Metti una patata nel motore

La nuova bEnzin5 potrà essere utilizzata da tutti i veicoli già in circolazione. etha-plus.ch

Dal 2005, le automobili svizzere potranno viaggiare grazie agli scarti agricoli. La nuova "bEnzin5" è una miscela di bioetanolo e benzina.

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 ottobre 2004 - 16:40

Per favorire questo carburante meno inquinante, la Confederazione ha deciso di sgravare da imposte e tasse il bioetanolo prodotto nell’ambito del progetto etha+.

“Per quel che concerne la produzione di biocarburanti, la Svizzera ha un enorme ritardo, sebbene si stia svegliando”, afferma Thomas Schmid, specialista del dossier presso l’Unione svizzera dei contadini.

Ad inserire la "quinta marcia" ci prova il centro di profitto della Regia federale degli alcool: entro il 2008, vuole costruire una fabbrica capace di produrre 45 milioni di litri di bioetanolo. Questo additivo naturale di carburante consentirà di rendere la benzina meno inquinante.

“Il bioetanolo è un prodotto ideale perché può essere messo subito in commercio, senza necessitare modifiche delle stazioni di servizio e dei veicoli”, indica a swissinfo Pierre Schaller, direttore di Alcosuisse.

bEnzin5 per tutti

Il procedimento è semplice: si aggiunge alla benzina normale (95 ottani) il 5% di bioetanolo, ovvero l’etanolo ottenuto mediante un processo di fermentazione di diversi prodotti agricoli.

La nuova benzina “verde” così prodotta, la bEnzin5, consentirà di ridurre il consumo di energia fossile e le emissioni di gas ad effetto serra.

L'ambizioso obiettivo del progetto etha+ è di rimpiazzare, entro il 2010, la totalità della benzina venduta in Svizzera con la bEnzin5.

“Il prezzo alla vendita – indica Schaller - sarà simile a quello affisso attualmente nelle stazioni di servizio, forse di qualche centesimo più caro”.

Patate e barbabietole nel motore

La bEnzin5 è già commercializzata su vasta scala in numerosi paesi, in particolare in Brasile, negli Stati Uniti ed in Svezia.

Il progetto svizzero si distingue però per l’avanguardia della tecnologia prevista, come spiega il direttore di Alcosuisse: “Saremo i primi a produrre bioetanolo con una fabbrica multi-materia”.

Il nuovo centro potrà infatti produrre l’etanolo naturale a partire da un ampia scelta di prodotti agricoli in eccedenza: patate e cereali non commerciabili, melassa di barbabietola, scarti dell’industria molitoria e latticello.

“La sua produzione inoltre è incoraggiata dall’Unione europea, che ha deciso di sostituire, entro il 2010, il 5,75% della benzina con carburanti alternativi”, ricorda Rolf Hartl.

Secondo il responsabile amministrativo dell’Unione petrolifera svizzera “i biocarburanti liquidi sono, tra tutte le possibilità alternative del settore, quella più interessante”.

Ma la benzina "vegetale" non rischia di rovinare i motori delle nostre automobili?

"I costruttori e gli importatori di veicoli dicono che fino ad un limite di 5% di bioetanolo non c'è nessun problema", ci risponde Hartl.

Governo impegnato

La Confederazione ha recentemente deciso di sgravare da imposte il bioetanolo prodotto nell'ambito del progetto pilota etha+.

Una decisione che si inserisce nel contesto dell’attuale messa in consultazione della legge sull’imposizione degli oli minerali, come ci spiega Lukas Gutzwiller della Sezione politica dell’energia dell’Ufficio federale dell’energia:

“La revisione della legge sugli oli minerali prevede di esonerare dalla tassa i biocarburanti”.

“Si tratta di un forte segnale dell’impegno e della volontà della Confederazione di promuovere l’uso del carburante al bioetanolo”, dichiara Schaller.

Il governo intende così promuovere i carburanti “puliti” mediante incentivi fiscali, al fine di ridurre le emissioni di CO2 del traffico stradale.

Ridurre il CO2

L’obbligo di rispettare gli obiettivi del protocollo di Kyoto – che prevede, entro il 2010, una diminuzione globale del 10% delle emissioni di CO2, rispetto al livello del 1990 – gioca così in favore del progetto etha+, come evidenzia Schaller:

“Aggiungendo il 5% di bioetanolo alla benzina tradizionale, riduciamo le emissioni di CO2 del 4,5%”.

Il direttore di Alcosuisse precisa che il giorno che sarà usata in tutto il paese, la bEnzin5 consentirà di economizzare 600'000 tonnellate di CO2, ciò che rappresenta una grossa fetta delle riduzioni previste dal trattato di Kyoto.

Diesel dai fiori

Per i contadini, la produzione di biocarburante è già una realtà. Una cooperativa del canton Vaud, Eco Energie Etoy, produce infatti diesel biologico a partire dall’olio di colza da otto anni.

“Utilizziamo i semi di colza perchè permette di produrre un biodiesel che si avvicina molto al diesel convenzionale”, spiega Eric Herger, direttore di Eco Energie Etoy.

La cooperativa produce così attualmente 2,5 milioni di litri di biodiesel all’anno ed alimenta otto stazioni del canton Berna.

“La domanda supera però l’offerta, soprattutto in questo periodo”, fa notare Herger.

In risposta all’inarrestabile aumento del prezzo del petrolio, il cittadino svizzero sta infatti cambiando le proprie abitudini ed il suo interesse si sposta sempre più verso i motori diesel, come indica Rudolf Blessing: “I prezzi della benzina affissi nelle stazioni di servizio convinceranno sempre più persone a scegliere un motore diesel”.

I dati forniti dal collaboratore tecnico dell’Associazione degli importatori svizzeri di automobili parlano chiaro: nei primi nove mesi del 2004, il 27% dei veicoli venduti viaggiano a diesel.

swissinfo, Luigi Jorio

In breve

L’etanolo, o alcool etilico, è essenzialmente consumato nei paesi produttori e solo il 10% della produzione mondiale è esportato.

La Svizzera importa i due terzi del suo fabbisogno essenzialmente dal Brasile, dall’Africa del Sud e dagli Stati Uniti.

Il bioetanolo, l’alcool prodotto a partire da materie prime agricole, può essere integrato alla benzina nella misura del 5% senza previe modifiche del veicolo.

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Fatti e cifre

900 milioni di litri di bEnzin5 la produzione prevista nella fase iniziale del progetto etha+, ciò che coprirebbe il 20% del fabbisogno svizzero di benzina.
16,71 milioni di tonnellate le emissioni di CO2 legate ai carburanti in Svizzera.
1,36 litri di petrolio sono necessari per produrre un litro di benzina.
Un litro di etanolo necessita invece solamente 0,33 litri di greggio.

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