggressioni sessuali perpetrate sul lavoro da uomini di potere. In Svizzera, nonostante una buona legislazione, è ancora molto difficile ottenere giustizia, afferma Karine Lempen, specialista in diritto del lavoro dell'università di Ginevra.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 ottobre 2017 - 16:41
Frédéric Burnand con RTS

#MeToo , #انا_كمان , #balancetonporc , #quellavoltache sono alcuni degli hashtag sui social che accomunano un grido di liberazione delle donne, rimaste a lungo in silenzio di fronte alle molestie e alle violenze patite, soprattutto nel contesto professionale. Un grido di liberazione esploso anche in Svizzera.

Contenuto esterno


Resta ora da vedere se queste testimonianze, queste grida di dolore, di rabbia e d'indignazione senza precedenti potranno trasformare le società, anche in Svizzera. Infatti, benché la legislazione elvetica protegga abbastanza bene i dipendenti contro le molestie sessuali, resta molto difficile agire, ha dichiarato la professoressa di diritto alla Radiotelevisione della Svizzera francese RTS.

"Abbiamo analizzato circa 200 decisioni giudiziarie e abbiamo constatato che non erano state a favore della dipendente in circa l'80% dei casi di molestie sessuali", spiega Karine Lempen.

"Rimane molto difficile fornire la prova di molestie sessuali, a differenza di prove di altri tipi di discriminazione, per esempio salariale o nella promozione. Spetta veramente alla persona che viene molestata dimostrarlo". La professoressa dell'università di Ginevra ritiene inoltre che i tribunali si chiedano raramente se le aziende abbiano messo in atto un sistema di prevenzione delle molestie.

A ciò si aggiunge la paura di sporgere denuncia: "È molto difficile agire perché le vittime sono in una relazione di dipendenti e generalmente vogliono mantenere il proprio posto di lavoro. Coloro che fanno il passo di andare davanti alla giustizia sono coloro che non hanno già più nulla da perdere".

Sulla carta, legge adeguata

Eppure la legge svizzera è piuttosto buona, sottolinea Karine Lempen: "Nel diritto svizzero, c'è una buona definizione di molestie sessuali che permette di comprendere un'intera gamma di comportamenti che vanno ben oltre il semplice ricatto sessuale e che copre anche una serie di comportamenti sessisti".

Secondo la specialista, quasi il 30% delle donne e il 10% degli uomini sono stati molestati sessualmente durante la loro vita lavorativa. Le cifre emergono da uno studio commissionato dalla Segreteria di Stato dell'economia e dall'Ufficio federale per l'uguaglianza fra donna e uomo.


Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo