Danni collaterali svizzeri a seguito della politica dei simboli turca

A Istanbul, molta gente ha festeggiato la decisione della Turchia di convertire da museo in moschea la basilica Santa Sofia - Aghia Sophia -, rilaente al 537 e dichiarata Patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Keystone / Erdem Sahin

La clamorosa decisione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan di riconvertire da museo in moschea la basilica di Santa Sofia – Agia Sophia – di Istanbul, ha ripercussioni anche in Svizzera. Più precisamente tocca la società SICPA.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 luglio 2020 - 15:00

L'iconica Agia Sophia ha sempre rispecchiato le strutture di potere sul Bosforo: prima chiesa dell'incoronazione dei Bizantini, poi moschea principale sotto gli Ottomani, infine museo di una Turchia laica aperto a tutti. Sotto il governo religioso-nazionalista di Erdogan, ora arriva la riconversione in moschea. Un gesto carico di simbologia che ha scatenato numerose reazioni sia all'interno che all'esterno della Turchia.

La trasformazione ha anche notevoli effetti finanziari: la basilica di Santa Sofia è uno dei punti di riferimento culturali e turistici centrali di Istanbul. Il luogo di culto che da 86 anni era un museo, nel 2019, ha registrato 3,7 milioni di visitatori. Si tratta quindi del museo più visitato della Turchia. Un'attività lucrativa, considerato il prezzo d'ingresso pari a circa 10 franchi.

Questo reddito ora scomparirà: la moschea di Ayasofya, come viene chiamata in Turchia, in futuro sarà aperta a tutti gratuitamente. Ciò riguarda anche la società svizzera SICPA, che ha sviluppato il sistema per la produzione e la vendita dei biglietti d'ingresso. L'azienda con sede a Losanna ha vinto una gara d'appalto del Ministero della cultura e del turismo nel 2018. Da allora, il suo sistema è impiegato in 69 musei e siti culturali in Turchia.

Massimo riserbo

L'unità aziendale in Turchia appartiene alla casa madre SICPA. In Svizzera, la società è nota soprattutto per i suoi speciali inchiostri da stampa utilizzati nella produzione di banconote. Ad esempio, le nuove banconote da 100 franchi emesse lo scorso anno nella Confederazione sono prodotte con inchiostri di sicurezza SICPA.

Leader mondiale nel suo settore, la ditta elvetica produce i colori per oltre 170 valute, tra cui il dollaro USA e l'euro. Un'attività sensibile che per l'azienda implica il mantenimento del più alto livello di segretezza. I clienti di SICPA – le banche centrali – impongono alla società l'obbligo di non divulgare alcun dettaglio delle relazioni d'affari o dei suoi prodotti su questo delicato argomento.

L'azienda è attiva anche in altri campi, come le soluzioni di sicurezza integrate per la protezione di documenti preziosi contro la contraffazione e le frodi. Un'altra specializzazione è la garanzia delle entrate fiscali: controllando e tracciando le catene di approvvigionamento, è possibile seguire meglio prodotti come il tabacco, le bevande alcoliche e i prodotti farmaceutici che generano grossi introiti fiscali e identificare le merci contraffatte e di contrabbando.

Insieme a università, autorità pubbliche e altre aziende della regione del Lago Lemano, la SICPA promuove anche la "Trust Valley". I cantoni di Ginevra e di Vaud intendono creare un centro di competenza per la sicurezza nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

La SICPA è stata recentemente presa in considerazione in relazione a un progetto di documento di immunità al coronavirus. Secondo la proposta, i convalescenti potrebbero ricevere una tessera Covid sotto forma di codice QR basata su un sistema di sicurezza blockchain che quindi non potrebbe essere manipolata.

La decisione della Turchia di riconvertire da museo in moschea la basilica di Santa Sofia ha provocato proteste in molti Paesi. Nell'immagine una manifestazione svoltasi davanti al consolato turco a Milano, alla quale ha partecipato anche il leader della Lega, Matteo Salvini. Copyright 2020 The Associated Press. All Rights Reserved

Attiva in tutto il mondo

La cessazione delle attività del museo più frequentato della Rurchia avrà conseguenze pecuniarie anche per la SICPA. Nei media turchi si formulano supposizioni sugli indennizzi che spetteranno alla società svizzera, poiché il contratto sarebbe durato almeno altri sette anni.

Contattata da swissinfo.ch, la SICPA si è limitata a dire che lavora in uno "spirito di partnership a lungo termine" con istituzioni governative e in linea di principio non commenta le loro decisioni sovrane.

La stretta collaborazione tra l'azienda e i governi è nella natura delle cose: la stampa di banconote, la corretta raccolta di dati fiscali, l'emissione di documenti, sono tutte questioni che riguardano il settore pubblico.

Tuttavia, la vicinanza al potere politico comporta anche dei rischi. In passato, ad esempio, l'azienda, o più precisamente alcune filiali del gruppo sono state ripetutamente criticate per non aver mantenuto la necessaria distanza dalle élite corrotte, in particolare in Paesi in via di sviluppo.

Sempre in passato, la società è stata sospettata di corruzione. Recentemente si è saputo che il gruppo aveva assunto come consulente l'ex direttore del Fondo monetario internazionale (FMI) Dominique Strauss-Kahn: egli si occupava dell'acquisizione di clienti per la società vodese in Africa occidentale, dove ha ampie conoscenze.

In ogni caso, la SICPA conduce la propria attività con la massima discrezione. L'azienda impiega circa 3000 dipendenti ed è nelle mani della terza generazione della famiglia Amon. La società non pubblica conti d'esercizio, ma si stima che il suo fatturato si aggiri tra uno e 1,5 miliardi di franchi svizzeri all'anno.

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