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Covid-19 Coronavirus: la situazione in Svizzera

Nel Canton Giura, pattuglie della polizia a cavallo sorvegliano il rispetto delle misure di protezione contro i contagi.

(Keystone)

È ormai di oltre 20'000 il numero di casi accertati di coronavirus in Svizzera, con almeno 660 decessi. Il governo svizzero ha sbloccato altri 20 miliardi di franchi in favore delle aziende in difficoltà. Prosegue intanto la più grande operazione di rimpatri di turisti svizzeri organizzata finora dalle autorità elvetiche.

Ultimi sviluppi:

• Mentre il ministro della sanità Alain Berset invita alla pazienza, evocando la possibilità di ulteriori restrizioni, nella stampa domenicale molte voci del mondo economico e politico si esprimono a favore di una ripresa progressiva delle attività economiche. 

• La crisi continua a pesare sull'economia: 1,3 milioni di dipendenti sono registrati per il lavoro a orario ridotto. È un quarto dell'organico in Svizzera.

• Nella sua seduta di venerdì, il Consiglio federale ha incrementato il programma di fideiussione a sostegno delle PMI da 20 a 40 miliardi di franchi.

• Effettuati finora 19 voli di rimpatrio per riportare in Svizzera i cittadini elvetici rimasti bloccati all'estero.


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Servizio del TG sulla conferenza stampa di aggiornamento sulla crisi coronavirus di sabato 4 aprile

Come evolve la pandemia in Svizzera?

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Continua a crescere il numero di persone contagiate dal virus in Svizzera: domenica si registravano 20'773 casi di contagio dall'inizio dell’epidemia e almeno 684 decessi dovuti alla Covid-19.

Attualmente, la Svizzera ha una delle incidenze più alte in Europa, ha rilevato venerdì l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSPLink esterno). In cifre assolute, i Cantoni più colpiti sono Vaud, Ginevra, Zurigo, e Ticino. Quest'ultimo è quello che registra il maggior numero di casi pro capite.

"Non abbiamo ancora raggiunto il picco dell'epidemia", ha detto venerdì Alain Berset, ministro della sanità. Bisogna quindi continuare a rispettare le misure imposte, restare uniti e avere disciplina anche col bel tempo, ha affermato, reiterando l'invito a non recarsi in Ticino. Una chiusura della galleria autostradale del San Gottardo rimane comunque impensabile, ha precisato Berset.

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Domenico lo stesso Berset, in un'intervista al giornale domenicale "SonntagsZeitung" ha affermato che un cambiamento delle disposizioni protettive del Consiglio federale per arginare la diffusione del Covid-19 , il 20 di aprile, è altamente improbabile. 

Un allentamento delle attuali misure potrebbe eventualmente essere oggetto di riflessione quando il numero di persone infettatesi col coronavirus e i ricoveri saranno chiaramente diminuiti, ha spiegato il consigliere federale. Un allentamento prematuro rischia di prolungare l'attuale crisi, ha sottolineato.

Berset ha anche puntualizzato che se la popolazione dovesse dare segni d'insofferenza, ossia essere poco disciplinata, le attuali disposizioni potrebbero essere rafforzate, fino a decretare il coprifuoco per il periodo pasquale.

Fino al 25 marzo abbiamo utilizzato i numeri pubblicati dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSPLink esterno). In seguito a ritardi nel trattamento dei casi in alcuni cantoni, SWI swissinfo.ch ha deciso di utilizzare le cifre fornite direttamente dalle autorità cantonali. La fonte è un'interfacciaLink esterno gestita dall'Ufficio di statistica del canton Zurigo, la quale risponde a norme rigorose in materia di qualità e di disponibilità dei dati.

>> I casi di coronavirus in Svizzera

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Cari svizzeri all'estero, come si sta comportando la Svizzera?

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Da quasi tre settimane in Svizzera vige la "situazione straordinaria". La popolazione è invitata a restare in casa e a evitare il più possibile i contatti sociali. Rimangono aperti solo i negozi di alimentari e i bambini studiano da casa.

Come valutano queste misure gli svizzeri all'estero? swissinfo.ch vuole raccogliere il parere dei cittadini svizzeri che risiedono in un altro Paese, invitandoli a partecipare al sondaggioLink esterno della Società svizzera di radiotelevisione SSR.

I risultati saranno pubblicati martedì 7 aprile alle 17:00 (ora svizzera).

Aiuti immediati alle piccole e medie imprese in difficoltà

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In Svizzera, sono sempre di più le piccole e medie imprese in difficoltà che presentano domande di credito sulla base del piano di sostegni finanziariLink esterno messo in atto lo scorso 27 marzo dal governo svizzero. Tale piano prevede la concessione di prestiti bancari garantiti dalla ConfederazioneLink esterno alle aziende, allo scopo di risolvere i loro problemi di liquidità e compensare le entrate mancanti, dovute alle restrizioni imposte dal governo per arginare la diffusione del coronavirus.

A causa della forte domanda, il Consiglio federale ha deciso il 3 aprile di incrementare il programma di fideiussione per i crediti transitori Covid-19 da 20 a 40 miliardi di franchiLink esterno. Fino al 2 aprile, sono stati conclusi oltre 76'000 accordi di credito per un totale stimato di 14,3 miliardi di franchi, ha indicato venerdì il ministro delle finanze Ueli Maurer. La media stimata dei prestiti è di 188'000 franchi.

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Il prestito, a tasso zero e senza formalità burocratiche, viene concesso dalle banche in modo rapido - al massimo è previsto un giorno - per i crediti di un valore non superiore a 500'000 franchi. La Confederazione garantisce in misura del 100 per cento i crediti fino a 500'000 franchi e in misura dell’85 per cento i crediti compresi tra 500'000 e 20 milioni di franchi. Il formulario per la richiesta di credito è disponibile sul sito web covid19.easygov.swissLink esterno.

Sebbene parta dal presupposto che i crediti di aiuto non saranno utilizzati illecitamente, l'esecutivo ha incaricato i dipartimenti federali competenti di attuare un piano per contrastare eventuali abusi.

In generale, il Consiglio federale si dice convinto che il suo piano d'azione permette di garantire i salari ed evitare casi di insolvenza per mancanza di liquidità. Non intende perciò effettuare cambi di rotta, ha indicato al termine della sua seduta del 1° aprile. Il governo ha comunque comunicato di voler valutare un'estensione mirata delle prestazioni di sostegno all'economia, escludendo tuttavia aiuti a fondo perso.

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Nuove misure anche per lavoratori e disoccupati

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Il Consiglio federale ha adottato nuove misureLink esterno per arginare le conseguenze economiche dell’epidemia e ridurre, nel contesto attuale, gli oneri amministrativi a carico dei lavoratori, dei disoccupati e dei vari organi cantonali.

Tra queste misure, presentate il 25 marzo dal ministro dell’economia Guy Parmelin, figura la rinuncia all’obbligo per i disoccupati di inoltrare le prove delle ricerche di lavoro effettuate. Per evitare l'esaurimento del diritto alla disoccupazione sono ora previste, al massimo, 120 indennità giornaliere supplementari.

Parallelamente viene provvisoriamente abolito l'obbligo per i datori di lavoro di annunciare i posti vacanti, introdotto in seguito all'accettazione dell'iniziativa popolare 'Contro l'immigrazione di massaLink esterno'. Ciò consente di agevolare le procedure di reclutamento, ad esempio di personale medico, ma anche nel settore farmaceutico, l'agricoltura e la logistica.

Inoltre, è stata prolungata da 3 a 6 mesi la durata di autorizzazione del lavoro ridottoLink esterno, uno strumento introdotto dalla Confederazione per compensare temporanei cali di attività delle imprese e preservare i loro impieghi. Con lo strumento del lavoro ridotto si vogliono limitare il più possibile i licenziamenti in situazioni di crisi come questa, ha ricordato Boris Zürcher, capo della Direzione del lavoro della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). A suo avviso, il tasso di disoccupazione potrebbe tuttavia superare il 3% nei prossimi mesi in Svizzera.

Una vera e propria valanga di richieste -come l'ha definita la Segretaria di Stato Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch, a capo della SECO- ha portato a 1,3 milioni i dipendenti registrati per il lavoro a orario ridotto. Il dato, registrato venerdì 3 aprile, corrisponde a oltre un quarto degli occupati in Svizzera.

Nel canton Ticino, la quota supera il 40%: nell'ultima settimana, ha spiegato Ineichen-Fleisch, sono giunte ai servizi competenti di questo Cantone 8'500 richieste, quando in tempi normali se ne contavano 4 o 5.

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Servizio del Quotidiano sull'enorme mole di richieste di lavoro ridotto e la corsa ai licenziamenti

Nel servizio RSI, la voce della Segretaria di Stato Marie-Gabrielle Ineichen-Fleisch e i primi casi di 'corsa ai licenziamenti' in Ticino.

Il governo vuole intervenire anche a favore dei lavoratori indipendenti e nella sua seduta del 1° aprile ha incaricato diversi uffici federali di studiare, entro l’8 aprile, come fornire sostegno ai liberi professionisti in situazione di precarietà. Pur non essendo colpiti dal divieto di esercitare le proprie attività professionali, questi lavoratori stanno subendo perdite di fatturato a causa del vasto fermo dell’economia e non hanno diritto a indennizzi o risarcimenti per il coronavirus, si legge in un comunicatoLink esterno del Consiglio federale.

Quali sono le conseguenze per l'economia svizzera?

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Il fatturato delle aziende è crollato circa del 20% a causa dell'epidemia, ha indicato il 26 marzo la federazione delle imprese svizzere economiesuisseLink esterno. Secondo una sua inchiesta, un terzo delle società ha già ora problemi di liquidità. L'impatto è particolarmente forte per il settore alberghiero, quello della ristorazione, per gli organizzatori di eventi e per i parrucchieri. Anche le esportazioni subiranno un calo e in entrata potrebbe diventare difficoltoso l'approvvigionamento di determinati prodotti.

Coronavirus "Il sostegno all'economia non basta"

La Confederazione sostiene con due pilastri le imprese che si trovano in difficoltà a causa dell'epidemia: lavoro ridotto e sostegni alla liquidità.

Il 30% delle PMI ha osservato per il mese di marzo un crollo del fatturato pari ad almeno il 75%, è emerso da un rilevamento effettuato da Gryps, portale che mette in comunicazione le piccole aziende con i consumatori, sulla base di un sondaggio effettuato fra il 30 marzo e il 2 aprile a cui hanno partecipato 270 realtà imprenditoriali.

Il 43% degli interrogati ha affermato di aver già introdotto il lavoro ridotto e il 54% ha decretato uno stop alle assunzioni. Secondo il 34% degli interpellati, la Confederazione non sta facendo abbastanza, ha commentato Gaby Stäheli, presidente della direzione della società sangallese, secondo cui "per molti i prestiti senza interessi non risolvono il problema, perché devono essere rimborsati".

L'istituto tedesco di ricerca economica IfoLink esterno ha stimato che il costo di una chiusura parziale delle aziende in Svizzera per un periodo di due mesi è compreso tra i 51,7 e i 85,6 miliardi di franchi. In Italia, particolarmente colpita dalla pandemia, il costo ammonterebbe tra i 143 e i 234 miliardi di euro. L'istituto ha tenuto conto della perdita di valore aggiunto legata all'interruzione della produzione, dei fallimenti e del ritardo accumulato nel ritorno a un'attività normale.

Come e quando rilanciare l'economia svizzera?

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Per evitare fallimenti a catena e disoccupazione di massa, la destra conservatrice auspica un graduale ritorno alla normalità a partire dal 20 aprile.

L'economia elvetica perde ogni mese 15 miliardi di franchi a causa delle misure restrittive decise dal governo, ha indicato l'Unione democratica di centro (UDC), citando la Banca nazionale svizzera. L'effetto del pacchetto da 42 miliardi di franchi per mitigare la situazione sarà esaurito entro due mesi, secondo il deputato lucernese Franz Grüter, e non servirà a rivitalizzare l'economia, bensì a limitare i danni.

Il divieto di lavorare andrebbe quindi revocato per le attività che non possono essere svolte a domicilio. Ristoranti e negozi dovrebbero riaprire rispettando le misure igieniche e vietando l'ingresso alle persone a rischio, ha detto l'ex consigliere federale UDC Christoph Blocher.

In un documento strategico adottato martedì dal gruppo parlamentare democentrista, il principale partito del paese propone di isolare i gruppi a rischio finché l'epidemia sarà sotto controllo e di mantenere rigidi controlli ai confini. Inoltre, chiede l'obbligo della mascherina di protezione in tutti i luoghi dove si verifica un contatto tra individui, così da consentire alle persone non a rischio di recarsi al lavoro.

Gli altri partiti di governo - Partito popolare democratico, Partito socialista e Partito liberale radicale - hanno reagito con scarsa comprensione alle critiche dell'UDC sulle singole misure adottate dal Consiglio federale.

Il capo del gruppo parlamentare liberale-radicale Beat Walti ha affermato che personalmente non ha pensato molto a come devono profilarsi i partiti in relazione alla crisi della Covid-19. Il presidente dei popolari democrtaici, Gerhard Pfister, ha osservato dal canto suo che sarebbe più opportuno sostenere il governo e ascoltare le opinioni degli specialisti.

Per il presidente socialista Christian Levrat, l'UDC sta "scherzando col fuoco". Le decisioni delle autorità, ha detto, devono essere guidate dalla tutela della salute pubblica e non principalmente da considerazioni economiche.


Qual è la situazione negli ospedali?

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Il sistema sanitario nazionale non sembra per il momento aver raggiunto la capacità massima, sebbene il personale medico e infermieristico sia sempre più sotto pressione.

"Il sistema sanitario e gli ospedali svizzeri si sono preparati bene alla crisi e, nonostante i numerosi ricoveri, rimangono posti letto disponibili. Anche se fragile, si tratta di un equilibrio importante", ha rilevato venerdì il ministro della sanità Alain Berset.

Non si è quindi verificata la proiezione contenuta in uno studio del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) pubblicato la settimana scorsa, secondo cui in Svizzera sarebbero potuti mancare dei posti letto nelle cure intensive a partire dal 2 aprile. La previsione si basava sui dati che gli ospedali devono trasmettere al Dipartimento federale della difesa e della protezione della popolazione dal 13 marzo.

Mentre gli ospedali stanno facendo il possibile per incrementare i posti di terapia intensiva, l'associazione degli assicuratori sanitari Curafutura ha indicato mercoledì che la presa a carico delle prestazioni per la cura del nuovo coronavirus è garantita e rimarrà tale indipendentemente da come si svilupperà l'epidemia.

"Le riserve ci sono proprio per questo genere di situazioni", ha affermato il direttore di Curafutura, Pius Zängerle, in un'intervista pubblicata mercoledì dal quotidiano romando La Liberté.

Per quanto riguarda i test, che costano circa 300 franchi, Zängerle ha precisato che l'assicurazione sanitaria di base rimborsa quelli prescritti da un medico, vale a dire per le persone con sintomi gravi e quelle a rischio di complicazioni.

Quali misure sono state adottate in Svizzera?

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Per lottare contro la propagazione del coronavirus e affrontare una situazione "senza precedenti", il governo ha rafforzatoLink esterno venerdì 20 marzo i provvedimenti di distanziamento sociale. Poiché le disposizioni sulla distanza sociale e gli spostamenti non venivano rispettati in modo sufficientemente rigoroso, gli assembramenti di oltre cinque persone nello spazio pubblico, sentieri e parchi compresi, sono stati vietati.

In caso di mancato rispetto del divieto o della distanza minima di due metri da altre persone, la polizia può comminare una multa disciplinare di 100 franchi.

La consigliera federale Karin Keller-Sutter si oppone fermamente all'idea di un confinamento totale in Svizzera e sostiene che il governo "ha già adottato misure molto restrittive". Con un confinamento totale, "le conseguenze sociali, psicologiche, economiche e finanziarie sarebbero molto drastiche", ha affermato Keller-Sutter in un'intervistaLink esterno pubblicata il 1. aprile sul quotidiano romando Le Temps. Uno "shutdown" completo nella Confederazione, ha aggiunto, rappresenterebbe inoltre un rischio per l'approvvigionamento alimentare.

Per quanto riguarda le attività economiche, sono previste sanzioni ai datori di lavoro dell'edilizia e dell'industria che non rispettano le raccomandazioni sull'igiene e il distanziamento sociale dei lavoratori sui cantieri e nelle aziende. Le imprese che non rispettano quest’obbligo verranno chiuse.

Tali misure completano quelle decise il 16 marzo, quando il Consiglio federale ha decretato la "situazione straordinariaLink esterno" prevista dalla legge federale sulle epidemie. Fino al 19 aprile, tutti gli esercizi e attività non essenziali, così come le scuole, rimarranno chiusi.

Nel dettaglio, sono vietate tutte le manifestazioni pubbliche e private. Chiusi tutti i negozi, i mercati, i ristoranti, i bar e le strutture ricreative e per il tempo libero quali musei, biblioteche, sale cinematografiche, sale per concerti, teatri, centri sportivi, piscine e stazioni sciistiche. Devono inoltre rimanere chiusi gli esercizi nei quali non può essere mantenuta la distanza reciproca di sicurezza, quali i saloni di parrucchieri e i centri estetici.

Fanno eccezione i negozi di generi alimentari, i take-away, le mense aziendali, i servizi di fornitura di pasti e le farmacie, come pure le stazioni di servizio, le stazioni ferroviarie, le banche, gli uffici postali, gli alberghi, la pubblica amministrazione e le strutture sociali.

Per sostenere i cantoni negli ambiti della sanità pubblica, della logistica e della sicurezza, il governo ha autorizzato l'impiego di circa 8000 militari. Si tratta della più imponente mobilitazione dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Cantoni autorizzati a essere più restrittivi di Berna

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Il Ticino, così come gli altri Cantoni, hanno la possibilità di adottare misure supplementari - rispetto a quelle già stabilite a livello nazionale - e ordinare la cessazione di determinate attività economiche, se la situazione epidemiologica lo richiede.

Lo ha annunciatoLink esterno il 27 marzo il Consiglio federale, specificando che un Cantone può presentare una domanda di autorizzazione se non dispone più di sufficienti capacità nell’assistenza sanitaria, se è altamente probabile che dei settori economici non siano in grado di attuare i provvedimenti di prevenzione prescritti e se il loro funzionamento è compromesso perché vengono a mancare i lavoratori frontalieri. De facto, possono dunque presentare una richiesta unicamente i Cantoni di frontiera.

I provvedimenti supplementari devono essere limitati nel tempo e devono ottenere l'approvazione delle parti sociali. Inoltre, sia l'approvvigionamento della popolazione con beni d'uso quotidiano sia l'approvvigionamento delle strutture sanitarie devono essere garantiti. L'eccezione all'ordinanza concerne solamente le attività economiche, ha puntualizzato il consigliere federale Alain Berset.

Data la particolare situazione in Ticino, Berset ha comunicato il 3 aprile che il Cantone è autorizzato a prolungare fino al 13 aprile le limitazioni nell’ambito dell’economia che prevedono la chiusura delle attività non essenziali non procrastinabili.

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La nuova regolamentazione ha fatto seguito alla decisione del governo ticinese, che il 20 marzo aveva stabilito la sospensione temporanea delle attività industriali ritenute non essenziali e la chiusura dei cantieri. Christian Vitta, presidente del Consiglio di Stato ticinese, aveva giustificato queste misure, più incisive e stringenti rispetto a quanto avveniva in altre regioni della Svizzera, rammentando la particolare situazione che stava vivendo il Ticino, confrontato con una rapida propagazione del coronavirus.

Berna aveva fatto sapere il suo disaccordo tramite le parole di Martin Dummermuth, direttore dell'Ufficio federale di giustizia, secondo cui le autorità ticinesi si erano spinte oltre le loro competenze, adottando provvedimenti non conformi alla legge federaleLink esterno.

Frontiere quasi totalmente chiuse

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Le restrizioni d'entrata in Svizzera - valevoli in un primo tempo per i cittadini provenienti dai paesi confinanti, dalla Spagna e dagli Stati non aderenti a Schengen - sono state estese a tutti ad eccezione del LiechtensteinLink esterno.

L'entrata nella Confederazione è ammessa solo per le persone con un titolo di soggiorno svizzero, che devono recarsi in Svizzera per motivi di lavoro o che si trovano in una situazione di assoluto bisogno. Restano ammessi il traffico di transito e il traffico delle merci. Tutti i valichi minori sono chiusi e il flusso è indirizzato verso quelli più grandi.

Da quando la Confederazione ha introdotto misure più severe alle frontiere, il 13 marzo, sono state 30'500 le persone a cui è stato rifiutato l'ingresso in SvizzeraLink esterno, ha indicato martedì Christian Bock, direttore dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD).

L'AFD ha anche il supporto dell'esercito, il cui impiego durerà fino alle fine del mese di giugno. I membri dell'esercito saranno utilizzati in vari ambiti, ad esempio nel traffico delle persone, dove si occuperanno della sicurezza, oppure nella canalizzazione del traffico stradale o nella sorveglianza dei valichi.

La mobilitazione dell'esercito

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Sono circa 5'000, su un contingente massimo previsto di 8'000, gli effettivi dell'esercito svizzero entrati in servizio per sostenere ospedali, forze di polizia e guardie di confine nella lotta al Covid-19. Lo ha reso noto la consigliera federale Viola Amherd sabato 4 aprile nella prima sua prima intervista dopo la mobilitazione.

Dalle colonne del quotidiano svizzero-tedesco Blick, la responsabile del Dipartimento federale della difesa e della protezione della popolazione ha rivelato che 3'000 volontari (l'80% dei convocati per SMS) hanno risposto all'appello nel giro di 24 ore.

Ai militi impegnati nella lotta al coronavirus non saranno interamente accreditati i giorni di servizio, ha precisato la ministra, poiché altrimenti l'esercito potrebbe non riuscire a fornire il proprio sostegno durante una successiva ondata dell'epidemia o se dovesse verificarsi un altro incidente.

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Proteggere i richiedenti l'asilo

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La pandemia di Covid-19 ha finora avuto scarso effetto sulle procedure d'asilo in Svizzera. L'esame delle domande continua e le persone che ricevono una risposta negativa vengono espulse. La Confederazione esamina caso per caso se il rimpatrio è possibile, a seconda delle restrizioni d'entrata, delle condizioni di volo e degli eventuali rischi per la salute delle persone interessate, ha precisato la Segreteria di Stato della migrazione (SEMLink esterno).

Nella sua seduta del 1° aprile, il Consiglio federale ha però decisoLink esterno che le persone coinvolte nelle procedure di asilo devono essere meglio protette dal coronavirus. Nel dettaglio, per i prossimi tre mesi è stato ridotto il numero di persone presenti nella stessa stanza durante le audizioni di richiedenti. Il termine per il ricorso contro la decisione d'asilo della SEM nella procedura celere è stato prolungato da sette a trenta giorni.

I termini validi per la partenza volontaria di richiedenti asilo respinti possono essere prorogati a 30 giorni, in particolare a causa delle limitazioni d'entrata attualmente vigenti in molti Paesi e del traffico aereo notevolmente ridotto, ha indicato il governo.

L'esecutivo non vuole interrompere le procedure, come richiesto da associazioni attive nel settore, poiché questo comporterebbe problemi di capacità ricettiva, ha spiegato mercoledì la ministra di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter.

Per quanto riguarda gli alloggi, le strutture militari e civili saranno allestite più rapidamente per il settore dell'asilo. Ciò consente di mettere a disposizione ulteriori posti in casi di emergenza e di rispettare senza restrizioni le raccomandazioni dell'UFSP in tutte le strutture federali. Le persone a rischio sono alloggiate separatamente e le persone infette sono isolate.

Nei centri di accoglienza della Confederazione attualmente vivono circa 2'200 richiedenti asilo, mentre la capacità è di 4'000 posti. Finora sono stati rilevati alcuni casi di coronavirus tra i dipendenti e i richiedenti l'asilo.

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Anche la democrazia diretta si ferma

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Di fronte all'emergenza legata al coronavirus, il 18 marzo il governo federale ha deciso il rinvio a data da definire della votazione popolare che era prevista il 17 maggio. Tra i temi sottoposti al verdetto popolare c'era l'iniziativa 'Per un’immigrazione moderata (Iniziativa per la limitazione)', la quale chiede la fine della libera circolazione delle persone con l’UE, oltre a due referendum.

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Servizio del TG sul rinvio della votazione popolare del prossimo 17 maggio

La reazione di promotori e contrari all'iniziativa 'Per la limitazione' e il commento del responsabile RSI dell'attualità nazionale

Sul fronte cantonale, il governo ticinese ha deciso di annullare le elezioni comunali, che erano in calendario il 5 aprile, e di rinviarle all'aprile dell'anno prossimo. Elezioni e votazioni sono state riportate anche in altri Cantoni.

Il virus ha anche interrotto la sessione primaverile delle Camere federali. Una sessione straordinaria del parlamento svizzero si terrà dal 4 all'8 maggio. Tra le questioni già in calendario vi è la convalida dei crediti urgenti richiesti dal governo per combattere le ripercussioni negative del coronoavirus sull'economia, approvate dalla delegazione delle finanze, l'organo parlamentare che esercita la vigilanza sulla politica finanziaria del Consiglio federale.

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Medicine col contagocce

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Di fronte agli sviluppi della pandemia e ai comportamenti irrazionali di molte persone che fanno un'inutile incetta di medicamenti, il 18 marzo il Consiglio federale ha deciso di razionarne diversi, tra cui i farmaci antipiretici (contro la febbre) più comuni. Per i prossimi sei mesi potrà essere acquistata una sola confezione per persona alla volta.

Il provvedimento riguarda tutti i farmaci ottenibili su ricetta medica, come pure i prodotti quali aspirina, preparati a base di calcio, farmaci contro la tosse o contenenti paracetamolo, ibuprofene, diclofenac, acido mefenamico o codeina.

Per i malati cronici vale un regolamento speciale: con una ricetta medica possono essere coperti per un massimo di due mesi.

Più grande operazione di rimpatri finora organizzata

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Proseguono le operazioni #flyinghomeLink esterno, organizzate dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) per rimpatriare migliaia di turisti svizzeri rimasti bloccati nei Paesi da loro visitati.

Fino al 5 aprile, il DFAE ha organizzato 19 voli di rimpatrio da diversi Paesi in America latina, Africa e Asia. Complessivamente, sono stati trasportati 2'400 cittadini svizzeri, oltrea molti viaggiatori stranieri. Analogamente, oltre 800 svizzeri sono stati trasportati in aereo da altri Stati partner, ha indicato il DFAE.

Si tratta della più grande operazione di rimpatri di turisti svizzeri effettuata finora dalle autorità elvetiche. I voli sono finanziati dalla Confederazione. Chi è stato o verrà riportato in Svizzera tramite i voli di rimpatrio organizzati dal DFAE dovrà ripagare il biglietto aereo, ha spiegato il ministro degli esteri Ignazio Cassis. "La gente riceverà una fattura che dovrà essere saldata. I prezzi saranno comunque ragionevoli".

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Affinché la Confederazione possa sostenere i cittadini bloccati all'estero, costoro devono registrarsi senza indugi sulla app Travel Admin (AndroidLink esterno/ iPhoneLink esterno). In questo modo il DFAE potrà contattare le persone interessate. Questo appello non riguarda gli svizzeri con domicilio permanente all'estero.

Le 170 rappresentanze diplomatiche e la helplineLink esterno istituita dal DFAE hanno risposto a circa 20'000 domande di cittadini preoccupati.

Quali sono le raccomandazioni per la popolazione?

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Il governo ha esortato la popolazione a restare in casa, un appello rivolto in particolare alle persone in età avanzata e ai malati.

Coronavirus e senzatetto "Stiamo a casa". E chi non ce l'ha?

Per alloggiare chi è nel bisogno, Ginevra fa capo a un'ex caserma. Ma altrove rischiano di chiudere molti servizi destinati agli emarginati.

Maggiormente a rischio sono le persone a partire dai 65 anni o che già soffrono di determinate patologie, in particolare di una malattia cronica delle vie respiratorie, di ipertensione arteriosa, di diabete, di immunodepressione, di un’affezione cardiovascolare o di cancro.

Di seguito una lista delle raccomandazioni generali:

  • Lavarsi accuratamente e regolarmente le mani.
  • Tossire e starnutire in un fazzoletto o nella piega del gomito.
  • Evitare abbracci e strette di mano per salutarsi.
  • Gettare i fazzoletti usati in un secchio della spazzatura chiuso.
  • In caso di febbre o tosse rimanere a casa.
  • Prima di andare dal medico o al pronto soccorso occorre annunciarsi sempre per telefono.
  • Mantenere una certa distanza fisica dalle altre persone, anche sui mezzi pubblici.
  • Evitare il più possibile l'uso dei mezzi pubblici.
  • Evitare di mettere in pericolo le persone particolarmente a rischio, ad esempio conoscenti ricoverati in ospedale.
  • Ridurre gli spostamenti nel tempo libero e se possibile evitare di viaggiare nelle ore di punta.

La presidente della Confederazione scrive ai cittadini

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In  questa situazione che si aggrava di giorno in giorno, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha scritto una lettera a tutta la cittadinanza svizzera per rincuorarla, ringraziarla ma anche per richiamarla alle proprie responsabilità.

"È tutto nelle nostre mani, care concittadine e cari concittadini. A nome del Consiglio federale, vi chiedo quindi di restare a casa, se avete più di 65 anni o se siete ammalati. Mantenete le distanze con le altre persone. Cosi proteggete voi stessi, e proteggete gli altri", rileva in particolare.

"Quando la situazione si fa grave, siamo più di 26 Cantoni e 8,5 milioni di persone. Siamo un Paese. E siamo gli uni al servizio degli altri", conclude la missiva.

tweet di Simonetta Sommaruga con la lettera alla cittadinanza svizzera

tweet di Simonetta Sommaruga con la lettera alla cittadinanza svizzera

Raccomandazioni delle autorità rispettate dalla popolazione

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Le raccomandazioni del governo svizzero sono ampiamente rispettate dalla popolazione, secondo un sondaggio online condotto dal 21 al 23 marzo tra 30’460 persone in tutte le regioni del paese e realizzato dall'istituto di ricerca Sotomo, su incarico della Società Svizzera di Radiotelevisione (SSR) (di cui fa parte anche swissinfo.ch).

In base all’inchiesta, il 54% degli intervistati ritiene che limitare il movimento sia una misura adeguata alla situazione. Questo dato sale al 78% tra gli over 65. L’85% delle persone interrogate ha dichiarato di essere uscito di casa. La ragione principale è stata quella di comperare generi alimentari e di prima necessità. 

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Gli over 65 tendono a rimanere più a casa degli altri, anche se il 62% fa ancora la spesa e la metà di loro esce dalle mura domestiche per una passeggiata. L'uso del trasporto pubblico è diminuito in modo massiccio. D'altra parte, le persone che un tempo viaggiavano in auto o a piedi continuano a farlo.

Quasi l'80% degli intervistati ha ridotto drasticamente i contatti sociali al di fuori della cerchia famigliare: in media, incontra meno di una persona al giorno. Più della metà della fascia d'età superiore ai 65 anni non ha avuto alcun contatto sociale la scorsa settimana.

Passare più tempo a casa offre anche molti aspetti positivi, osservano numerosi intervistati. Mentre il 43% di loro dice di non muoversi, il 35% è più tranquillo e rilassato e il 34% si diverte a passare più tempo con la famiglia o con il partner. Inoltre, il 62% pensa che la popolazione mostri più solidarietà rispetto ai tempi normali.

Confinamento in Svizzera Riposo forzato per il turbolento quartiere Pâquis di Ginevra

Il pittoresco quartiere Pâquis si ferma a causa del coronavirus. Immagini di una calma surreale in uno dei quartieri più vibranti di Ginevra.

Dove si possono trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?

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Tutte le informazioni e gli approfondimenti sono disponibili nel dossier specialeLink esterno di SWI swissinfo.ch, sulla pagina FacebookLink esterno e su TwitterLink esterno.

Di seguito una lista di link utili sull'epidemia di coronavirus in Svizzera e nel mondo.

Ufficio federale della salute pubblicaLink esterno

Organizzazione mondiale della sanitàLink esterno

Numero di contagi e decessi a livello mondialeLink esterno

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