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Il fascino dell’agglomerato industriale

Il comune industriale di Turgi ricompensato per gli sforzi di tutela del patrimonio architettonico e della qualità abitativa Keystone Archive

Grande festa a Turgi: il comune argoviese ha ricevuto il premio Wakker, il più importante riconoscimento per la salvaguardia del patrimonio.

Tutto predestinava probabilmente Turgi a diventare una brutta appendice dei centri urbani vicini. Il comune argoviese è situato nel triangolo industriale tra Zurigo, Basilea e Olten e il suo stesso sviluppo è strettamente legato all’industrializzazione degli ultimi 150 anni.

Eppure il villaggio argoviese è riuscito farsi attribuire il premio Wakker 2002, per aver saputo conservare e addirittura valorizzare anche i suoi residui dell’era industriale, fabbriche e residenze. A questi si sono aggiunti nuovi edifici, realizzati nel rispetto dell’armonia architettonica, parchi ricreativi e una zona pedonale.

“Negli ultimi due decenni, la politica di pianificazione e di costruzione seguita dalle autorità di Turgi ha permesso di salvaguardare il patrimonio architettonico esistente e di promuovere una nuova qualità abitativa” rileva Philippe Maurer direttore di Heimatschutz Svizzera, la fondazione a cui fa capo il premio Wakker.

La consegna di questo riconoscimento ha fornito l’occasione per organizzare, sabato e domenica, una grande festa popolare a Turgi, dove risiedono 3000 persone, di cui ben il 37 % di nazionalità straniera. Il comune non è assolutamente uno dei più ricchi della regione: un fatto questo che avvalora maggiormente gli sforzi intrapresi per la tutela del patrimonio.

Criteri adeguati allo sviluppo sociale

Creato nel 1972, grazie al lascito del commerciante ginevrino Henri-Louis Wakker, l’omonimo premio di 20’000 franchi viene attribuito ogni anno ai comuni che si distinguono in ambito di salvaguardia della cultura architettonica, pianificazione dell’habitat umano, sviluppo di trasporti pubblici e protezione del paesaggio.

Criteri che tengono sempre più conto dei problemi umani, sociali e ecologici, a cui devono far fronte oggigiorno i centri urbani. “È vero che negli anni ’70 vi era un piuttosto la tendenza ad attribuire il premio Wakker in base a criteri di cosmetica: venivano scelti i comuni che promuovevano una certa bellezza architettonica” ammette Philipper Maurer.

“Oggi le scelte si basano invece soprattutto sulla qualità abitativa e sulla componente sociale”, aggiunge il direttore di Heimatschutz Svizzera. Per questo negli ultimi anni non sono stati privilegiati i comuni più carini della Svizzera, ma sono stati ricompensati diversi agglomerati periferici e addirittura alcune città, come Basilea, Berna e Ginevra.

L’attribuzione del premio Wakker non apporta generalmente impulsi turistici, ad eccezione forse di alcuni comuni alpini. Secondo Maurer rappresenta invece un importante riconoscimento per gli sforzi intrapresi dalle autorità e dalla popolazione. Assume inoltre una funzione di modello per i comuni che vogliono seguire la stessa direzione,

I talleri di cioccolato

Oltre al premio Wakker, Heimatschutz Svizzera promuove la salvaguardia del patrimonio architettonico finanziando progetti di sviluppo urbano e ambientale, come pure opere di restauro e di costruzione di nuovi edifici. La fondazione si impegna inoltre per la sensibilizzazione della popolazione, attraverso opuscoli, libri, materiale scolastico e visite guidate.

Ancora oggi, oltre ai contributi di membri e simpatizzanti, Heimatschutz finanzia buona parte delle sue attività grazie alle vendite dei tradizionali “talleri di cioccolato”. Queste vendite, organizzate già da mezzo secolo, fruttano tra 6 e 8 milioni di franchi all’anno alle fondazioni Heimatschutz Svizzera e ProNatura.

Armando Mombelli

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