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Così CHEOPS studia gli esopianeti

CHEOPS è un telescopio spaziale, il cui nome sta per CHaracterizing ExOPlanet Satellite, "satellite per la caratterizzazione di esopianeti". Diversamente da altre missioni dedicate alla ricerca di nuovi pianeti extrasolari, CHEOPS punta su stelle luminose già note per ospitarne.

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 ottobre 2020 - 08:00

Il telescopio usa la fotometria ad altissima precisione per osservare i pianeti in orbita attorno alla loro stella e determinarne accuratamente il raggio. Combinando le dimensioni degli esopianeti con le loro masse -già stimate da indagini effettuate a terra- gli scienziati possono trarre conclusioni sulla materia di cui sono fatti, stabilire cioè se sono rocciosi come la Terra o piuttosto gassosi come Giove.

CHEOPS è una missione congiunta dell'Agenzia spaziale europea (ESA) e della Svizzera, guidata dall'Università di Berna. In questo video, la scienziata Andrea Fortier -che lavora al Centre for Space and Habitability dell'ateneo bernese fin dalla fase di progettazione del telescopio- ci illumina sul funzionamento di CHEOPS e su ciò che il team si aspetta di trovare.

Il viaggio nello spazio del telescopio CHEOPS è iniziato il 18 dicembre 2019. Otto mesi dopo, gli scienziati hanno pubblicato i loro primi risultati: una approfondita analisi dell'esopianeta WASP-189b, che è grande una volta e mezzo Giove. Il team sottolinea che questo è solo l'inizio e che si attende di fare altre scoperte nei prossimi anni.

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