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Un passo in avanti per il «Cristallo rosso»

Jakob Kellenberger, Younis Al-Khatib, Noam Yifrach e Micheline Calmy-Rey

(Keystone)

I servizi di soccorso israeliani e palestinesi hanno firmato a Ginevra un accordo di cooperazione che apre la via all'adozione del terzo emblema del CICR.

Il simbolo supplementare - il Cristallo Rosso - sarà probabilmente adottato ufficialmente fra una settimana nel corso di una conferenza diplomatica convocata dalla Svizzera.

Con lo storico accordo, concluso lunedì, è stata riconosciuta la sovranità della Mezzaluna Rossa palestinese (MRP) nei Territori occupati. La MRP potrà soccorrere i feriti in zone dove le ambulanze non possono accedere.

Inoltre il protocollo stabilisce che i veicoli di soccorso palestinesi potranno entrare in territorio israeliano e che ai punti di passaggio di frontiera disporranno di una corsia di emergenza.

Da parte sua, la Magen David Adom (MDA, la Stella Rossa di Davide israeliana) - il cui simbolo non è riconosciuto - potrà lavorare nei Territori palestinesi sotto la protezione del nuovo simbolo (un rombo rosso posato su una punta), l'emblema addizionale che sarà affiancato alla Croce Rossa e alla Mezzaluna Rossa.

Per far fronte ad eventuali difficoltà verranno organizzati un comitato di collegamento e una «hotline» fra la MDA e MRP. La Svizzera e il CICR sorveglieranno l'applicazione dell'accordo.

Soddisfazione

Il testo, è stato parafato dai presidenti della MRP Younis al-Khatib e del MDA Noam Yifrach . Alla cerimonia hanno partecipato anche la ministra degli esteri elvetica Micheline Calmy-Rey, il presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) Jakob Kellenberger e i rappresentanti israeliani e palestinesi presso le Nazioni Unite.

Per Noam Yifrach l'accordo odierno «è un segno molto positivo» per il processo di pace. Anche il presidente della Mezzaluna palestinese lo ritiene «un piccolo passo nella costruzione della pace in Medio Oriente», ma ricorda che la concretizzazione dell'accordo dipenderà dalle misure prese sul terreno dal governo israeliano per facilitare gli spostamenti.

«Si tratta di un piccolo passo, ma molto importante per ristabilire le misure di fiducia», ha dichiarato alla stampa la responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Dal canto suo, Jakob Kellenberger si è detto felice per l'«impressionante impegno» dimostrato dalla Svizzera nell'ambito di questa mediazione.

Svizzera mediatrice

L'intesa siglata lunedì consente all'emblema addizionale del Cristallo Rosso di offrire protezione nei conflitti dove l'uso della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa non è riconosciuto e nel contempo apre la porta all'ammissione per le società nazionali di soccorso che hanno problemi con i simboli attualmente in uso.

Micheline Calmy-Rey si è detta convinta che la conferenza organizzata il 5 e 6 dicembre a Ginevra per l'adozione di un terzo protocollo alle convenzioni di Ginevra «sarà un grande successo». «È in gioco l'universalità del Movimento della Croce Rossa», ha sottolineato.

La ministra degli esteri elvetica ha pure indicato che la Svizzera sta cercando di ottenere un simile accordo fra la Stella Rossa di Davide e la Siria, paese che ha espresso riserve sull'adozione del «Cristallo Rosso». Calmy-Rey spera di risolvere la questione prima della settimana prossima.

Una conferenza internazionale sulla creazione del nuovo simbolo del cristallo rosso era stata annullata nell'autunno del 2000 a causa delle tensioni in Medio Oriente. Nel marzo scorso la Svizzera ha ripreso la consultazioni; in settembre gli stati firmatari delle convenzioni di Ginevra hanno auspicato che una conferenza sul nuovo simbolo venisse convocata entro la fine dell'anno.

swissinfo e agenzie

In breve

La Svizzera è depositaria delle Convenzioni di Ginevra, trattati destinati a proteggere la popolazione civile e i prigionieri durante i conflitti armati.

Proteggono in particolare le persone che non partecipano alle ostilità.

Le Convenzioni e i loro Protocolli prevedono sanzioni e pene nei riguardi di chi commette infrazioni gravi.

Hanno aderito alle Convenzioni più di 190 governi.

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