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I designer dell'alfabeto

Bruno Maag / Dalton Maag: BMW, 2001 (foto Betty Fleck, Museum für Gestaltung)

Al Museum für Gestaltung di Zurigo un’esposizione porta alla ribalta i creatori di Font, artisti del carattere di stampa e protagonisti di un business in ascesa.

Dietro ad un libro o un marchio c’è sempre uno stilista dell’alfabeto. E i designer svizzeri hanno successo in tutto il mondo.

In principio era Helvetica. Il più celebre font – o carattere – made in Switzerland fu inventato nel 1957 da Max Miedinger e insieme alle creature di Adrian Frutiger divenne bandiera nazionale nel cuore della grafica contemporanea. Negli ultimi dieci anni, la Confederazione ha prodotto più font che in tutto il secolo precedente. Con la complicità della rivoluzione digitale, una nuova generazione di designer si è affermata nel panorama internazionale.

L’importanza dei caratteri

Software non necessariamente complessi, permettono di creare nuovi caratteri stampa o di rivisitare quelli antichi. La produzione di font è preziosa in editoria e pubblicità, nelle produzioni artistiche e televisive. È indispensabile per la grande impresa: è lo stile delle lettere usate a rendere un logo unico e riconoscibile.

“Il font è parte integrale della “corporate identity”, spiega Andres Janser, curatore della mostra. Pochi, ma significativi, gli esempi da vedere a Zurigo: una casa automobilistica e una ditta di elettrodomestici che vantano un carattere che porta il nome dell’azienda ed è protetto da copyright.

Il carattero di stampa è un messaggio e nel nome che porta c’è la sintesi della sua identità. “Superstudio” e “Paragon”. “Cobra” o il vezzoso “Matura”, inventato nel 1938. Gusto vintage per “Youpiyoup”, disegnato ai giorni nostri da Mathias Schweizer. Robotico per “Meccano” firmato Ludovic Balland e Jonas Vögeli, in arte The Remingtons.

Spiegano i pluripremiati Norm, sigla d’arte di Dimitri Bruni e Manuel Krebs: “Secondo i tipografi il carattere di stampa dovrebbe essere invisibile, servire solo a trasportare informazioni. A noi, invece, interessa l’anima del font: è come sentire una voce, devi saperla ascoltare”. A Zurigo, Norm espone “Simple”, “Normetica” e la postazione di “Sign-generator 1.0/ext”, un software per giocare al creatore di font.

Il tratto sobrio ed elegante

È analogico ma sempre interattivo, il “sintetizzatore tipografico” Meek 4.0. Ispirato al più celebre sintetizzatore musicale inventato da Robert Moog, questo “creatore modulato ed esoterico di caratteri” permette di trasformare le lettere a colpi di manopola, fino ai limiti della leggibilità. Spalla a spalla in esposizione, un altro mondo dove il carattere fa carattere: i libri d’arte e filosofia, edizioni pregiate per un pubblico d’élite che ama il tratto sobrio ed elegante.

I contrasti di stile animano la mostra di Zurigo, che lascia spazio anche alla sperimentazione. I giovani artisti contemporanei sono rappresentati in maniera esemplare da Elektrosmog e Ping Pong, due gruppi complici nel gioco di innovazione grafica. Per “Fresh Fonts” hanno messo in scena “In ordine alfabetico”, una serie di foto di moda ispirate al font “Helvetica grassetto”: le lettere diventano vestiti, ironici e geniali nelle immagini realizzate da Isabel Truniger.

Dal 1998, si trova solo in Internet l’avventura di Lineto, la banca dati fondata a Zurigo da Cornel Windlin e Stephan Müller. Il loro sito permette un gustoso viaggio alla scoperta dell’universo dei designer di nuovi caratteri. Alla portata anche dei profani, invitati a sperimentare con “Lego Font Creator”, software ispirato all’omonimo gioco.

Omaggio alla memoria

In una teca sono ospitati i “Dead Type”, i caratteri morti: un’installazione con i resti di una macchina da scrivere Olivetti presa (si direbbe) a martellate. Con gli appositi guanti sterili, si possono toccare.

Chissà se Hans-Eduard Meier, uno dei più importanti inventori svizzeri di font, ha fatto fare la stessa fine alla sua vecchia macchina da scrivere. Di certo, nel 1982, si è convertito al computer e non ha più smesso di usarlo. Nel 1995 ha messo a punto il nuovo carattere delle banconote svizzere. Al Museum für Gestaltung questo brillante ottantenne presenta la sua più recente e ambiziosa creazione: “ABC”. Un font per rimpiazzare quello che si insegna nelle scuole primarie elvetiche, che risale al 1946.

swissinfo, Serena Tinari, Zurigo

In breve

“Fresh Fonts” è al Museum für Gestaltung di Zurigo fino al 4 luglio 2004.

In mostra ci sono caratteri tipografici, un settore nel quale la Svizzera può vantare numerosi creatori originali e di successo.

Gli orari di apertura del museo sono: dal martedi al giovedi 10-20, dal venerdi alla domenica 11-18. Visite guidate ogni martedi alle 18.30. Nell’edificio ci sono anche una caffetteria ed un piccolo shop di design per la vita quotidiana.

Sempre sul tema e ancora a Zurigo: dal 19 maggio al 5 settembre presso la Haus Konstruktiv sono in mostra i lavori del celebre creatore di Fonts svizzero Adrian Frutiger.

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