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La riscoperta dei monumenti storici

Secoli di storia, milioni per la conservazione.

(www.zillis-st-martin.ch/www.kloster-einsiedeln.ch)

Parte della memoria o impiccio per l'adeguamento ai bisogni attuali: il dilemma delle costruzioni storiche.

Nella Giornata internazionale dei beni culturali si è voluto sensibilizzare la popolazione verso la conservazione e il lavoro degli specialisti.

Si è conclusa con successo la nona edizione delle Giornate europee del patrimonio: oltre 50'000 le persone che hanno partecipato alle azioni speciali della giornata.

Molgrado il lieve calo rispetto allo scorso anno, anche il pubblico svizzero sembra rispondere positivamente e il successo è quantificato: da 25'000 visitatori del 1996 si è passati a oltre 60'000 nell'edizione dell'anno scorso.

Esiste dunque un pubblico per le manifestazioni straordinarie, organizzate all'insegna dei beni culturali. Anno dopo anno infatti i temi cambiano e altri tesori, spesso nascosti, vengono aperti per alcuni giorni all'insegna della sensibilizzazione.

Nel 1994 era stata l'amministrazione pubblica a dare il buon esempio, aprendo le porte a municipi e palazzi del governo. Nel 1996 è stata la volta dei giardini storici e l'anno scorso sono stati i privati ad aprire le loro dimore secolari.

Quest'anno i riflettori si sono invece rivolti agli operatori: ai restauratori, ai tecnici di statica, dei materiali, ai falegnami e muratori che dedicano il loro lavoro alla difesa dell'eredità storica.

Sensibilità differenziata

L'azione ha cercato di colmare il deficit di sensibilità popolare verso il lavoro dei tecnici. Troppo spesso i proprietari di immobili si sentono limitati nella loro libertà dai responsabili delle belle arti cantonali.

La conservazione dei beni culturali non è infatti limitata alle grandi opere, come il convento di San Gallo o la Cattedrale di Coira, attualmente in restauro con costi preventivati a decine di milioni di franchi.

Chi vive in un edificio storico deve spesso rinunciare a confort ormai standardizzati, come il bagno sul piano. Il rispetto della sostanza non sempre permette di coniugare desideri legittimi e purezza stilistica. Non è un caso che gli operatori delle soprintendenze abbiano una fama di fondamentalisti.

Mancano chiaramente delle cifre, ma è risaputo che sono ancora in molti, per esempio durante gli scavi per le fondamenta di un edificio nuovo, a cancellare le tracce di un passato remoto scoperte per caso. Lo fanno per non bloccare i lavori. I danni o i vantaggi, causati da questi comportamenti, sono una percezione soggettiva.

Controffensiva dell'informazione

Non è dunque un caso che in questa edizione della Giornata europea del patrimonio abbia cercato di far conoscere meglio il lavoro degli esperti. Da una parte c'è la loro competenza specifica e l'esperienza, dall'altra rimane il tentativo di divulgare la necessità di conservare le testimonianze più o meno eccellenti del passato per le generazioni future.

Anche dopo le Giornate, le parti coinvolte cercare nella comunicazione un equilibrio fra interessi, fra opportunità e necessità, fra desideri e risorse limitate.

Nella divisione delle competenze dello Stato federale, diverse istanze si suddividono le competenze. In primo luogo i cantoni con le soprintendenze, ma anche la Confederazione ha un mandato di coordinazione e finanziamento. I comuni sono direttamente chiamati in causa come amministratori del territorio.

In queste giornate le azioni straordinarie, organizzate un po' ovunque, la collaborazione si è dimostrata positivamente anche nella comunicazione verso l'esterno. Sono infatti quasi duemila le manifestazioni realizzate un po' ovunque sul territorio.

Nel suo discorso, allegato a questo articolo, la consigliera federale Ruth Dreifuss, auspica di "risvegliare in molti l'entusiasmo" per la ricchezza culturale del paese. Anche dopo le Giornate dedicate al patrimonio, le porte dovrebbero rimanere aperte quindi, o con il motto dei promotori si potrebbe auspicare anche per la quotidianità futura un "venite a vedere!".

swissinfo/Daniele Papacella

In breve

Nella nona edizione delle Giornate europee del patrimonio anche in Svizzera le porte di edifici e luoghi carichi di storia si aprono un po' ovunque. In ogni cantone si festeggia in maniera diversa seguendo il motto: i mestieri del patrimonio.
Restauratori e specialisti aspettano il pubblico nei luoghi d'intervento per spiegare il loro lavoro e illustrare l'importanza dell'impegno prestato.

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Fatti e cifre

Oltre 50'000 i visitatori della nona edizione delle Giornate europee del patrimonio
Nel 2001 le azioni hanno accolto 60'000 visitatori
Il tema del 2002: i mestieri del patrimonio culturale
Le giornate sono nate nel 1991 in Francia; dal 1994 sono organizzate in molti paesi sotto il patrocinio del Consiglio d'Europa

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