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Expo zapping

Lo spettacolo d'apertura dell'Expo scavalca l'unità di luogo e irrompe nei salotti

(Keystone)

Cronache dalla sesta arteplage. Lo spettacolo d’apertura di Expo.02 visto dalla poltrona di casa, in virtuale comunione con il popolo del telecomando.

Bienne, Morat, Neuchâtel, Yverdon, l’arteplage mobile del Giura e poi... il salotto di casa. La sesta, la più popolare, delle arteplage di Expo.02 è lì, fra moquette e lampadario, fra divano e credenza. Lì, dove risplende la luce azzurrina del televisore.

Niente corse per accaparrarsi i biglietti, niente code davanti alle entrate delle arteplages, niente umide e insidiose brezze che salgono dal lago. Lo spettacolo di apertura di Expo.02 entra in casa via cavo o via etere. E allora perché non approfittarne, infilare ai piedi le pantofole più comode e adagiarsi comodamente sulla poltrona.

Oltretutto, il regista François Rochaix ha avuto la bell’idea di concepire uno spettacolo che è una vera sfida per i virtuosi del telecomando. Seguire contemporaneamente su quattro canali le azioni sceniche delle quattro arteplages è un’impresa che sta tranquillamente alla pari di uno zapping fra Terminator III e Torna a casa Lassie.

E allora via, entriamo in questa avventura da salotto, in forma di diario.

Ore 20 e 34

Il televisore made in Japan è in posizione di attesa, la lucina rossa accesa e il telecomando a portata di mano. Il programma TV annuncia l’inizio dello spettacolo per le 20.45. Dieci minuti buoni. C’è ancora il tempo per mangiare un boccone.

Ore 20 e 45

TV accesa. Pulsante 1 del telecomando: TSI, televisione della Svizzera italiana, effetto neve. Accidenti, bisogna riprogrammare il canale. Pulsante 2: SF DRS, televisione della Svizzera tedesca, pubblicità di una marca di caffè, di un operatore telecom, di una qualità di formaggio. Pulsante 3: TSR, televisione della Svizzera romanda. Il telefilm non è ancora finito. Pulsante 5: ops, Rai Uno...

Ore 20 e 50

Finalmente una ripresa aerea mostra l’arteplage di Bienne. L’attrice Tonia Maria Zindel saluta il pubblico televisivo, in romancio, da Bienne. Poi Mariano Tschuor, in tedesco (anzi svizzero-tedesco) da Morat, Valeria Bruni (no, non l’attrice, quella si chiama Valeria Bruni-Tedeschi) in italiano da Yverdon e Massimo Lorenzi in francese da Neuchâtel. La TV crea lo spazio virtuale Expo.02.

Ore 21 e 10

Fin qui tutto bene. C’era Pegaso, il cavallo alato, i cori che cantavano contemporaneamente sulle quattro arteplages. «Uno spettacolo reso possibile solo dalla televisione», non si stancano di ricordare i commentatori. A dire il vero, siamo abituati al fatto che le cose viste in TV accadano altrove, e quindi la simultaneità non fa impressione. Più che altro ci si immagina che il pubblico sulle arteplages veda, oltre agli attori e alle comparse, un sacco di cameraman.

Ore 21 e 30

Fine del primo atto. Il mito della torre di Babele come metafora della Svizzera. Finora i canali a disposizione per lo zapping erano solo tre, con le stesse immagini, ma con tre commentatori diversi. Il salto triplo con telecomando permette di realizzare interattivamente la confusione babelica delle lingue. Un pulsante sbagliato spedisce temporaneamente il giornalista su CNN. Al ritorno su SF DRS Mariano Tschuor sta tenendo un comizio in difesa del romancio. In romancio.

Ma ora viene il bello. Il secondo atto dello spettacolo è diverso su ogni arteplage e su ogni canale. Agli altri tre si aggiunge TSR 2. Valeria Bruni invita i telespettatori a «zappare» tra un canale e l’altro. Lo zapping come nuova identità nazionale?

Ore 22 circa

Dunque, di certo c’è il mito di Prometeo. Poi c’è Lilith, la prima moglie di Adamo. E Io. E Chirone. E altro ancora. Ma su quale arteplage? E soprattutto, su quale canale? Sirene, musiche, canzoni si confondono. L’arte dello zapping va perfezionata, Expo.02 ha posto l’asticella molto in alto.

Non resta che lasciarsi andare alle impressioni, scivolare da un canale all’altro rimescolando i miti più di quanto abbia già fatto Rochaix. Fra tutto e tutti emergono le due cantanti, Lilith-Erika Stucky a Morat e Sina a Bienne. I loro vocalizzi riescono a offrire un approdo, di tanto in tanto, al tele-navigante.

Ore 22 e 20

Di nuovo a canali unificati. Il telecomando può essere riposto nella fondina. Erika Stucky e Sina duettano a distanza. Poi ogni arteplage si dedica al «genius loci», agli spettacoli voluti dalle località dell’Expo. Lo zapping è ora affidato alla regia, ed è il caos.

Una simpatica comitiva di fucilieri di Yverdon si appresta a partecipare al «tiro al pappagallo» che come spiega cortese Valeria Bruni, è una vecchia tradizione del luogo. Cinque minuti dopo i fucilieri riappaiono sui teleschermi brindanti. Del pappagallo non c’è più nessuna traccia.

Nel frattempo si sono viste le bande carnascialesche di Morat e la saga del mostro di Neuchâtel – una sorta di leggenda di san Giorgio. E poi arriva un successo sicuro della prossima estate, la canzone di Youssou n’Dour dedicata al canton Giura…

A questo punto il giornalista-telespettatore getta la spugna e si abbandona nella poltrona fino alle 23. Nessuno zapping può competere con Expo.02.

Andrea Tognina

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