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Giornalismo online: premio per swissinfo

Vincent Landon, il collega di swissinfo, miglior giornalista dell'anno

(swissinfo.ch)

Vincent Landon, collega della redazione inglese, è stato nominato giornalista dell’anno al Concorso europeo di giornalismo online di Barcellona.

Il collaboratore di swissinfo ha pure ottenuto il primo premio nella categoria scientifica per la sua serie di articoli sulla malaria.

Vincent Landon si è imposto su un’agguerrita concorrenza. La BBC News Online è stata premiata per il miglior “feature”, la Deutsche Welle per il miglior articolo di attualità e il sito online del Financial Times per la miglior inchiesta giornalistica.

La giuria ha definito l’articolo del collega inglese “un significativo approfondimento di una realtà negletta, cioè quella dell’impatto devastante della malaria sulla salute dei bambini nei Paesi in via di sviluppo”.

Anche i colleghi Amy Clark (design grafico), Kai Reusser (design grafico), Ayar Ibrahim (webmaster) e Christoph Balsiger (immagini) sono stati lodati per la loro partecipazione alla serie sulla malaria.

“E’ fantastico ottenere un simile riconoscimento” ha dichiarato Landon, “ma in fondo il premio spetta ai ricercatori dell’Istituto svizzero di malattie tropicali di Basilea e al Centro di sviluppo e ricerca sanitaria Ifakara in Tanzania”.

Qualità

swissinfo, che fa parte della Società svizzera di Radiotelevisione, si è congratulata con Vincent Landon. Il caporedattore Christoph Heri ha definito la serie sulla malaria un contributo Internet di alto valore giornalistico.

“Internet è uno strumento ideale per trattare soggetti complicati come, appunto, quello della lotta contro malaria. Per il lettore è molto più facile capire il contenuto di un articolo grazie all’impiego contemporaneo di un testo, di immagini, di un audio e di un video. Abbiamo investito molto in questa serie”, dice Heri, “e siamo felici del risultato”.

Una malattia che uccide

I 13 articoli analizzano l’impatto della malattia e i trattamenti attualmente disponibili. Per illustrare meglio la problematica Landon ha preso come esempio due nazioni.

La Tanzania è uno dei Paesi più colpiti dalla malaria. La Svizzera, dal canto suo, ospita l’Organizzazione mondiale della sanità, la Fondazione "Medicines for Malaria Venture" e numerose società farmaceutiche di fama mondiale.

Il giornalista si è recato in marzo nel Paese africano per rendersi conto di persona dell’impatto della malattia sulla vita quotidiana delle persone colpite.

“Dato che la malaria colpisce solo i Paesi in via di sviluppo, non viene presa abbastanza in considerazione”, spiega Landon, “eppure questa malattia, che potrebbe essere curata ed evitata nell’ambito di un lavoro di prevenzione, in Africa uccide un bambino ogni 30 secondi”.

Mortalità infantile

In Tanzania la malaria uccide 80'000 persone ogni anno. Si tratta per lo più di bambini. Tre anni orsono uno studio svizzero effettuato al Centro di Ifakara aveva dimostrato che spruzzando semplicemente le zanzariere con insetticidi la mortalità infantile avrebbe potuto essere ridotta del 27%.

Sulla scia dei risultati dello studio svizzero, la Tanzania ha fatto un primo passo lanciando un programma nazionale che prevede l’installazione di zanzariere in tutto il Paese.

Lo scorso dicembre il progetto ha ottenuto 12 milioni di dollari dal Fondo globale di lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria.

“E’ una storia complicata con aspetti molto diversi “, dice Landon, “il giornalista non può parlare di zanzariere e di prevenzione senza occuparsi anche dei trattamenti disponibili e della questione della resistenza ai farmaci anti-malaria”.

Secondo Landon vi è anche un altro aspetto importante: “Non si possono descrivere i progressi scientifici nel campo della ricerca di un vaccino o parlare di DDT e di zanzariere senza esaminare attentamente tutto il ciclo vitale della zanzara che trasmette la malaria".

swissinfo

Fatti e cifre

Il concorso European Online Journalism Awards si tiene ogni 5 anni
Quest'anno le iscrizioni sono state 1'014, il 22% in più del 2002
Hanno partecipato giornalisti di 22 Paesi

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