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Messico e Svizzera s'incontrano al «Colegio»

La ministra svizzera Doris Leuthard ha ricevuto una calda accoglienza

(swissinfo.ch)

Le scuole svizzere all'estero sono considerate eccellenti dal profilo culturale, capaci di esportare i valori tradizionali e di attrarre sia gli espatriati elvetici, sia i cittadini locali.

Ambros Hollenstein

La nostra scuola predilige un approccio orientato alle prestazioni, ciò che è inabituale in Messico

Il «Colegio Suizo» di Città del Messico – e le sue due sedi a Cuernavaca e Querétaro – è la più grande istituzione di questo genere al mondo. Da oltre quarant'anni, le sue aule sono un punto d'incontro tra latinoamericani ed europei.

Le fotografie del Matterhorn, del ponte di Lucerna e del castello di Chillon ricordano la madrepatria, per non parlare dei vessilli rossocrociati o dei bambini che intonano canzoni popolari svizzere.

In occasione della visita della ministra svizzera dell'economia Doris Leuthard, il «Colegio» si è infatti presentato nel suo abito più elegante; l'importanza della prestigiosa scuola, tuttavia, va ben oltre l'apparenza da cartolina alpina.

Ponte tra i due paesi

«Presso questa scuola, i bambini e gli studenti hanno la possibilità – nel corso degli anni – di imparare moltissimo in merito alla Svizzera», spiega Bettina Huber, una docente che ha vissuto in Messico per circa otto anni.

Parecchi genitori mandano i propri figli nella Confederazione per un soggiorno linguistico, oppure decidono di trascorre insieme a loro una vacanza in Europa. Il «Colegio» organizza inoltre campi estivi in Svizzera e incoraggia gli scambi di studenti.

«Conoscere personalmente la vita quotidiana in Svizzera e avere contatti diretti con la popolazione locale è fondamentale», afferma il docente di chimica Franco Donati. «Quando ritornano in Messico, gli studenti dicono sempre che l'esperienza all'estero è stata la cosa migliore della loro vita».

Valori svizzeri

Ambros Hollenstein, direttore dell'istituto, spiega che uno dei compiti principali delle scuole svizzere all'estero consiste nel fornire un'immagine positiva e duratura del paese. «I nostri studenti sono futuri decisori in ambito politico, economico e culturale: molti di loro studieranno presso università elvetiche e lavoreranno per aziende rossocrociate», aggiunge.

Hollenstein evidenzia inoltre l'importanza dei valori notoriamente associati alla Svizzera: credibilità, puntualità, disciplina, passione e integrità. «La nostra scuola – rileva il direttore – predilige un approccio orientato alle prestazioni, ciò che è abbastanza inabituale in Messico e ci distingue dagli altri istituti privati».

Il «Colegio Suizo» ha progressivamente accolto studenti locali desiderosi di ricevere un'educazione privata. Uno sviluppo inevitabile, dal momento che gli allievi di nazionalità svizzera – e di conseguenza i sussidi – sono diminuiti a partire dagli anni Novanta.

«La qualità non è sempre misurabile»

Nonostante sia assai difficile sopravvivere in un contesto caratterizzato da una concorrenza sempre maggiore, la scuola – afferma Hollenstein – è sulla buona strada per diventare meno dipendente dalle decisioni dei politici elvetici. In particolare, il direttore sostiene un sistema d'attribuzione dei sussidi che non tenga conto unicamente di criteri quantitativi.

«Definire una lista di obiettivi qualitativi che la scuola deve soddisfare per poter beneficiare di un aiuto statale è più difficile, ma sono convinto che si tratterebbe di un progresso», sottolinea Holenstein. A suo parere, i successi accademici del «Colegio» sono innegabili.

«Ciononostante, la qualità non è sempre misurabile e giudicabile in termini quantitativi», rileva. A titolo di esempio, sottolinea, la scuola è molto fiera delle attività organizzate al di fuori del piano di studi, quali le competizioni sportive o gli eventi culturali.

Il direttore, che rientrerà prossimamente in Svizzera dopo otto anni di attività in Messico, è fiducioso per quanto concerne il futuro dell'istituto. La scuola intende infatti espandersi ulteriormente, acquisendo nuove proprietà. «Non vedo problemi relativi all'esistenza dell'istituto, anche se sarà necessario dar prova di costanza per concretizzare le previste riforme a livello di esami».

Atmosfera famigliare

Dal canto suo, Bettina Huber rileva che il «Colegio» è orientato alla competizione e alla selezione, aspetti che influenzano anche il suo lavoro di insegnante. Per quanto concerne il clima, la docente afferma che la situazione è più tranquilla rispetto alla Svizzera: «Gli alunni sono allegri e gentili; non vi sono praticamente mai litigi nel cortile della scuola».

Donati sottolinea l'elevata motivazione degli studenti: «Arrivano da noi con un atteggiamento molto meno arrogante rispetto a quello di chi frequenta altre scuole private. Infatti, qui non è sufficiente pagare la tassa d'iscrizione: è necessario superare una serie di prove».

swissinfo, Urs Geiser, Città del Messico
(traduzione e adattamento: Andrea Clementi)

In breve

La scuola è stata fondata nel 1965 da emigrati svizzeri e conta attualmente un migliaio di allievi. Il 24% degli studenti e un terzo del corpo insegnante è di nazionalità svizzera; la maggioranza di allievi e docenti è messicana.

Il «Colegio» offre possibilità formative che vanno dal livello prescolare fino agli studi liceali. L'istituto tiene conto della cultura svizzera e di quella messicana. I corsi sono impartiti in tedesco, francese e inglese.

Attualmente vi sono 17 scuole svizzere riconosciute, principalmente in America latina. Nel 2007, gli studenti erano complessivamente 6'700. Il parlamento elvetico – nonostante il parere contrario del governo – ha approvato un credito di 20 milioni destinato a tali scuole. I sussidi sono elargiti in base al numero di studenti svizzeri.

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