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Berretti blu ONU a scuola di sopravvivenza

Gli aspiranti osservatori militari dell'Onu si allenano ad affrontare ogni genere di pericolo

(swissinfo.ch)

Per addestrare i soldati destinati a diventare osservatori Onu, il pacifico centro montano di Stans è stato trasformato per alcune settimane in uno scenario di guerra.

Gli studenti imparano tecniche di mediazione di pace e come sopravvivere nei luoghi più ostili del pianeta.

In cima ad una collina che sovrasta una fabbrica di aerei e una pista d’atterraggio i partecipanti al corso osservano i movimenti di truppe, lo spostamento di materiale bellico e le sortite di aerei da combattimento lungo un’immaginaria linea di cessate il fuoco.

Il loro compito è osservare e fare rapporto al comando. I diciassette studenti non sanno però che sopra le loro teste un aereo telecomandato li sta a sua volta osservando e filma ogni loro movimento.

Il maggiore Christophe de Courten – che ha servito come osservatore militare per le Nazioni Unite nella ex Yugoslavia - è uno degli istruttori.

“In questa messa in scena ogni trenta minuti capita qualcosa”, spiega a swissinfo. “Sulle alture del Golan questo tipo d’eventi si succede invece in un periodo di sei mesi”.

Questo è uno degli esercizi destinati a saggiare la bravura e le capacità di reazione dei partecipanti al corso, che vengono anche trascinati nel fango durante un rapimento, e devono affrontare un interrogatorio sotto la minaccia delle armi ad un posto di blocco.

Il compito dei berretti blu – questo il nome con cui sono più conosciuti gli osservatori miliari dell’Onu – è di controllare il mantenimento degli accordi di cessate il fuoco, mediare tra fazioni avversarie e prevenire l’allargamento dei conflitti.

Anche se sono disarmati sono spesso vittime di aggressioni.

Lezioni sul campo e in classe

Nel frattempo nelle baracche un altro gruppo di studenti impara metodi di rianimazione su manichini di plastica.

Gli osservatori militari devono spesso lavorare in aree remote, dove le infrastrutture sono state distrutte e devono perciò avere anche alcuni rudimenti di pronto soccorso.

Le altre materie del corso intensivo di tre settimane sono l’inglese e il diritto umanitario. Gli osservatori militari devono infatti saper fare rapporto al Segretario Generale dell’Onu a New York, e le decisioni del Consiglio di sicurezza si basano anche sulle loro osservazioni.

I pregi degli svizzeri

Un posto di osservatore militare Onu può rappresentare una possibilità di avanzamento di carriera per i soldati professionisti. A Stans ce ne sono quindici e passano il corso automaticamente.

Diverso il discorso per i diciassette volontari svizzeri che sono soldati a tempo parziale e se non ottengono dei buoni voti non passano il corso. I soldati non di carriera dispongono d’altro canto di utili conoscenze di cui non sempre dispongono i militari di professione.

“Gli svizzeri hanno dei pregi che non sempre hanno gli ufficiali di professione”, dice Roy Thomas, uno degli istruttori, che ha partecipato a diverse missioni Onu.

“Hanno buone conoscenze linguistiche e radiofoniche e guidano bene”. E secondo Thomas non sono ossessionati dal rango.

“Gli svizzeri non hanno paura di dire ciò che pensano e di farlo figurare nei rapporti, mentre molti ufficiali di carriera non si sentono liberi di dire tutto”.

Gioco pericoloso

I berretti blu sono esposti a pericoli enormi e devono passare un anno in condizioni inospitali. A maggio due di loro sono stati uccisi durante una missione nella Repubblica Democratica del Congo.

Ma qual è allora l’incentivo di far parte di una missione? “Noi svizzeri siamo neutrali e per noi è un buon modo per sostenere altri Paesi”. Questa l’opinione del maggiore Alam Alexis, consulente informatico.

Il maggiore Dominik Knill, ex osservatore militare in Georgia, aggiunge che l’addestramento da solo non basta però a formare un buon berretto blu.

“Non vogliamo dei Rambo. I berretti blu devono essere maturi e mostrare fiducia in se stessi – cose che vengono con gli anni. E devono saper comunicare e negoziare, aspetti per i quali l’addestramento non basta mai”.

swissinfo, Julie Hunt, Stans
(Traduzione: Raffaella Rossello)

In breve

Al momento sono venti gli ufficiali svizzeri impiegati come osservatori militari (berretti blu) in missioni Onu: in Georgia, nella Repubblica Democratica del Congo, in Etiopia ed in Eritrea.

Un nuovo gruppo di osservatori segue un addestramento per sostituirli.

Il corso di tre settimane comprende lezioni in pattugliamento, negoziazione, diritto umanitario e sopravvivenza.

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Attacchi contro i caschi blu:

Giugno 2003: due caschi blu rapiti nella Repubblica Democratica del Congo
Giugno 2003: quattro membri dello staff Onu rapiti in Georgia. Le Nazioni Unite rifiutano di pagare il riscatto, gli ostaggi vengono liberati una settimana dopo
Maggio 2003: assassinio di due osservatori della missione in Congo
Aprile 2002: caschi blu aggrediti con il calcio del fucile dagli Hezbollah nel Libano meridionale

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