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Il Ticino gioca le sue carte

Promozione economica, il Ticino guarda avanti

(swissinfo.ch)

Come ogni cantone, anche il Ticino punta ad uno sviluppo economico solido e duraturo. E in un momento di crisi le componenti in gioco sono moltissime.

L’esito della recente votazione cantonale sulla fiscalità ha confermato le scelte di politica finanziaria del Governo.

Ma soprattutto ha dato una chiara indicazione: il popolo non vuole aggravi fiscali, oltre al leggero aumento, per un periodo transitorio di tre anni, previsto dal Preventivo 2005.

L’iniziativa della sinistra che chiedeva, per le persone giuridiche, di aumentare dal 9% al 13% l’aliquota sull’utile e di raddoppiare l’imposta sul capitale, è infatti stata respinta

Concorrenzialità invariata

Al di là degli aspetti politici - seppure prevalenti in questo genere di scelte poiché a confrontarsi sono idee di sviluppo e progetti di società ben diversi - dal profilo economico la votazione gioca, secondo il Governo, a favore della concorrenzialità del Ticino.

L’aspetto fiscale è una delle componenti della promozione economica del Cantone. E, soprattutto, va inserito nel quadro di tutte le misure contenute nel programma di marketing territoriale "Copernico" per attirare nuove aziende sul proprio territorio.

Tra le misure previste: incentivi finanziari a chi crea nuovi posti di lavoro, contributi a chi fa investimenti innovativi, un sistema universitario e della ricerca molto avanzato.

Vi è poi lo "Sportello Unico" della Sezione della promozione economica, che fornisce agli imprenditori consulenze personalizzate di accoglienza e accompagnamento.

Inoltre, per andare incontro a dirigenti e collaboratori di aziende che intendono insediarsi nel Cantone, il Governo ha deciso di aumentare da tre a sei anni la possibilità, per i figli di famiglie temporaneamente residenti in Ticino, di seguire l’insegnamento in una lingua che non sia l’italiano.

Insomma, spenti i riflettori sul caso - più mediatico che reale – dell’ipotetica venuta in Ticino della multinazionale Amgen (ditta americana che interessa soprattutto i cantoni di Friburgo, Vaud e, da ultimo, il Vallese), il tessuto economico ticinese continua a dimostrare un certo dinamismo.

Swatch, per esempio

Il gruppo Swatch, per esempio, investe ancora. La realizzazione a Genestrerio (nel Mendrisiotto) di un nuovo insediamento per l’installazione dei movimenti degli orologi "milieu de gamme", è questione di due o al massimo tre mesi. E la ditta Hugo Boss si espande ulteriormente con un nuovo centro logisitco e di produzione a Coldrerio.

"Le condizioni quadro offerte in Ticino e le azioni svolte dalla Promozione economica - dichiara a swissinfo Arnoldo Coduri, direttore della Divisione dell’economia del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) - hanno permesso di rendere il nostro territorio sempre più attrattivo per insediarvi delle imprese".

"In sette anni, grazie al programma di marketing territoriale denominato Copernico, al sostegno per l’innovazione economica e agli incentivi fiscali sono state create in Ticino 128 nuove imprese, con le relative ricadute in termini occupazionali".

"Si tratta indubbiamente – aggiunge Coduri - di un risultato molto positivo se consideriamo il quadro economico internazionale caratterizzato da una maggiore competizione e la concorrenza tra i sistemi-Paese per attirare le imprese".

Non solo piazza finanziaria

Come dire che il Ticino non è solo piazza finanziaria, i cui servizi sono comunque un fattore di competitività fondamentale per attirare nuove aziende.

"L’economia ticinese ha indubbiamente avuto nei servizi finanziari un importante motore di crescita - afferma Coduri - Tuttavia il Ticino ha anche saputo evitare i rischi legati alla monocoltura, non solo investendo in settori tradizionali come il turismo o nelle infrastrutture che migliorano la competitività generale del Paese".

"Ha infatti voluto puntare con decisione sulle aziende innovative dell’industria e del terziario avanzato, parallelamente alla creazione di un sistema accademico e della ricerca che è supporto essenziale per l’innovazione economica".

Lo sguardo verso il Mediterraneo

Inoltre c’è il discorso del Ticino quale piattaforma logistica. Il DFE ha lanciato il progetto di Distretto Internazionale Logistico, coinvolgendo gli operatori del ramo, il mondo finanziario, il settore doganale e tutte le aziende la cui attività dipende fortemente dai servizi logistici.

"Le strutture per gli scambi commerciali che si stanno realizzando nell’area del Mediterraneo – commenta ancora Coduri - rappresentano un’opportunità per creare in Ticino una piattaforma logistica tra Nord e Sud Europa".

"Il nostro Cantone ha tutte le carte in regola per attirare aziende alla ricerca di una localizzazione in grado di offrire servizi logistici internazionali caratterizzati da facilità d’accesso, velocità, qualità e sicurezza".

Lavoro, non solo rose e fiori

Secondo un rapporto dell’Istituto ricerche economiche, presentato lo scorso marzo, la crescita dell’economia cantonale si situa sui livelli di quella nazionale. Il Ticino contribuisce per circa il 4,4% (pari ad un importo in termini assoluti di 17,6 miliardi di franchi) al valore aggiunto totale prodotto in Svizzera (dati 2003).

Dall’inchiesta economica risulta inoltre che il giudizio delle imprese ticinesi sul loro livello di competitività è mediamente alto. Tuttavia l’incertezza sui mercati è tale da spingere le aziende a non assumere. "Un fatto – leggiamo nel rapporto – che alimenta un clima di sfiducia nella gente".

In Ticino il tasso di disoccupazione è sceso al 4,6%, ma le difficoltà per chi cerca lavoro permangono; i salari, inoltre, sono fermi al palo, minacciando così la crescita economica attraverso i consumi. Non c’è dunque da stupirsi se sul fronte occupazionale le preoccupazioni restano elevate.

I sindacati sono inoltre molto allarmati per le ripercussioni degli accordi bilaterali sul mercato del lavoro, sulle condizioni di lavoro, sui salari. La paura del dumping salariale è reale.

swissinfo, Françoise Gehring, Bellinzona

Fatti e cifre

In Ticino poco meno di un quinto della forza lavoro fa parte della classe dirigenziale
Il 40% della forza lavoro appartiene alla classe operaia
Il numero degli operai specializzati e lievemente superiore a quello della manodopera non specializzata
Nel 2004 la liquidità delle aziende è leggermente migliorata
Pronosticato per il 2005 una diminuzione del ritmo di crescita

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In breve

Diverse sono le società straniere che in questi anni hanno scelto il Ticino. Alcuni esempi: dagli Stati Uniti GE Digital Energy-General Electric, KerrHawe-Sybron Dental Specialties Inc, NAIE-Natural Alternatives International Inc, Valois Dispray-Aptar Group.

Dalla Germania Pharmaton-Boehringer Inghelheim Group; dalla Francia Luxury Goods International-Gucci Group; dall’Italia Consitex-Zegna Group e Zambon Group, oltre alla già citata Hugo Boss-Marzotto Group

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