La diaspora svizzera ha approvato di misura il tetto massimo ai premi

La maggioranza del popolo svizzero l'ha respinta, ma la Quinta Svizzera ha approvato con quasi il 51% dei voti l'iniziativa socialista per premi meno onerosi. Per i tre altri temi, la diaspora ha votato come il resto del Paese, con un sostegno più marcato per la legge sull'elettricità.
L’iniziativa socialista che chiedeva l’introduzione di un tetto massimo dei premi dell’assicurazione malattia al 10% del reddito disponibile è stata respinta domenica in votazione. Il 55,5% dell’elettorato ha scritto “no” sulla scheda di voto.
Tuttavia, tra le svizzere e gli svizzeri all’estero (perlomeno coloro registrati in uno dei 12 Cantoni per cui esistono statistiche dettagliate sul voto della diaspora) è il “sì” che l’ha spuntata di misura, al 50,9%, il che corrisponde a circa 600 voti.
Il risultato è in linea con le previsioni dei sondaggi condotti da gfs.bern prima delle votazioni, da cui emergeva che la Quinta Svizzera era un po’ più favorevole al testo rispetto a chi abita in patria (il 53% delle persone interpellate sosteneva ancora l’iniziativa 10 giorni prima dello scrutinio), anche se l’opposizione era fortemente cresciuta durante la campagna anche in seno alla diaspora.
“Chi vive all’estero non è di norma assicurato in Svizzera e non avrebbe tratto profitto da un tetto massimo ai premi”, ha ricordato la politologa di gfs.bern Martina Mousson alla pubblicazione dell’ultimo sondaggio.
Le ragioni della maggiore approvazione da parte delle persone espatriate sono forse da cercare nel fatto che tendono a votare un po’ più a sinistra rispetto a coloro che risiedono nella Confederazione, ma anche perché la questione del finanziamento, principale motore dello scetticismo nei confronti del testo, non le avrebbe toccate.
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Secondo Urs Bieri, codirettore di gfs.bern, non si può però parlare di una spaccatura netta. “Non c’è stato un chiaro ‘sì’ degli svizzeri all’estero contro un chiaro ‘no’ dell’interno del Paese”, ha affermato poco dopo la pubblicazione dei risultati. “C’è stata una differenza, ma non decisiva”.

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Non c’è stato invece nessun divario per quel che riguarda l’iniziativa del Centro che chiedeva l’introduzione di un meccanismo di freno ai costi, respinta nella stessa proporzione dalla Quinta Svizzera come dalla totalità dell’elettorato.
La legge sull’elettricità plebiscitata
La legge sull’elettricità ha superato la prova delle urne domenica senza sorprese e senza difficoltà, e l’ha fatto anche in seno alla diaspora.
La riforma, che ha lo scopo di rafforzare lo sviluppo di energie rinnovabili e garantire l’approvvigionamento elettrico, ha ottenuto da parte della diaspora una proporzione di “sì” del 7,5% superiore a quella dell’insieme del popolo elvetico, ovvero 18’700 voti.
Il pacchetto legislativo godeva di un ampio consenso e, durante la campagna, la diaspora e l’elettorato in Svizzera l’hanno sostenuto in simili proporzioni.
Svizzere e svizzeri all’estero hanno invece affossato, così come chi vive in patria, l’iniziativa “Per la libertà e l’integrità fisica”, anche in questo caso senza sorprese, poiché il testo non aveva il sostegno di nessun gruppo di popolazione interpellato da gfs.bern prima dello scrutinio.
Le votazioni di domenica non hanno quindi rappresentato un’eccezione alla “regola” per quel che riguarda il modo in cui votano gli e le espatriate, che generalmente sostengono più di chi vive nella Confederazione i progetti delle autorità e si allineano maggiormente alla posizione del Governo. Al di fuori delle frontiere elvetiche, l’elettorato tende a respingere le iniziative popolari e, quando le approva, è solo di misura.
Bassa partecipazione
Nei 12 distretti delle svizzere e degli svizzeri all’estero sono stati rispedite 36’400 schede di voto su un totale di 156’500 persone iscritte nel registro, per un tasso di partecipazione del 23,3%, inferiore alla media degli ultimi cinque anni di votazioni, 26%.
Questa affluenza modesta non è sorprendente, poiché i quattro temi in votazione riguardavano tematiche interne che avrebbero avuto solo un minimo impatto per le persone espatriate.
La mobilitazione è stata d’altronde debole anche a livello nazionale, a poco più del 45% quando la media degli ultimi cinque anni si attesta al 50%.
Traduzione: Zeno Zoccatelli

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