Timori nelle comunità mussulmane dopo gli attentati in USA

Le comunità islamiche temono aggressioni dopo le chiare accuse statunitensi contro Osama bin Laden, presunto mandante delle stragi Keystone Archive

Diversi mussulmani che vivono in Svizzera affermano di temere aggressioni dopo gli attacchi terroristici contro gli Stati Uniti. La paura è aumentata in seguito alle dichiarazioni ufficiali che accusano Osama bin Laden.

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2001 - 17:04

"Ora ho paura ad andare a fare la spesa da sola", dice a swissinfo Halida Hatipoglu. "Si vede subito che sono mussulmana visto che indosso il velo tradizionale, per questo temo di subire violenza fisica o verbale".

Casi di gente insultata o minacciata di morte, anche via e-mail, sono avvenuti anche in altri Paesi oltre gli Stati Uniti, perfino in Australia. In Europa i mussulmani si sentono ingiustamente condannati in blocco perché la colpa degli attentati pende sull'Islam e sul fondamentalismo.

"La Svizzera è un Paese solitamente sicuro, ma sentiamo che l'atmosfera ora è pesante: dopo gli attacchi la vita della minoranza mussulmana non è più la stessa", dice il marito di Hatipoglu, Taner, vice-presidente a Zurigo dell'Unione delle Organizzazioni islamiche.

George Kreis, presidente della Commissione federale contro il razzismo crede che, pur essendovi la percentuale di rischio, in Svizzera non ci saranno brutte reazioni contro i mussulmani.

Relazioni difficili

Le difficili relazioni tra i cittadini elvetici e gli immigrati mussulmani hanno già chiamato in causa il governo. Kreis spiega che la comunità mussulmana - 200mila persone - deve ancora integrarsi nella società svizzera.

"Penso ci sia una sorta di co-esistenza, ed è, ovviamente, una situazione precaria".

Un rapporto pubblicato l'anno scorso rileva che la comunità mussulmana è vista negativamente da molte persone che confondono i mussulmani col fondamentalismo islamico.

"In Svizzera abbiamo la deplorevole tendenza a vedere il mondo islamico come un unico blocco fondamentalista", dice Kreis a swissinfo. "Non bisogna accomunare la maggioranza delle persone di fede mussulmana agli estremisti".

Nessun caso di ingiurie

Fatima Kempf, marocchina mussulmana che vive a Ginevra, dice di non avere vergogna di essere mussulmana e di non sentirsi esposta a pericoli.

"Mi vergogno invece per quello che (i sospetti terroristi islamici ndr) hanno fatto nel nome dell'Islam. Questo lo condanno. Ma se qualcuno, per strada, mi dovesse chiedere 'vedi cosa hanno fatto i mussulmani?', io risponderei citando il conflitto tra cattolici e protestanti in Irlanda del Nord. E tutta la violenza che pervade la regione".

Fino a questo momento non si ha notizia di mussulmani insultati in Svizzera. Il presidente Moritz Leuenberger avverte che bisogna sforzarsi di reprimere le intolleranze religiose. "Dobbiamo combattere le disuguaglianze e l'odio tra fedi", ha detto durante un'intervista.

In un comunicato, la Lega mussulmana svizzera venerdì ha annunciato che la comunità è profondamente toccata per quanto successo negli Stati Uniti: "tale grado di violenza deve essere denunciato e condannato. La nostra religione si basa su amore, fratellanza e pace".

Gli stati islamici condannano gli attentati

Pakistan, Afghanistan, Iran, Libia e Giordania hanno condannato l'attentato al World Trade Center e al Pentagono. Il regime dei talebani, i cosiddetti studenti di teologia al potere a Kabul, nega la responsabilità di Osama bin Laden.

"Ci fa male vedere che l'opinione generale vuole che i mandanti di quanto successo siano terroristi protetti da uno stato mussulmano. E questo raddoppia il nostro disagio, generando ulteriore dolore", conclude Taner Hatipoglu, "perché improvvisamente ci sentiamo responsabili di quanto accaduto negli Stati Uniti".

swissinfo

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