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Il Centro del cinema svizzero propone a Cannes il meglio della produzione cinematografica recente

La produzione elvetica in mostra dal 15 al 26 maggio al più importante festival del mondo con tre co-produzioni, un cortometraggio e due stand.

Partecipazione svizzera alla 55.ma edizione del Festival Internazionale del film di Cannes. Per undici giorni sulla mitica Croisette si concentra l'interesse del cinema mondiale. Quattro opere e due stand espositivi, allestiti nell'ambito del Mercato internazionale del Film e del Villaggio Internazionale, rappresentano la cinematografia elvetica ed il Festival di Locarno.

La prima volta di Locarno

In una Francia ancora scossa dalle vicissitudini delle presidenziali, la 55.ma edizione del Festival di Cannes si propone orgogliosamente aperta alle culture del mondo intero. Lo prova, tra gli altri, il messaggio che arriva dalla presenza contemporanea delle opere di Amos Gitaie e di Elia Suleiman, che raccontano l'Israele e la Palestina attuali, all'insegna dell'incontro tra culture differenti.

Per il primo anno il Festival internazionale del film di Locarno ha un proprio stand espositivo all'interno del Villaggio internazionale denominato Pavillon suisse. "Si tratta di un posto ideale per promuovere il cinema svizzero -dichiara a swissinfo Doris Longoni, responsabile della comunicazione del Festival di Locarno- anche se il nostro scopo fondamentale è di selezionare le pellicole che saranno presenti a Locarno".

Aspettando lo stand unico

Un'esperienza pilota, quella del Pavillon suisse, realizzata in collaborazione e con il sostegno di Pro Helvetia, a dimostrazione che il cinema svizzero va al di là del puro e semplice prodotto di intrattenimento e di consumo per veicolare la cultura, l'immagine e "l'identità della Svizzera", come ci ha detto il direttore di Swissfilms Micha Schiwow, che a Cannes è presente con un proprio stand nell'ambito del Mercato internazionale del film.

Due stand per la cinematografia svizzera in attesa che dall'anno prossimo si uniscano le forze in un obiettivo comune, come ci ha detto in anteprima la responsabile della comunicazione del Festival di Locarno e confermato Micha Schiwow: "Non abbiamo potuto allestire uno stand unico perché l'idea del Pavillon suisse è venuta un po' tardi e non abbiamo più potuto ingrandire il nostro stand per ospitare il Festival di Locarno. Non siamo in concorrenza, ma anzi abbiamo parecchie manifestazioni in comune. Il test di quest'anno ci servirà in ogni caso per capire qual è il sistema migliore per promuovere la cinematografia svizzera".

Vetrina del cinema elvetico

Proprio il Centro del cinema svizzero propone a Cannes il meglio della produzione cinematografica recente. Una decina i film e le co-produzioni alla ricerca di distributori. Cinque le case e le società di produzione (tre delle quali ticinesi: Amka Film, Fondazione MonteCinema Verità e Ventura Film) riunite nello stand ombrello di Swissfilms assieme ai festival Cinema tout écran di Ginevra ed a quello internazionale del film di Friborgo.

La Svizzera è quindi presente a Cannes attraverso delle co-produzioni. "Presentiamo tre film, uno dei quali L'adversaire della regista francese Nicole Garcia in concorso, ciò che prova l'affidabilità delle società di produzione svizzere", precisa a swissinfo il direttore di Swissfilms Micha Schiwow.

Le ripercussioni economiche

Il settore del cinema conta in Svizzera circa 1.300 società ed occupa oltre 4.700 addetti a tempo pieno. Secondo i dati di uno studio realizzato dall'Associazione "Zürich für den Film" e da "Fonction Cinéma", la cifra d'affari realizzata nel 1998 dal cinema elvetico supera il miliardo e 300 milioni di franchi. Il settore ha poi un indotto che dà lavoro ad altre 2.400 persone, e determina effetti indiretti sull'economia per circa 280 milioni di franchi.

La Confederazione, i Cantoni ed i comuni sovvenzionano annualmente il cinema svizzero con circa 50 milioni di franchi, un apporto che è d'importanza vitale, come conferma il direttore di Swissfilms Micha Schiwow: "Ci preoccupa molto di migliorare l'immagine del cinema svizzero in Svizzera perché pensiamo che a Berna in parlamento non ci credano molto, come dimostrano i tentativi di ridurre le sovvenzioni".

Un'opinione condivisa da Doris Longoni, responsabile della comunicazione del Festival di Locarno: "La cinematografia elvetica ha bisogno di soldi e di fiducia per operare, crescere, essere conosciuta ed apprezzata come effettivamente si merita".

Sergio Regazzoni, Cannes


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