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La democrazia diretta svizzera vista dagli USA

La Landsgemeinde in Appenzello, una forma arcaica ma affascinante di democrazia diretta

(Keystone)

"Direct Democracy in Switzerland": non è il titolo di un libro svizzero tradotto in inglese, ma di un saggio scritto da un americano.

L'autore, Gregory Fossedal, presenta il complesso sistema politico elvetico al pubblico del suo paese.

Di facile lettura, ricco di aneddoti e ben documentato questo libro è uno strumento in più per far conoscere al pubblico americano la complessa realtà di un paese che non è fatto solo di banche e cioccolato.

Gregory Fossedal l'autore del libro, dirige la "Alexis de Tocqueville Institution", un think tank di Washington che dal 1988 studia il diffondersi e il perfezionarsi della democrazia nel mondo.

Un sistema unico nel suo genere

La molla del suo interesse per la Svizzera non è stato il dibattito sui fondi ebraici, ma la curiosità di conoscere a fondo un sistema unico nel suo genere.

Per questo è venuto più volte nel nostro paese dove ha avuto modo di familiarizzarsi con la nostra realtà. Ha visitato Palazzo federale, ma anche piccole scuole di quartire, ha parlato con politici e con semplici cittadini incontrati magari per caso in una stazione ferroviaria o in un bar.

Un modello che funziona

Il viaggio gli ha riservato molte sorpese. Lo ha impressionato per esempio scoprire quanta gente legge i giornali in Svizzera e quanti genitori sono direttamente coinvolti nella vita della scuola dei loro ragazzi.

Naturalmente un americano vuole anche capire come mai da noi c'è un tasso così basso di criminalità, malgrado in molte case ci sia un fucile militare, perché gli svizzeri non pagano tasse salatissime e perché il sistema pubblico funziona così bene. La democrazia diretta in Svizzera funzione e la gente ne è orgogliosa constata Fossedal.

L'autore riesce con uno stile scorrevole e ricorrendo a informazioni essenziali a far conoscere al lettore americano i punti salienti della storia elvetica e i meccanismi che regolano la nostra democrazia diretta fatta di votazioni, discussioni, confronti e necessità di capire le ragioni degli altri.

E un paese che affascina anche perché è riuscito a far convivere persone di lingue e culture diverse con religioni diverse.

Un saggio importante per Presenza Svizzera

La divulgazione del libro è resa possibile grazie ai mezzi messi a disposizione tra l'altro da Presenza Svizzera.

"Questo saggio è molto importante per noi" rileva Carlos Orga, il responsabile dell'ufficio americano di Presenza svizzera. "Ci rende di fatto un servizio perché è un americano che spiega agli americani il nostro sistema".

Era quello che Presenza svizzera stava cercando. Da un sondaggio che aveva realizzato alcuni anni fa era emerso in effetti il bisogno di far conoscere meglio il sistema di democrazia diretta del nostro paese.

L'occasione per un confronto

Adesso l'autore sta iniziando un giro di tavole rotonde, dibattiti e interviste radiofoniche o televisive. Nei prossimi mesi sarà in giro per gli Stati Uniti a far conoscere il suo libro e le particolarità del nostro paese. Molti americani avranno l'occasione di confrontare il nostro con il loro sistema.

Come è emerso nel corso di una tavola rotonda, alla quale ha partecipato recentemente a Washington anche il deputato zurighese Andreas Gross, una ventina di stati americani hanno ormai da tempo il diritto d'iniziativa e di referendum, anche se non viene molto esercitato.

Il 5 di novembre prossimo, quando si terranno le elezioni di mezzo termine, molti cittadini americani, proprio come fanno periodicamente gli svizzeri, dovranno esprimersi anche su temi concreti.

Le "repubbliche sorelle", come vengono anche definiti i due paesi, scoprono di essere sempre più vicine.

Anna Luisa Ferro Mäder, Washington


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