È morto il "presidentissimo" del Festival di Locarno

Per oltre mezzo secolo Raimondo Rezzonico si è dedicato anima e corpo alla rassegna cinematografica locarnese Keystone

Si è spento giovedì sera Raimondo Rezzonico, presidente onorario del Festival internazionale del film di Locarno. Personaggio tra i più attivi ed eclettici in ambito culturale ed economico del Ticino degli ultimi 50 anni. Rezzonico, ottantunenne, è deceduto per arresto cardiaco.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2001 - 15:18

Un personaggio a tutto tondo, dai molteplici interessi che svariavano nei diversi ambiti della cultura. Un eclettismo mostrato sin dai primi anni della sua avventura professionale, cominciata ai microfoni della radio della svizzera italiana, allora Radio Monteceneri, nel 1940, un anno dopo aver conseguito la patente di docente alla magistrale.

Una voce carezzevole, affascinante, specchio di qualità vocali che da cronista sportivo (fu il primo a raccontare agli ascoltatori le partite dell'Ambrì) e di attualità lo trasformarono in cantante, come prima voce dell'orchestra di musica leggera della radio "La Radiosa" e leader del trio Rezzonico, fondato assieme alle sue sorelle.

La svolta nella sua vita professionale è nel 50, quando si dedica all'editoria, rilevando la tipografia del suocero Vito Carminati e soprattutto la direzione del giornale che vi veniva stampato, L'Eco di Locarno, testata che nel giro di pochi anni passa dalle 700 alle 12.000 copie, e fondando la Südschweiz, oggi Tessiner Zeitung, il primo giornale ticinese in lingua tedesca.

Instancabile propositore di spunti e idee, è tra i fondatori anche dell'attuale Ticino 7 e, un paio di ani fa, del settimanale il Caffè, ultimo nato in ordine di tempo. Parallelamente all'attività editoriale, Raimondo Rezzonico coltiva con il trasporto e la passione che lo hanno sempre caratterizzato altri due grandi amori . L'arte ,in particolare la scultura e la pittura italiana del Novecento ( allestisce nel tempo un'interessantissima collezione privata) e la grafica (è per molti anni membro della giuria del premio luganese di grafica "Bianco e Nero") . E, naturalmente, il cinema.

Sin dalla sua fondazione, nel 1946, collabora attivamente all'organizzazione del festival del film di Locarno, di cui diventerà presidente nell'81, rivestendone la carica per 18 anni fino al 99. Ed è proprio sotto la sua presidenza che il festival conosce uno straordinario impulso di crescita. Durante gli anni novanta, soprattutto, la manifestazione diventa, assieme al Festival di Montreux, il più importante avvenimento culturale dell'anno in Svizzera, assumendo un ruolo di primo piano anche a livello internazionale.

Un ruolo certificato anche dai riconoscimenti internazionali che il "presidentissimo", come affettuosamente veniva chiamato, si è visto assegnare : " Commendeur de l'ordre des arts et lettres", onorificenza conferita nell'88 dal ministero francese della cultura, e Grande Ufficiale al Merito della Repubblica italiana, titolo attribuitogli nel 92.

Aveva lasciato la carica nel 99, confessando anche di non divertirsi più come un tempo. Ma in realtà non aveva mai abbandonato il Festival. Anche quest'anno era sempre tra i più presenti in Piazza Grande, vicino alla sua creatura, quasi a vegliare da lontano, nella sua carica di presidente onorario, sul patrimonio importante che ha lasciato nelle mani dei suoi successori.

Giuseppe Limoncello

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