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Zurigo non vuole altre religioni ufficiali

Musulmani in preghiera a Zurigo, delusi per l'esito della votazione dello scorso fine settimana

(Keystone)

La popolazione del canton Zurigo ha bocciato tre oggetti cantonali volti a ridefinire i rapporti fra Stato e comunità religiose.

I progetti avrebbero concesso una propria autonomia giuridica ad altre Chiese e, secondo gli oppositori, avrebbero autorizzato l’apertura di scuole coraniche.

Nel canton Zurigo resteranno soltanto tre le Chiese che dispongono di una propria autonomia giuridica, riconosciuta dallo Stato: la Chiesa evangelico-riformata, quella cattolica-romana e quella cristiano-cattolica.

Il popolo ha respinto questa fine settimana le proposte che miravano ad estendere queste prerogative ad altre comunità religiose.

I tre oggetti di carattere religioso bocciati sono una modifica costituzionale, che ha ricevuto il 55% di voti contrari, una nuova legge sulle Chiese (54,2% di «no») e un'altra sul riconoscimento delle comunità religiose (64,1% di «no»).

L’eccezione zurighese

La tripla bocciatura fa di Zurigo l'ultimo cantone della Svizzera che non concede alle Chiese ufficialmente riconosciute autonomia di voto e di elezione sulle questioni interne.

La volontà di riorganizzare i rapporti con le Chiese è la conseguenza di una votazione del 1995, nella quale gli zurighesi bocciarono chiaramente una separazione totale fra Stato e Chiesa.

Il punto più controverso della riforma era quello contenuto nella legge che ha ottenuto la più alta percenuale di «no» e che riguardava il riconoscimento di altre comunità religiose.

Se avessero soddisfatto precise condizioni di organizzazione democratica e trasparenza finanziaria, anche altre comunità - oltre alle tre Chiese cristiane - avrebbero potuto beneficiare dei contributi della tassa di culto.

La “minaccia” coranica

Il tema era talmente controverso che l'opposizione, guidata dall'Unione democratica di centro (UDC), ha lanciato una campagna di affissioni con lo slogan: «Denaro dei contribuenti per le scuole coraniche? No!».

Da parte loro, i fautori della riforma hanno accusato gli oppositori di diffondere informazioni false.

Se approvata, la riforma avrebbe inoltre permesso alle Chiese riconosciute di accordare un diritto di voto interno a cittadini stranieri. Zurigo rimane così l’unico cantone a vietare questo diritto.

Musulmani delusi

Per l’Imam Ibrahim Yousef il rifiuto popolare è dovuto ad una campagna diffamatoria degli avversari.

“Ha vinto l’intolleranza, l’esclusione e la forza di propaganda razzista. L’Unione democratica di centro desidera soltanto escludere tutti i musulmani dalla Svizzera” ha affermato il leader religioso ai microfoni della Radio della Svizzera Romanda.

Un attacco respinto da Gregor Rutz, segretario generale dell’UDC di Zurigo e membro del comitato referendario: “Lo slogan sulle scuole coraniche non è stato il nostro argomento principale”.

“Ma secondo noi non spetta allo Stato sostenere le religioni, qualunque esse siano” ha dichiarato Rutz.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Il 55% degli zurighesi ha respinto l'introduzione di un nuovo articolo costituzionale sui rapporti tra Chiesa e Stato.
Il 54% ha bocciato la nuova legge sulle Chiese.
Il 64% ha rifiutato la proposta di riconoscere altre comunità religiose.

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