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Il movimento dadaista da Zurigo a Roma

Rassegna dadaista al nuovo Auditorium di Roma, con una trentina di opere provenienti in buona parte dal Museo d’arte di Zurigo.

La mostra è ospitata negli spazi del Parco della musica, l’avveniristico centro concerti della capitale italiana, inaugurato lo scorso anno e realizzato dall’ architetto Renzo Piano.

Zurigo, 5 febbraio 1916. Al n.1 della Spiegelgasse, nel malfamato quartiere del Niederdorf, il regista Hugo Ball e la sua compagna Emmy Hennings inaugurano il Cabaret Voltaire. Un ritrovo per artisti trasgressivi che la notte si scatenano in follie di ogni tipo. Il rumore è tale, da costringere un vicino che diventerà poco più tardi molto famoso, Vladimir Ilich Uianov, meglio conosciuto come Lenin, a intervenire per far cessare l’insopportabile chiasso.

Insomma i Dadaisti nascono come grandi casinisti, anticonformisti, dissacratori.

“Dada non vuol dire nulla, è un prodotto della bocca” dirà Tristan Tzara uno dei fondatori del movimento.

L’originalità del movimento

L’incerta origine del nome nonché la difficoltà nel definirlo, marcano l’originalità del Dadaismo rispetto ai movimenti di avanguardia che lo hanno preceduto.

L’unica cosa sicura è che Ball e Co. bollano espressionismo, cubismo, futurismo, come malattie accademiche. Sputano su tutte le maiuscole, Letteratura, Arte, Patria, Famiglia e Religione, condannano la guerra come ultima crisi traumatica della borghesia.

La mostra di Roma


Un caleidoscopio di questo “anti- movimento” è in mostra in questo periodo a Roma presso l’Auditorium Arte. Uno spazio espositivo ricavato nell’ avveniristico Parco della Musica, inaugurato lo scorso anno e firmato dal prestigioso architetto Renzo Piano.

Una trentina di opere, dai “capostipiti” Hugo Ball, Tristana Tzara, Marcel Duchamp, ad artisti che hanno raggiunto il Dadaismo in seguito, come gli italiani De Chirico, Severini, Farfa, De Pisis.

La mostra, ripropone in sostanza, lo schema già presentato, in concomitanza con l’ultima Biennale, dal Centro culturale svizzero di Venezia. I curatori sono Stefano Cecchetto e Elena Cardenas Malagodi.

swissinfo, Paolo Bertossa, Roma

In breve

Il Cabaret Voltaire di Zurigo, culla del movimento Dada, fu fondato nel 1916 dal regista Hugo Ball e dalla sua compagna Emmy Hennings.

Dada è considerato uno dei movimenti d’avanguardia più rivoluzionari e innovatori del Novecento.

Stefano Cecchetto e Elena Cardenas Malagodi sono i curatori della mostra che propone una trentina di opere.

La mostra è aperta fino al 14 dicembre

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