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Lacune nei servizi di sicurezza sul caso Achraf

Mohamed Achraf dopo il suo arrivo a Madrid

(Keystone)

La delegazione delle commissioni di gestione del parlamento federale ha denunciato l'operato dei servizi di sicurezza nell'ambito della vicenda Mohamed Achraf.

Arrestato nel 2004 in Svizzera, il presunto terrorista algerino era stato stato consegnato nell'aprile scorso alle autorità spagnole.

In un rapporto pubblicato giovedì, la delegazione delle commissioni di gestione del parlamento federale deplora la mancata collaborazione dei servizi di sicurezza svizzeri per quanto riguarda il caso Achraf.

Il presunto terrorista algerino, sospettato di essere il capo di una cellula islamica che stava pianificando attentati in Spagna, era stato arrestato per caso in Svizzera il 28 agosto 2004.

Proprio lo stesso mese, i servizi di sicurezza svizzeri erano stati informati da Madrid che le autorità spagnole stavano dando la caccia ad Achraf.

Ma soltanto in ottobre si sono poi resi conto che il presunto terrorista soggiornava già da due mesi e mezzo in una prigione di Zurigo, in attesa di essere espulso.

Lacune nelle informazioni

«Anche le lacune di poca importanza possono avere gravi conseguenze quando c'è di mezzo la sicurezza», dichiara la delegazione nel suo rapporto, di cui è stato reso noto solo un riassunto, mentre la versione integrale, consegnata al Consiglio federale, rimarrà segreta.

La commissione deplora in particolare il mancato scambio di informazioni tra i servizi di intelligence interni ed esterni, il Servizio di analisi e prevenzione (SAP) e il servizio di informazione strategico (SIS).

Solo il 19 ottobre 2004 il SAP era stato infatti informato del fatto che il presunto terrorista si trovava in cella a Zurigo, da dove ha avuto vari contatti telefonici con persone in Spagna.

È stata persino necessaria una telefonata del ministro spagnolo di giustizia al consigliere federale Christoph Blocher perché il direttore del SAP Urs Von Däniken venisse messo al corrente della vicenda.

Ed è poi stato Von Däniken stesso che ha trasmesso l'informazione al capo dell'ufficio federale di polizia (Fedpol.ch), Jean-Luc Vez.

Collaborazione da migliorare

Da notare che, nel novembre del 2004, il ministro di giustizia e polizia Christoph Blocher aveva difeso i suoi servizi, affermando che il presunto terrorista era stato segnalato inizialmente da Madrid soltanto come "estremista radicale".

I servizi di sicurezza erano stati informati sulle possibili implicazioni di Achraf in attività terroristiche soltanto alcune settimane dopo, quando delle informazioni erano già trapelate attraverso la stampa.

La commissione nel suo rapporto raccomanda di migliorare l'organizzazione del SAP e di studiare nuove soluzioni per verificare più rapidamente se una persona è detenuta in un carcere svizzero.

Chiede anche una migliore collaborazione tra servizi di sicurezza e maggiore attenzione per le richieste di informazione provenienti dall'estero.

Preparativi per attentati

Giunto in Svizzera nel 2003, con il falso nome di Kamel Saadi, Achraf aveva chiesto inizialmente il diritto di asilo in Svizzera. Quando la sua richiesta è stata respinta, il cittadino algerino aveva fatto perdere le tracce.

Arrestato il 28 agosto 2004 all'aeroporto di Zurigo-Kloten, perché sospettato di un furto di telefonini, era stato posto in detenzione in attesa dell'espulsione.

Solo il 21 ottobre 2004, il Ministero pubblico della Confederazione aveva avviato un procedimento penale nei confronti del presunto terrorista, mantenuto in seguito dietro le sbarre fino alla sua consegna alle autorità spagnole, avvenuta il 22 aprile 2005.

In Spagna, Achraf è sospettato di essere il cervello di una cellula terroristica islamica, che stava preparando l'anno scorso diversi attentati dinamitardi a Madrid, tra cui uno contro il noto giudice spagnolo Baltasar Garzon.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

28 agosto 2004: Achraf viene arrestato a Zurigo-Kloten.
19 ottobre 2004: la Procura spagnola comunica alla Svizzera che Achraf stava preparando un attentato a Madrid.
21 ottobre 2004: il Ministero pubblico della Confederazione avvia un procedimento penale nei confronti di Achraf.
28 gennaio 2005: semaforo verde della Svizzera per l'estradizione.
2 febbraio 2005: l'avvocato difensore di Achraf deposita il ricorso contro la decisione, il Tribunale federale (TF) è chiamato ad esprimersi.
13 aprile 2005: respinto il ricorso al TF.
22 aprile 2005: estradizione verso la Spagna di Achraf.

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