Protezione dei dati: l'ONU deve agire

Ogni persona dovrebbe avere il diritto di proteggere i suoi dati personali. Keystone

I commissari per la protezione dei dati di 40 paesi, riuniti a Montreux, hanno fatto appello all'ONU perché prepari una convenzione vincolante sulla privacy.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 settembre 2005 - 19:56

La conferenza internazionale si è chiusa con una dichiarazione che sottolinea il carattere universale del principio della protezione dei dati personali.

Con la globalizzazione, il problema del rispetto della sfera privata è diventato onnipresente, ha spiegato alla stampa lo svizzero Hanspeter Thür, incaricato federale per la protezione dei dati.

La protezione dei dati è ancora lacunosa, ha osservato Thür. Molti paesi non si sono ancora dotati di una legislazione in materia.

Dopo tre giorni di congresso, i delegati si sono detti d'accordo a collaborare con i governi e le organizzazioni internazionali al fine di sviluppare una convenzione universale per la protezione dei dati personali.

Potrebbe trattarsi di un testo adottato dalle Nazioni Unite allo stesso titolo delle disposizioni sui diritti umani, ha spiegato Thür.

Tecnologie invasive

La difesa dei diritti alla sfera privata come elemento intangibile di una società democratica moderna è indispensabile nel contesto geopolitico attuale. Internet, la biometria, lo sviluppo di tecnologie invasive o l'apparizione di biobanche sono altrettante minacce alla privacy.

La tecnologia permette di elaborare le informazioni in tempo reale, di raccoglierle sovente all'insaputa delle persone coinvolte e di distribuirle senza tener conto delle frontiere. I dati possono utilizzati al di fuori del contesto originale per il quale erano stati raccolti. La definizione di standard internazionali è perciò molto importante.

La Svizzera organizzatrice

La conferenza fa appello ai capi di Stato e di governo che si riuniranno a Tunisi dal 16 al 18 novembre per il Vertice mondiale dell'informazione a includere questa problematica nelle loro discussioni. E domanda loro di impegnarsi a sviluppare un quadro giuridico che assicuri la protezione dei dati personali dei cittadini.

La 27esima Conferenza internazionale dei commissari per la protezione dei dati e della sfera privata è stata organizzata che si riunisce per la 27esima volta quest'anno dalla Svizzera.

Più di 300 persone hanno partecipato durante tre giorni ai dibattiti, tra cui 250 rappresentanti dell'economia, della finanza, della politica, dell'amministrazione pubblica, del mondo scientifico e dell'informatica.

swissinfo e agenzie

La conferenza internazionale sulla privacy a Montreux è stata organizzata dall'incaricato svizzero per la protezione dei dati personali Hanspeter Thür, sotto il patronato della Confederazione.

Durante i dibatti sono stati affrontati temi quali:

Un diritto internazionale sulla protezione dei dati è un'utopia o una realtà di fronte ai diversi sistemi giuridici, economici, politici e culturali?

I principi della protezione dei dati sono sufficienti per rispondere alla sfida di internet?

Come si possono far convivere protezione dei dati e lotta contro il terrorismo?

Alla fine della conferenza è stata approvata una risoluzione che mette in guardia dall'uso della biometria nei passaporti.

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