Prospettive svizzere in 10 lingue

Dalle urne due ‘sì’, di cui uno di stretta misura

Keystone

La popolazione svizzera ha approvato domenica per una manciata di voti l'introduzione del nuovo passaporto biometrico. Senza storia invece la votazione sull'articolo costituzionale sulla medicina complementare, che ha ottenuto il 67% di consensi.

L’esito del referendum sull’introduzione del nuovo passaporto biometrico è stato incerto sino alla fine: favorevoli e contrari sono infatti divisi solo da 5’504 schede.

Il progetto, approvato da governo e parlamento, è stato sostenuto dal 50,14% di votanti. Il ‘sì’ ha prevalso però solo in dieci cantoni e semicantoni. Il tasso di accettazione più forte è stato registrato a Lucerna (57,6%), Zugo (55,3%) e Obvaldo (55,1%).

In alcuni cantoni, la differenza è stata di poche centinaia di schede. A Glarona, ad esempio, il ‘no’ ha vinto per soli cinque voti. In Ticino, i contrari sono stati il 50,5% (33’313 contro 32’597). Le più forti percentuali di ‘no’ sono state registrate nei cantoni di Giura (56%), Sciaffusa (55,5%) e Vaud (54,5%).

Libertà di viaggiare

Grazie al risultato del voto di domenica, la Svizzera si allinea così ai paesi dell’Unione Europea e alle esigenze dell’accordo di Schengen, nonché alle norme di sicurezza statunitensi.

Il passaporto, che dovrebbe essere introdotto nel 2010, conterrà un microchip sul quale vengono registrati elettronicamente i dati, tra cui un’immagine del viso e due impronte digitali.

Ad aver fatto breccia tra la popolazione svizzera è stato probabilmente l’argomento legato alla libertà di viaggiare con un passaporto riconosciuto e più sicuro rispetto a quello attuale.

La sinistra e l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) avevano lanciato il referendum non tanto per impedire l’introduzione del nuovo passaporto, quanto piuttosto per opporsi alla creazione di una banca dati centralizzata, in cui saranno memorizzati tutti i dati dei passaporti biometrici. Un’esigenza, questa, non richiesta dall’Accordo di Schengen e alla quale, ad esempio, ha rinunciato la Germania. Il timore spesso evocato è di una possibile deriva, con un uso a fini diversi da quelli inizialmente previsti di questa banca dati.

Eveline Widmer-Schlumpf può respirare

Il sì della popolazione svizzera è stato accolto con un grande sospiro di sollievo dalla ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf.

La consigliera federale ha promesso che farà il necessario affinché la protezione dei dati sia assicurata e ha dichiarato che, almeno per il momento, i dati biometrici saranno obbligatori solo sul passaporto e non sulla carta d’identità. Se un giorno dovesse essere introdotta anche una carta d’identità biometrica, il governo ne proporrà anche una versione non biometrica, ha aggiunto.

A nome del comitato per il “sì”, il consigliere nazionale del Partito liberale radicale Hugues Hiltpold si è detto naturalmente soddisfatto, poiché la Svizzera non rischia più di uscire dallo Spazio Schengen. Secondo Hiltpold, tuttavia, occorre prendere in seria considerazione la preoccupazione manifestata da gran parte degli svizzeri. Il governo dovrà dare prova di estrema chiarezza sul fatto che la banca dati non venga utilizzato per altri scopi.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’ambasciatore dell’Unione Europea in Svizzera, Michael Reiterer, secondo cui il risultato del voto “conferma la via intrapresa dalla Svizzera”.

I contrari, dal canto loro, hanno sottolineato che l’introduzione del passaporto biometrico dovrà avvenire con cautela e conformemente alla protezione dei dati. Hanno inoltre ribadito la loro opposizione all’introduzione di una carta d’identità esclusivamente biometrica.

Sì alle medicine complementari

Se il passaporto biometrico è stato accettato di stretta misura, l’articolo costituzionale denominato “Un futuro per la medicina complementare” ha invece superato con estrema facilità lo scoglio popolare, ottenendo il 67% di sì.

Le percentuali più alte di favorevoli sono state registrate nella Svizzera francese, con punte del 78,4% nel canton Vaud e del 77,9% a Ginevra.

Il risultato riflette quanto avvenuto in sede parlamentare: ad eccezione dell’Unione democratica di centro e di alcune sezioni cantonali del Partito liberale radicale, tutti gli altri grandi partiti svizzeri si erano pronunciati a favore dell’articolo.

L’obiettivo di questa modifica costituzionale è di reintegrare nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall’assicurazione malattia obbligatoria cinque medicine alternative (fitoterapia, omeopatia, terapia neurale, medicina cinese e antroposofica), stralciate nel 2005 dal ministro della sanità Pascal Couchepin.

Couchepin fa buon viso a cattivo gioco

Durante la campagna, Couchepin aveva però ricordato che in ogni caso per applicare il nuovo articolo costituzionale occorrerà elaborare una nuova legge. Il ministro della sanità non ha mai nascosto di non essere favorevole al progetto e di averlo dovuto sostenere poiché così ha voluto la maggioranza del parlamento.

Presentandosi domenica davanti ai media, il consigliere federale non si è pronunciato sulla sorte che sarà riservata alle terapie alternative. “La mia preoccupazione – ha dichiarato – è di frenare l’esplosione dei costi della salute e non il contrario”.

Secondo gli oppositori, se le medicine complementari dovessero essere reintrodotte nel catalogo delle spese rimborsate dall’assicurazione malattia, i costi della salute aumenterebbero di mezzo miliardo di franchi all’anno (altre stime parlano di un importo tra 80 e 100 milioni).

Per i fautori delle medicine complementari, il ministro della sanità non può comunque più tergiversare: “Pascal Couchepin ha sempre detto che non si sarebbe lasciato impressionare, ma con oltre i due terzi di sì, la pressione popolare è forte”, ha dichiarato la consigliera agli Stati socialista Simonetta Sommaruga. E se Couchepin non dovesse reintrodurre queste prestazioni nel catalogo di quelle rimborsare, sarà il parlamento o il suo successore a farlo, ha aggiunto.

Daniele Mariani, swissinfo.ch e agenzie

Passaporto biometrico

: 953’136 (50,1%)
No: 947’632 (49,9%)


Medicine complementari

: 1’283’838 (67%)
No: 631’908 (33%)

Partecipazione: 38,3%

Il nuovo documento di identità, che dovrebbe essere introdotto nel 2010, contiene un microchip, sul quale vengono registrati elettronicamente i dati personali, tra cui un’immagine del viso e due impronte digitali.

Un apposito apparecchio permette di leggere questi dati e di confrontarli con il viso e le impronte digitali della persona che esibisce il passaporto.

La modifica di legge approvata dal parlamento prevede anche l’archiviazione di tutti i dati del passaporto nel Sistema d’informazione sui documenti d’identità (ISA), creato nel 2003.

Le cinque medicine alternative più diffuse in Svizzera sono l’omeopatia, la fitoterapia, la terapia neurale, la medicina tradizionale cinese e quella antroposofica.

Incluse provvisoriamente, nel 1999 con l’entrata in vigore della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal), nel catalogo delle prestazioni rimborsate dall’assicurazione obbligatoria a condizione che fossero praticate da medici con il certificato di capacità FMH, esse sono state stralciate nel 2005.

La decisione si è basata sulle conclusioni del programma di valutazione (PEK), eseguito su incarico della Confederazione, secondo cui l’efficacia delle cinque medicine in questione non è scientificamente provata. Il PEK è stato contestato da più parti.

Nel frattempo, i sostenitori delle medicine dolci avevano lanciato un’iniziativa popolare che chiedeva di iscrivere nella Costituzione federale il principio della “completa considerazione della medicina complementare” da parte di Cantoni e Confederazione. In poco tempo i promotori hanno raccolto quasi 140mila firme.

Il parlamento le ha opposto un controprogetto indiretto, che ha mantenuto lo stesso articolo senza il termine “completa”. I promotori dell’iniziativa hanno allora ritirato il loro testo.

In Svizzera circa 20mila terapeuti non medici e circa 3000 medici praticano medicine complementari.

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR