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Sanzioni USA Viktor Vekselberg, un oligarca russo riservato in Svizzera

Viktor Vekselberg

Vekselberg ha ripetutamente negato di subire l'influsso del Cremlino.

(Keystone)

Il miliardario è nuovamente al centro di un interesse mediatico di cui avrebbe volentieri fatto a meno. Il nome di Viktor Vekselberg figura infatti sulla lista di persone colpite da sanzioni degli Stati Uniti. Una brutta notizia per le aziende svizzere controllate dalla sua holding Renova.

Renova è stata costretta a ridurre sotto il 50% la sua partecipazione in Sulzer per mettere al riparo il gruppo industriale elvetico dalle sanzioni statunitensi. A causa del legame con Vekselberg, le azioni di Sulzer avevano subito un crollo negli scorsi giorni.

L'impresa con sede a Winterthur, tramite un comunicatoLink esterno odierno, ha fatto sapere che il dipartimento statunitense del tesoro ha approvato il trasferimento di 5 milioni di azioni detenute da Renova e riacquistate da Sulzer. La quota della società di partecipazioni è così passata dal 63,4 al 48,83%.

Il congelamento dei conti imposto dalle autorità americane era legato a sanzioniLink esterno che toccano diversi cittadini russi, fra i quali appunto il miliardario Victor Vekselberg. Il tutto riguarda le presunte ingerenze di Mosca nelle elezioni presidenziali del 2016. Le sanzioni vengono applicate anche a tutte le realtà detenute per oltre il 50% dalle persone coinvolte o dalle loro società.

Ma chi è Viktor Vekselberg e quali sono i suoi legami con la Svizzera?

"I nostri investimenti nei prodotti svizzeri non hanno nulla a che vedere con il governo russo o con la capitale dello Stato russo"

Victor Vekselberg

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Milardi e uova di Fabergé

Il patrimonio di Vekselberg è stimato a oltre 13 miliardi di dollari (circa 12,4 miliardi di franchi), ciò che fa dell'imprenditore la nona persona più ricca della Russia, stando alla rivista ForbesLink esterno. Dopo aver iniziato vendendo rottami metallici in Russia, è diventato il più grande collezionista al mondo di uova Fabergé, opere d'arte della gioielleria realizzate all'epoca degli zar.

Risiede ufficialmente in Svizzera per ragioni fiscali, ma è spesso all'estero. Lui stesso si definisce un "cittadino del mondo".

Vekselberg ha da parecchio tempo dei legami con la Svizzera, in particolare tramite le sue aziende commerciali di materie prime. Si è fatto però notare soltanto nel 2007, quando ha iniziato ad acquisire grosse partecipazioni in tradizionali imprese industriali svizzere quali Sulzer, Oerlikon e Schmolz + Bickenbach, suscitando un certo clamore.

Alla fine degli anni 2000 ha pure acquistato una proprietà a Zurigo, sebbene in seguito si sia trasferito a Zugo per beneficiare della fiscalità vantaggiosa proposta ai ricchi stranieri. Si dice anche che possieda, o che abbia posseduto, beni mobili e immobili in Russia e negli Stati Uniti.

L'acquisizione ostile del fabbricante di pompe Sulzer da parte di Renova è stata particolarmente burrascosa. L'azienda elvetica ha infatti tentato, invano, di resistere al duplice attacco di Renova e del gruppo austriaco Victory. Nel 2010, Vekselberg è stato condannato a una multa di 40 milioni di franchi per una presunta manipolazione borsistica nel quadro dell'acquisto di partecipazioni in Oerlikon. Una sentenza poi annullata in appello.

Nelle mani del Cremlino?

I media hanno spesso parlato di legami tra l'uomo d'affari nato in Ucraina e il presidente russo Vladimir Putin. Connessioni che Vekselberg ha sempre negato.

"In Svizzera siamo confrontati con commenti secondo i quali Renova è nelle mani del Cremlino. I miei incontri con il presidente sono stati interpretati come un modo di ricevere istruzioni", ha detto l'oligarca al Forum economico di Davos (WEF) nel 2008. "Ciò è totalmente assurdo. I nostri investimenti nei prodotti svizzeri non hanno nulla a che vedere con il governo russo o con la capitale dello Stato russo".

Negli ultimi anni, Vekselberg ha potuto gestire con maggiore tranquillità il suo impero globale che comprende attività immobiliari, commercio al dettaglio, energia, materie prime, industria e comunicazioni. È inoltre spesso presente al WEF, a testimonianza di quanto sia accettato dalla cerchia ristretta di leader globali.

La notizia di nuove sanzioni statunitensiLink esterno ha però messo fine a questo periodo di relativa discrezione, collegando, ancora una volta, il miliardario al Cremlino e gettando un'ombra sulla sua figura.


Traduzione e adattamento dall'inglese di Luigi Jorio, swissinfo.ch

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