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I vincitori della 57esima edizione del Festival: il regista italiano Saverio Costanzo (a sinistra) e l'attore palestinese Mohammad Bakri

(Keystone)

Il Pardo d'oro del Festival internazionale del film di Locarno è stato assegnato sabato al lungometraggio "Private", realizzato da Saverio Costanzo.

Oltre ad essere stata una vetrina del cinema impegnato, la manifestazione è stata contrassegnata anche da polemiche e dalla pioggia.

Il Festival 2004 ha premiato questa volta il cinema italiano, che negli scorsi anni era solito tornare a casa a mani vuote.

Il Pardo d’oro è stato vinto da “Private”, opera prima del 29enne Saverio Costanzo, che tratta tuttavia il tema mediorientale e i cui dialoghi sono in arabo, ebraico e inglese.

Il protagonista di “Private”, Mohammad Bakri, ha ricevuto il Pardo per la miglior interpretazione maschile.

E, pochi giorni fa, il Festival aveva già consegnato il Pardo d’onore al 73enne regista italiano Ermanno Olmi.

Per quanto riguarda gli altri premi distribuiti sabato, da segnalare ancora il Leopardo d'argento conquistato dalla realizzatrice germano-turca Ayse Polat per “En garde”.

Il premio speciale della giuria internazionale è stato attribuito invece al lungometraggio “Tony Takitani”- una sofisticata parabola sulla solitudine dell'uomo - del giapponese Jun Ichikawa.

La pioggia

Il pubblico ricorderà il 57esimo Festival internazionale del film di Locarno come un Festival della pioggia: solo negli ultimi giorni dell’edizione 2004 agli appassionati del cinema è stato concesso un po’ di cielo sereno.

Ma è stata anche l’occasione di sperimentare la nuova prassi di proiettare i film in Piazza Grande con qualsiasi tempo. Il pubblico ha risposto bene perché durante le serate con la pioggia centinaia di cinefili hanno ugualmente assistito alle proiezioni in Piazza Grande.

“Credevo di essere uno dei rari veri appassionati del cinema, ma vedendo tutta quella gente seduta sotto la pioggia ho dovuto ricredermi”, ha dichiarato il regista iraniano Hassan Yektapanah, vincitore del Pardo d’argento per opera prima o seconda con “Story Undone”.

Secondo gli organizzatori è stato soprattutto il cattivo tempo a far calare del 2-3% il numero dei visitatori quest’anno – e di conseguenza anche gli incassi – rispetto ai 190mila registrati nel 2003.

I diritti umani

Ma forse la vera caratteristica di questo Festival è stata l’attenzione dedicata al tema dei diritti umani e alla difficile ma necessaria ricerca di pace e di tolleranza in società plurali contrassegnate da guerre e odio.

Diverse pellicole erano così inserite nell’apposito “Programma diritti umani” e molte di esse trattavano la questione mediorientale.

È stato, per l’appunto, il caso del film vincitore che racconta la vita di una famiglia palestinese e la convivenza con militari israeliani, mentre la Giuria popolare ha voluto premiare un film israeliano, “The Syrian Bride” di Eran Riklis.

Il Festival ha inoltre dedicato uno spazio particolare al cinema sudafricano, a 10 anni dall’arrivo della democrazia nel Sudafrica. E il premio della Giuria per diritti umani è andato proprio a un film sudafricano: “Forgiveness” di Ian Gabriel.

Le polemiche

“Non c’è Festival senza polemiche”, sostengono i critici cinematografici. Ciò vale anche per il Festival del film di Locarno, edizione 2004.

Non è passata inosservata la presa di posizione di Moritz De Hadeln – lo svizzero che per due decenni ha diretto numerosi festival di prestigio da Nyon a Locarno, da Berlino a Venezia – secondo cui il Festival di Locarno “sembra ‘colonizzato’ dall’Italia”.

“Sinceramente non ritrovo più (o ritrovo molto meno) la componente confederale”, ha affermato De Hadeln in un’intervista rilasciata al Corriere del Ticino. “Ma il peggio è che nell’attuale squadra dirigente pochi capiscono che la Svizzera è per il sui 75% di lingua e cultura tedesca”, ha aggiunto.

E la “squadra dirigente” – ossia la direttrice artistica Irene Bignardi e il presidente Marco Solari – non hanno mancato di rispedire le accuse al mittente.

“Con il mio arrivo a questo Festival la proporzione dell’italianità non è per niente aumentata, anzi”, risponde la Bignardi.

Marco Solari parla invece di “mancanza di stile” da parte di De Hadeln. “Bisognerebbe avere sempre la signorilità di non parlare male del proprio successore”, ha dichiarato il presidente.

La politica

Anche a livello politico le polemiche non sono mancate. “Il cinema è espressione creativa, non può essere strumento di un governo o di politici per ‘promuovere le buone cause’”, ha dichiarato il consigliere federale e ministro della cultura Pascal Couchepin in un’intervista al Giornale del Popolo.

La frecciatina di Couchepin era verosimilmente diretta alla sua collega di governo e ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey.

La signora Calmy-Rey era pure presente al Festival poiché il Dipartimento federale degli affari esteri sostiene i film che trattano il tema dei diritti umani.

“Bisognerebbe dire a Pascal Couchepin che noi non interveniamo nella creazione artistica” – ha dichiarato la Calmy-Rey alla conferenza stampa. “Noi prendiamo quello che c’è e semmai lo sosteniamo, perché l’arte ha l’enorme capacità di comunicare dove le azioni politiche non arrivano”.

Ma la politica non si è fermata qui. Quasi come un corollario alle dichiarazioni di Couchepin, pochi giorni dopo è uscita la notizia che il ministro della cultura ha ordinato un’inchiesta amministrativa all’interno del suo Dipartimento al fine di esaminare i criteri per l’assegnazione dei contributi ai film svizzeri applicati dalla Sezione cinema dell’Ufficio federale della cultura.

“Quel piccolo mondo che distribuisce fondi in questo settore sembra considerare che è lui che decide, si sente investito da una missione quasi divina”, ha detto Couchepin.

swissinfo, Nenad Stojanovic, Locarno

In breve

Il lungometraggio "Private" del regista italiano Saverio Costanzo ha vinto il Pardo d'oro della 57esima edizione del Festival di Locarno.

Il Leopardo d'argento è stato attribuito al film "En garde" della realizzatrice turco-tedesca Ayse Polat.

L'attore palestinese Mohammad Bakri ha ottenuto il Leopardo per la miglior interpretazione maschile.

Il premio per la migliore attrice è andato a Maria Kwiatowsky e Pianr Erincin, le due protagoniste di "En garde".

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