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Crux Schwytzerdütsch

Freddolosi? In dialetto sarete degli "Gfrörli", in tedesco standard delle "kälteempfindliche Personen"

(swissinfo.ch)

Nella Svizzera tedesca il dialetto sta prendendo sempre più piede. Forum Helveticum tira il campanello d'allarme: il dialetto minaccia la coesione del paese.

Le minoranze lamentano la latitanza del tedesco standard, i responsabili dell'educazione sono preoccupati dalla perdita di competenze linguistiche. Drammatizzare o sdrammatizzare?

Forum Helveticum, un'associazione che si vuole luogo d'incontro e di dialogo su questioni d'attualità della vita pubblica in Svizzera, ha rilanciato la "questione della lingua". Questa volta, però, non chiedendosi se si debba insegnare prima l'inglese o un'altra lingua nazionale, ma analizzando il ruolo dei dialetti in Svizzera, in particolare nella Svizzera tedesca.

Diciamo subito che lo Schwytzerdütsch non esiste: esistono una moltitudine di dialetti più o meno imparentati tra loro, non standardizzati, che ognuno si sente libero di utilizzare e scrivere come vuole.

Il problema, secondo alcuni, è che nel corso degli ultimi 40 anni, l'uso del dialetto si è espanso al punto di sfrattare il tedesco standard dagli ambiti d'uso che gli competevano: l'informazione televisiva – da qualche tempo le previsioni meteorologiche dell'emittente pubblica sono in Schwytzerdütsch – le situazioni formali e la comunicazione scritta via sms, e-mail o blog.

La pubblicazione mette in luce le controindicazioni del dialetto, strumento che rafforza l'identità, ma che mette sempre meno giovani nelle condizioni di esprimersi con sufficiente maestria nella lingua di Goethe e che rischia d'isolare – a livello nazionale ed europeo – gli svizzeri-tedeschi.

Difficile capirsi

Per chi non è immerso nella realtà della Svizzera tedesca, imparare lo Schwytzerdütsch non è cosa semplice: per la sua varietà, perché non apre le porte ad un patrimonio culturale scritto importante, perché i manuali scolastici insegnano il tedesco e non lo svizzero-tedesco.

Da qui, forse, il senso di frustrazione delle minoranze – in particolare degli svizzeri francesi e italiani – che si sentono tagliati fuori, quando si trovano per questioni di lavoro o d'altro tra svizzeri tedeschi che parlano dialetto.

«Non bisogna esagerare», afferma, però, il linguista Beat Siebenhaar, che ha dedicato buona parte delle sue ricerche ai dialetti della Svizzera tedesca. «Chi arriva da noi deve confrontarsi con la lingua del posto e la lingua parlata è lo Schwytzerdütsch. Ma la gente conosce e parla anche il tedesco standard, magari non con la stessa facilità, ma lo fa».

Si tratterebbe insomma di chiedere, di comunicare e non di aspettare che sia sempre «l'altro» a fare il primo passo.

Vicini

Il disagio delle minoranze e la stanchezza degli svizzeri-tedeschi di fronte ai rimproveri spiegano in parte perché la pubblicazione del Forum Helveticum abbia trovato ampio riscontro nei giornali della Svizzera francese e italiana, ma sia stata quasi ignorata dai giornali della Svizzera tedesca.

«Credo che nella Svizzera francese si soffra di più per questa comunicazione difficile», dice a swissinfo la linguista Anne-Claude Berthoud, presidente dell'Accademia svizzera di scienze morali e sociali. Il problema è più politico che linguistico, e certo «non si tratta di svalutare il dialetto, ma di contribuire a dargli il suo giusto spazio che non è "tutto" lo spazio. Bisogna inserire lo Schwytzerdütsch in un sistema più vasto».

Il sistema più vasto è il sistema Europa, dove grazie a buone competenze in una lingua standard, gli svizzeri-tedeschi potrebbero sentirsi più a casa e vedere facilitati i loro contatti con i vicini. «L'uso del dialetto ha degli aspetti paradossali», dice Anne-Claude Berthoud. «Da un lato è uno strumento che rafforza l'identità, dall'altro, quando è accompagnato da un atteggiamento negativo nei confronti del tedesco o delle altre lingue nazionali, impedisce di dialogare con i vicini».

Per Beat Siebenhaar, «il problema non è tanto nella comunicazione tra persone che non parlano la stessa lingua – del resto se si vuole fare un discorso di avvicinamento tra culture bisognerebbe riconoscere al dialetto l'importanza che ha per la Svizzera tedesca e la sua identità – ma piuttosto nella perdita di competenze nella lingua standard».

Fare i conti con la realtà

Lo Schwytzerdütsch è parlato da un numero insufficiente di persone per poter sperare di diventare un giorno una lingua a tutti gli effetti. Tuttavia, commenta Anne-Claude Berthoud «c'è voglia di autosufficienza. Non si sente il bisogno dello standard e questo limita i nostri connazionali, perché l'accesso alla cultura passa per lo scritto, che permette di staccarsi dalla limitata sfera dell'io».

Il problema legato a competenze linguistiche insufficienti è stato messo in luce anche dallo studio internazionale PISA che ha indicato come i ragazzi della Svizzera tedesca abbiano difficoltà nel capire un testo scritto in tedesco.

«Credo sia importante intervenire», conclude Anne-Claude Berthoud. «Bisogna mettere i piccoli svizzeri tedeschi nella condizione d'imparare bene il tedesco standard, che fa parte della loro cultura. Uno stacco dal patrimonio culturale storico legato al tedesco significa oggi andare verso una cultura globale, una cultura di nessuno, significa levare sostanza alla lingua».

Insomma, gli svizzeri-tedeschi perderebbero un genitore e non potrebbero più dire, come faceva lo scrittore Dürrenmatt: lo svizzero-tedesco è la mia lingua madre, il tedesco la mia lingua padre.

swissinfo, Doris Lucini

Fatti e cifre

Il 63,7% della popolazione svizzera indica il tedesco come lingua principale (svizzero tedesco lingua parlata / tedesco standard lingua essenzialmente scritta).
20,4%: francese
6,5%: italiano
0,5%: romancio
9%: altre lingue (dati censimento 2000)
Lo Schwytzerdütsch conta centinaia di varianti a volte molto diverse tra loro.

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In breve

Forum Helveticum, associazione presieduta dall'ex consigliere federale Arnold Koller, ha pubblicato un fascicolo intitolato «Dialetto nella Svizzera (tedesca) – Tra identità locale e coesione nazionale».

Gli autori affrontano i problemi legati alla sempre maggior diffusione dei dialetti nella Svizzera tedesca: diminuzione delle competenze in tedesco standard, problemi in ambito professionale, isolamento internazionale, difficoltà di comunicazione con le minoranze linguistiche del paese.

La pubblicazione – in tedesco e francese – può essere richiesta gratuitamente a Forum Helveticum.

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