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La radio nelle valli

Tra le voci presenti nei CD, quella dello scultore Alberto Giacometti. http://www.electroasylum.com/giacometti/index.html

La Svizzera italiana tra cronaca e storia: è questo il titolo di due CD che propongono una panoramica delle trasmissioni della Radio svizzera di lingua italiana sul Grigioni Italiano. Lo scorso anno un'analoga raccolta era stata dedicata al Ticino.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 ottobre 2000 - 12:24

L'iniziativa di proporre al pubblico un'antologia di testimonianze radiofoniche sulla Svizzera italiana tra il dopoguerra e gli anni Settanta del XX secolo è partita dalla Commissione regionale di Radiotelescuola. L'intento, come si legge nella prefazione all'opuscolo di accompagnamento dell'edizione ticinese, era in primo luogo quello di offrire alle scuole uno strumento didattico originale, che permettesse di affrontare temi della storia regionale sotto una prospettiva nuova, quella del documento sonoro. Accanto a ciò, l'operazione ha permesso di porre l'attenzione su un patrimonio documentario, quello degli archivi della RSI, ancora tutto da scoprire e valorizzare.

L'edizione sul Ticino - sei CD dedicati rispettivamente ai temi "città", "cultura", "donna", "economia", "montagna", "scuola" - è stata curata dagli storici Silvano Gilardoni e Manuela Pintus. I brani presentati, che coprono il periodo 1952-1974, provengono dal programma "Orizzonti ticinesi", un contenitore radiofonico di cronaca locale che nel corso degli anni ha raccontato, usando i vari registri del mestiere giornalistico, la realtà ticinese. Dai CD escono le voci di protagonisti della vita politica, culturale ed economica del Ticino, quali il consigliere di stato Guglielmo Canevascini, gli scrittori Plinio Martini e Giorgio Orelli, lo studioso dell'arte Piero Bianconi, il consigliere federale Nello Celio e tanti altri, ma anche i racconti di gente comune, di artigiani che ricordano il loro mestiere in via di estinzione, di donne contadine della Val Mara, degli studenti liceali alla vigilia del 1968...

I due CD dedicati al Grigioni Italiano, presentati sabato 7 ottobre a Poschiavo e curati dallo storico poschiavino Sacha Zala, si basano invece sulla trasmissione "Voci del Grigioni Italiano", un contenitore dedicato alla minoranza di lingua italiana nei Grigioni, uno dei programmi più longevi della RSI, le cui origini risalgono al 1934. La selezione di brani va dal 1947 al 1979 e si articola in quattro sezioni: "la vita", "le vie", "l'arte", "l'italianità". Per le valli di lingua italiana dei Grigioni (Poschiavo, Bregaglia, Mesolcina e Calanca), le "Voci del Grigioni Italiano" hanno costituito, come nota il curatore nell'opuscolo introduttivo, un elemento importante di coesione e di identità.

Accanto alla Pro Grigioni Italiano (PGI), l'associazione culturale fondata nel 1918, la radio ha fatto da ponte tra località distanti unite solo dalla lingua comune. Non stupisce perciò che le trasmissioni raccolte nei CD documentino non solo le vicende delle valli, ma anche la volontà di una minoranza di darsi un'identità, di costruire, come scrive Zala citando l'antropologo Benedict Anderson, una "comunità immaginaria". Fra le voci presenti nella raccolta, c'è quindi naturalmente anche quella di Arnoldo Marcelliano Zendralli, fondatore della PGI, accanto a quella di altri esponenti dell'associazione.

Qualche sorpresa riserva la sezione "arte", che riporta tre brani di interviste allo scultore bregagliotto Alberto Giacometti e un intervento del pittore zurighese trapiantato in Val Bregaglia Varlin.

In generale, la selezione dei brani rispecchia la situazione degli archivi per quel che riguarda le "Voci del Grigioni Italiano": sono stati conservati soprattutto i nastri che custodiscono la voce di personaggi emergenti del Grigioni Italiano, mentre sono andate perdute le testimonianze di vita quotidiana, le piccole storie che tanto potrebbero dare alla ricerca storica. Ciononostante i due CD costituiscono una fonte preziosa per la storia di una regione confrontata, come scrive Zala, con una "modernizzazione dimezzata... con un occhio puntato in avanti e uno rivolto al passato."

Andrea Tognina

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