La società dell'informazione e la sfida del divario digitale

Il governo svizzero è impegnato in un programma di accesso generalizzato ai nuovi sistemi informatici anche per il voto ed altri rapporti tra cittadino ed amministrazione Keystone

La Svizzera regge bene il confronto internazionale per quanto riguarda la società dell'informazione. Per evitare che si accentui il divario già oggi presente, fra chi ha accesso alle nuove tecnologie e chi ne è privato, nei prossimi anni la società dovrà però raccogliere la grande sfida dell'accessibilità e della formazione per tutti i cittadini.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 agosto 2001 - 13:18

Per aiutare le autorità politiche a non perdersi nella complessità delle nuove tecnologie, in Svizzera è stato istituito tre anni fa un Gruppo di coordinamento Società dell'informazione (GCSI): una sorta di "bussola del mondo virtuale" per il governo. Questo organo interdipartimentale, di cui fanno parte anche rappresentanti del mondo accademico, scientifico e della società civile, ha presentato mercoledì il suo terzo rapporto.

Il testo indica che l'anno scorso sono stati fatti grandi passi avanti nel settore dell'e-government, ossia tutto quel settore che comporta il ricorso alle nuove tecnologie elettroniche per l'amministrazione pubblica. Da segnalare lo sportello virtuale e il voto elettronico attualmente allo studio presso la Cancelleria federale. Il voto elettronico potrebbe rivelarsi particolarmente interessante per gli svizzeri all'estero, che riuscirebbero a partecipare attivamente alla vita politica svizzera, senza dovere più subire le incertezze e le lunghezze del voto per corrispondenza.

Altri progetti riguardano ad esempio il fisco, con IT-Tax Suisse, condotto dall'amministrazione federale delle contribuzioni, o il censimento della popolazione, dove l'Ufficio federale della statistica ha ottenuto un certo successo con un formulario di censimento scaricabile da Internet.

Buone note anche nel settore della formazione, dove nella primavera del 2002 dovrebbe partire il progetto "La scuola in rete", che permetterà alle scuole di allacciarsi a Internet. In cinque anni saranno investiti in questo progetto oltre un miliardo di franchi. Bisogna precisare che in questo settore la Svizzera accusa un certo ritardo nei confronti dei Paesi scandinavi e degli Stati Uniti. Grazie alla collaborazione fra settore privato e pubblico, nel corso dei prossimi cinque anni 4.000 scuole saranno allacciate a Internet ed il programma comprende anche la formazione di oltre 30.000 insegnanti.

Il GCSI rileva però anche il pericolo di un divario potenziale esistente fra la popolazione che dispone di un accesso alle nuove tecnologie e chi ne è invece escluso. In quest'ultima categoria figurano soprattutto le donne, le persone anziane e le cerchie della popolazione con una formazione medio-bassa o con un reddito modesto.

Dal canto suo, il Consiglio federale si è fissato come obiettivo l'accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione per tutte le persone che vivono in Svizzera. In questa direzione si situa il concorso "Cavaliere della comunicazione", indetto dall'Ufficio federale della cultura e dall'Ufficio federale della comunicazione. I giovani sono stati invitati a presentare progetti per colmare proprio il divario digitale presente nella popolazione. I progetti premiati saranno scelti alla fine del 2001.

Il quarto rapporto del GCSI, previsto per l'anno prossimo, si concentrerà proprio sulla lotta al divario digitale. L'accesso alle nuove tecnologie e il diritto alla formazione per tutti dovranno condurre ad un impiego diffuso e quotidiano di questi strumenti da parte di tutta la società svizzera. La sfida è di quelle che segnano un'epoca.

Mariano Masserini

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