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Messe e celebrazioni per la guardia pontificia

Il Consigliere federale Samuel Schmid ha ricordato il coraggio della guardia svizzera

(Keystone)

Domenica sono stati commemorati con una messa solenne a Roma e a Friburgo i 500 anni della guardia svizzera pontificia.

Alla cattedrale di Friburgo il ministro della difesa Samuel Schmid ha ringraziato le guardie svizzere. Il Papa ha inviato la sua benedizione via satellite.

Domenica in Piazza San Pietro, in occasione del consueto appuntamento dell'Angelus, una formazione di 70 guardie ha ascoltato le parole di Benedetto XVI e ha ricevuto la benedizione apostolica dal Papa, come avvenne il 22 gennaio del 1506 sotto Giulio II, quando venne costituito il corpo.

500 ex guardie si sono invece ritrovate a Friburgo, per assistere alla messa nella cattedrale, officiata dal cardinale svizzero Georges-Marie Cottier, ex teologo della Casa pontificia. Alla messa hanno assistito più di 1000 persone.

Benedizione papale

Dopo la messa, la folla ha raggiunto l'università in corteo, con in testa le guardie pontificie e un nutrito gruppo di personalità del mondo politico e clericale, per assistere all'Angelus del Papa in diretta. Il pontefice ha ringraziato le guardie in francese e italiano per la loro fedeltà alla chiesa.

Durante la mattinata era stata celebrata una messa nella Cappella Sistina a Roma, che aveva avviato ufficialmente le celebrazioni commemorative dell'entrata a Roma, il 22 gennaio del 1506, delle prime 150 guardie pontificie svizzere. Tra i cocelebranti della messa, anche il vescovo svizzero Amedeo Grab.

Generosi e forti

Le 110 guardie svizzere attualmente in servizio al Vaticano hanno assistito alla messa nella loro uniforme di cerimonia, in velluto rosso, blu e giallo.

Hanno punteggiato la cerimonia i canti e i cori delle guardie pontificie, dispensati per l'occasione dall'obbligo di indossare il loro ingombrante casco piumato.

Il segretario di Stato Vaticano, Angelo Sodano, ha reso omaggio alla «lunga serie di uomini generosi e forti che hanno deciso di venire a Roma per difendere il seggio di Pietro».

E li ha invitati a seguire costantemente «l'ispirazione superiore che deve animare il loro servizio». Il minuscolo esercito del Papa è composto da 110 uomini, tutti cittadini svizzeri, cattolici, celibi (salvo gli ufficiali) di reputazione «ineccepibile».

Le guardie svizzere sono incaricate della protezione personale del papa, e svolgono mansioni di sorveglianza in coordinazione con la gendarmeria del Vaticano.


swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Guardia svizzera pontificia: 110 uomini.
Condizioni d'ammissione: svizzeri, di sesso maschile, dai 19 ai 30 anni, alti almeno 174 cm, di fede cattolico-romana, che hanno effettuato il servizio militare in Svizzera, in possesso di un certificato federale di capacità professionale o di una maturità.
Al momento del reclutamento devono essere celibi, ma possono sposarsi in seguito.
Impegno minimo: 2 anni.
Retribuzione mensile: 1800 franchi, esenti da imposte. L'alloggio è compreso.

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In breve

La guardia svizzera pontificia fu creata il 22 gennaio del 1506 per volere di Papa Giulio II della Rovere.

Il 6 maggio del 1527, 147 soldati elvetici morirono per salvare la vita a Papa Clemente VII.

Da allora in quella data si tiene ogni anno in Vaticano il giuramento delle nuove reclute.

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