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Uno sguardo svizzero sull’Oriente

Le principali città svizzere dispongono di un istituto di studi orientali

(swissinfo.ch)

Quello orientale è un mondo che attrae gli studiosi svizzeri fin dal XIX secolo.

Se per anni il loro approccio è stato puramente accademico, la contemporaneità ha costretto a un mutamento di sguardo.

Basta posare il piede nell’Istituto di Studi Orientali dell’Università di Basilea per sentirsi davanti al ritratto di un’intera nazione. E’ questa la sensazione che abbiamo provato visitando il più antico istituto svizzero di orientalistica.

L’Istituto fu fondato nel 1919 da Friedrich Schulthess con un interesse specifico per la storia culturale del mondo arabo-musulmano. Ma lo studio delle scienze islamiche a Basilea precede la sua nascita, e risale agli studi teologici del XIX secolo.

Oggi a dirigerlo è il professor Gregor Schoeler, uno specialista di letteratura classica araba e persiana. E uno dei maggiori progetti dell’Istituto, che conta una quarantina di studenti, è la pubblicazione di una nuova versione della vita di Maometto.

L’Istituto risponde però anche a domande di scuole, enti pubblici o privati su un mondo che i fatti dell’11 settembre 2001 hanno proiettato al centro dei riflettori.

Dopo Basilea, anche Zurigo, a metà degli anni sessanta, ha dato alla luce un Istituto di Orientalistica che offre oggi un curriculum completo di studi articolato su cinque anni. Il programma propone lo studio delle scienze religiose, del Corano, delleTradizioni e di esegesi del testo sacro. A essi si aggiungono storia, filosofia e elementi di diritto islamico.

Anche a Zurigo la contemporaneità non viene però trascurata. Il direttore dell’Istituto, professor Ulrich Rudolf, sottolinea che oltre all’epoca classica, anche problemi e caratteristiche del presente sono materia di studio.

Studiosi e opinione pubblica

Gli avvenimenti dell’attualità hanno infatti costretto anche l’Università di Zurigo a calarsi nel dibattito che si è aperto sull’islam e sul ruolo dei musulmani in Svizzera e nel mondo.

Questo interesse degli accademici per il dibattito pubblico è probabilmente nato da una volontà di mettere fine a semplificazioni e luoghi comuni che gli atti attribuiti a al-Qaida e ad altre organizzazioni terroristiche non hanno mancato di alimentare.

Così, sempre più spesso, i mezzi di comunicazione ricorrono agli specialisti per proporre risposte più articolate agli interrogativi suscitati dalle crisi aperte in Medio-Oriente.

Tra i centri svizzeri di studio e di ricerca più sollecitati dai media vi è l’Istituto di studi islamici e orientali dell’Università di Berna, fondato all’inizio degli anni settanta, frequentato oggi da un centinaio di studenti.

A Berna l’interesse si concentra sulla storia contemporanea e sui mutamenti socio-economici in atto in Medio Oriente e in Asia Centrale. Altra caratteristica dell’Istituto bernese, la volontà di apertura oltre i confini svizzeri, soprattutto grazie a collaborazioni con altre università, statunitensi e medio-orientali.

La lingua araba, la chiave di lettura di un mondo

L’interesse per il mondo arabo-musulmano non può prescindere dalla conoscenza delle lingue che vi si parlano: il turco, il persiano, e naturalmente l’arabo, la lingua del Corano, indispensabile per avventurarsi nei meandri del diritto e della legge islamica.

Tra i principali istituti d’insegnamento della lingua araba spicca l’Università di Ginevra, dove nel 1964 è stato fondato il primo dipartimento di lingua e letteratura araba e di studi islamici della Svizzera romanda. Oggi il dipartimento è frequentato da ben 130 studenti.

Da trent’anni inoltre, la Scuola per interpreti e traduttori della medesima Università ha inserito l’arabo tra le sue materie d’insegnamento. Tutti questi istituti hanno permesso di formare un gruppo scelto di specialisti che hanno potuto sfruttare le loro competenze nella diplomazia svizzera o nelle organizzazioni internazionali, prima fra tutte il Comitato Internazionale della Croce Rossa.

Il desiderio di conoscenza e i limiti del bilancio

Malgrado la lunga e ricca tradizione degli Istituti di Basilea, Zurigo, Berna e Ginevra, alcuni studiosi svizzeri e arabi residenti nella Confederazione hanno ritenuto che fosse necessario consacrarsi più specificamente alle trasformazioni in atto nel mondo arabo-musulmano contemporaneo. Per questo, nel 2000, è stato creato a Ginevra il Centro di Studi e Ricerche sul Mondo Arabo e Mediterraneo (CERMAM).

Il suo direttore, l’algerino Hasni Abidi, spiega che il Centro vuole rispondere ai bisogni della Ginevra internazionale, alla quale mancava, in città, un istituto di riferimento specializzato sul mondo arabo.

Obiettivo: offrire su quel mondo uno sguardo oggettivo, che non rifletta nessuna prospettiva particolare, sia essa svizzera o araba, ma rendere conto della molteplicità delle esperienze che lo attraversano.

Quanto al Gruppo di ricerca sull’Islam in Svizzera, fondato nel 2002 un po’ per caso in seguito a un incontro tra giovani studiosi, si propone di mettere a disposizione informazioni e opportunità di formazione continua sull’Islam e i musulmani che vivono nella Confederazione a ricercatori, media, autorità politiche e economiche e organizzazioni non governative.

Una delle fondatrici del gruppo, che ha sede presso l’Università di Friburgo, Mallory Schneuwly, spiega che sulla questione c’è ancora molta ignoranza e confusione.

Tra le altre cose, il gruppo offre delle statistiche aggiornate sul numero di musulmani che vivono in Svizzera (suddivisi per nazionalità) e risponde a qualsiasi domanda sulle pratiche religiose della comunità.

Malgrado l’impegno profuso sia dagli Istituti più antichi, sia da quelli di creazione recente, per mettere alla portata di tutti il massimo di informazioni sul mondo arabo-musulmano, lo slancio è ancora spesso frenato dalla realtà dei bilanci e delle finanze, che continuano a porre limiti al desiderio di conoscenza di questo mondo.

swissinfo
(traduzione dall’arabo: Luisa Orelli)

In breve

Gli istituti di studi orientali non si occupano soltanto di temi classici come le scienze religiose, lo studio del Corano, storia, filosofia o elementi di diritto islamico.

L’Istituto di Basilea, il primo fondato in Svizzera, oggi risponde anche a domande di scuole, enti pubblici o privati su un mondo che i fatti dell’11 settembre 2001 hanno proiettato al centro dei riflettori.

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