A Copenaghen buona volontà a velocità diverse

Dopo una settimana di trattative, il bilancio stilato dalla delegazione svizzera al vertice delle Nazioni unite sul clima è improntato ad un «cauto ottimismo».

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 dicembre 2009 - 19:10

In una nota diramata venerdì, la delegazione svizzera scrive che il raggiungimento di un accordo richiede ancora molto lavoro, ma che nei partecipanti si percepisce la volontà di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra.

«Le trattative avanzano a velocità diverse e, ancora una volta, sono stati messi a nudo i conflitti tra i Paesi in via di sviluppo e quelli industrializzati». Nel contempo, si percepisce a Copenaghen l'impegno per giungere a un accordo complessivo il prossimo 18 dicembre 2009.

Il documento prevede, entro il 2020, diminuzioni di gas a effetto serra tra il 30 e il 40% rispetto al 1990. Berna è disposta a ridurre le emissioni del 20%. Potrebbe andare fino al 30%, se gli altri paesi industrializzati faranno altrettanto e quelli emergenti si impegneranno a fare sforzi appropriati, ha precisato il responsabile aggiunto della delegazione svizzera, José Romero.

Per quanto riguarda l'aiuto ai paesi poveri già colpiti dai cambiamenti climatici, il vertice di Copenaghen dovrebbe limitarsi ad un accordo di principio, senza entrare nei dettagli. Secondo José Romero, si potrebbe riparlare anche della proposta svizzera di una tassa mondiale sul CO2.

Dal canto suo, il responsabile del dossier clima del WWF Svizzera, Patrick Hofstetter, giudica positivo che dopo una settimana di trattativa ci sia già una bozza di documento, anche se «il suo contenuto è ancora insoddisfacente».

Il WWF vorrebbe in particolare che i paesi industrializzati cifrassero in modo chiaro e vincolante i loro obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Per quanto riguarda la proposta svizzera di tassa sul CO2, Hofstetter ritiene che andrebbe ritirata, in quanto non gode di sufficiente sostegno tra i negoziatori, in particolare per quanto riguarda l'impegno richiesto ai paesi emergenti e in via di sviluppo.

swissinfo.ch e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo