Prima tappa: "più chilometri di quello che speravamo".

Tom Brändle, uno dei volontari che partecipa alla traversata dell'Australia, al via. Keystone

Prima tappa del World Solar Challenge in Australia: Il team svizzero, dopo aver risolto i problemi tecnici, combatte con successo contro la meteorologia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 novembre 2001 - 13:51

August Pfluger, coordinatore del progetto, si dice soddisfatto del primo giorno di corsa: "Abbiamo avuto una giornata perfetta, senza incidenti di sorta, l'intellibike ha solcato 504 chilometri in otto ore e cinquanta minuti". Questo è qualcosa in più di quanto i piani prevedevano, malgrado il tempo fosse tutt'altro che ideale.

Negli ultimi giorni, prima della partenza si sono verificati alcuni imprevisti tecnici. Ma gli ingegneri sono riusciti a risolverei i problemi di software della bicicletta tecnologica. Alla partenza di domenica mattina, dopo lunghe notti insonni, tutti i problemi erano risolti.

Ma già adesso per August Pflueger l'impresa è stata un successo: "L'interesse fra gli altri team per la nostra bicicletta tecnologica è sorprendente. Siamo stati gli unici a proporre un veicolo completamente diverso dai veicoli solari conosciuti fin qui". Questo conferma la scelta fatta a Bienne. Non si tratta più di costruire dei prototipi da formula uno solare, ma di elaborare tecnologie innovative applicabili ad una nuova mobilità.

Il caldo del deserto australiano

Solo il tempo non è stato clemente. In Australia inizia la stagione delle piogge e dei forti temporali minacciano i concorrenti. "Per ora abbiamo avuto fortuna - precisa Pfluger - e siamo riusciti ad evitare l'acquazzone, ma i team dietro di noi non sono stati risparmiati. Anche il vento ci dà problemi".

Malgrado questo per la partecipante Sandra Stierli il problema più grande è la temperatura: "È duro pedalare con queste temperature. La prima tappa del mattino è andata, ma al secondo cambio, verso mezzogiorno, la temperatura raggiungeva i 36 gradi e questo si nota. Ma l'atmosfera positiva e la volontà di andare avanti non sono cambiate".

Anche i passaggi di testimone fra i ciclisti, necessari ogni 40 minuti, hanno funzionato alla perfezione. "Alla fine del tragitto - spiega Sandra Stierli - l'auto di servizio supera l'intellibike e parcheggia al lato della strada. Lì si prepara l'altra bicicletta che parte dopo aver toccato la mano del predecessore, poi riparte la corsa a oltre 75 km orari".

Vento in poppa dunque per il progetto svizzero alla kermesse internazionale della tecnologia solare. Ma dal telefono satellitare il coordinatore del progetto ribadisce: "Non si tratta di una gara, siamo nella categoria sperimentale, dunque non ci sarà una classifica. Inoltre siamo solo alla prima tappa".

Sandra Stierli si sente bene: "In fondo conosco poco gli altri concorrenti che sono stati scelti con me, ma il team funziona e i tecnici ci spiegano tutto. Tutti danno il massimo. È così emozionante".

Daniele Papacella

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