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Neve ed acqua creano il caos a nord delle Alpi

Quella che ha sfiorato Oberried è una delle valanghe più grosse segnalate nel canton Berna negli ultimi 50 anni

(Keystone)

Il forte rischio di valanghe sta paralizzando numerose regioni alpine ed in particolare l'Alto Vallese.

L'Altopiano non è risparmiato dal maltempo: allagamenti sono segnalati nei cantoni di Berna, Soletta, Giura, Argovia e Basilea.

La combinazione fra le abbondanti nevicate degli scorsi giorni, le forti piogge e il rialzo della temperatura sta creando numerosi problemi a nord delle Alpi.

Nell'Alto Vallese le vie d'accesso alle valli di Goms e del Lötschenthal hanno dovuto essere chiuse a causa del forte rischio di valanghe.

Zermatt è raggiungibile solo con il treno, mentre i treni navetta attraverso il Lötschberg, la Furka e l'Oberalp sono stati sospesi.

Secondo Charly Wuilloud, responsabile dei pericoli naturali del canton Vallese interpellato da swissinfo, venti strade sono state sbarrate e molte lo resteranno almeno fino a venerdì.

A Oberried, sul lago di Brienz, nel canton Berna, una slavina di neve bagnata ha interrotto la strada cantonale e la ferrovia fra Interlaken e Lucerna. Dopo che una seconda valanga ha sfiorato il villaggio, le autorità hanno ordinato l'evacuazione di una sessantina di abitanti.

Pericolo resterà alto

«Il pericolo di valanghe dovrebbe diminuire leggermente venerdì, ma a causa delle nuove precipitazioni nevose attese durante il fine settimana il rischio rimarrà comunque alto», afferma Thomas Wiesinger, dell'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe.

Negli ultimi 17 giorni, 12 persone sono morte sotto delle colate di neve. Una cifra molto elevata se si pensa che in media durante una stagione i decessi dovuti alle valanghe sono 24.

In tutte le regioni alpine, i responsabili della sicurezza lavorano a pieno regime, utilizzando dell'esplosivo per far staccare preventivamente la massa nevosa nei luoghi critici.

A parte utilizzare la dinamite non si può far altro che «aspettare», afferma Charly Wuilloud. «Il ritorno del freddo – aggiunge – dovrebbe stabilizzare la neve».

Da segnalare inoltre che ad Arosa, nel canton Grigioni, un turista è morto di freddo in circostanze non del tutto chiare.

Allagamenti nell'Altopiano

I problemi non si limitano però all'arco alpino. Nei cantoni di Berna, Soletta, Giura, Argovia e Basilea si segnalano allagamenti.

Il rialzo delle temperature ha provocato un rapido scioglimento della neve.

Il livello dei torrenti continua a crescere. La situazione non è drammatica, ma nelle varie regioni le autorità hanno attivato le cellule di crisi, invitando la popolazione ad evitare le rive dei corsi d'acqua e i boschi, per il pericolo di caduta di rami.

Da parte loro i proprietari di case sono stati esortati a liberare i tombini dalla neve, caduta abbondantemente nei giorni scorsi, affinché l'acqua possa defluire.

Nella Svizzera tedesca, il peso della neve bagnata ha fatto crollare mercoledì sera i tetti di due edifici industriali. A Leibstadt, nel canton Argovia, ha ceduto la copertura di un vasto magazzino. A Winterthur, nel canton Zurigo, è crollata una parte di un tetto di una vecchia fonderia. In entrambi i casi non vi sono feriti, ma i danni sono ingenti.

Nuove precipitazioni

La fase di maltempo non è ancora finita: MeteoSvizzera si aspetta al nord delle Alpi nuove precipitazioni nella notte tra giovedì e venerdì, con neve sino ad 800 metri.

Venerdì e nel fine settimana il limite delle nevicate potrà poi scendere sino in pianura. Per la giornata di venerdì, l'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe prevede un pericolo di slavine «marcato» (grado 3 della scala europea, che ne conta 5) su tutto l'arco alpino, ad eccezione del Ticino centrale e meridionale, dove il pericolo è giudicato «moderato» (grado 2).

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Condizioni favorevoli al distacco di valanghe:
neve fresca con vento
rapidi e marcati aumenti di temperatura
presenza di strati deboli sottostanti
I primi giorni di sole dopo una nevicata sono particolarmente pericolosi.
La scala del pericolo di slavine è suddivisa in cinque gradi: debole, moderato, marcato, forte, molto forte.

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