La Svizzera apre il suo mercato agli svizzeri

Ancora attualmente i diplomi universitari degli insegnanti svizzeri non sono riconosciuti in tutti i cantoni Keystone

Per rafforzare la competitività economica, il Consiglio federale intende fare cadere gli ultimi ostacoli cantonali e comunali al mercato interno.

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 novembre 2004 - 17:56

In futuro, insegnanti, albergatori e professionisti della salute dovrebbero poter lavorare liberamente in ogni parte della Svizzera.

Già dal 2006 potrebbero cadere gli ultimi ostacoli cantonali e comunali all'accesso al mercato interno.

Il Consiglio federale ha infatti trasmesso mercoledì al Parlamento il progetto inteso ad agevolare la mobilità professionale e a rafforzare la competitività dell'economia svizzera.

Il governo ha deciso di rivedere la legge sul mercato interno che risale al 1995, ritenendo che la sua applicazione sia rimasta ben al di sotto delle attese.

«La mancanza di competitività sul mercato interno è una delle maggiori lacune dell'economia svizzera», ha sottolineato il presidente della Confederazione Joseph Deiss.

Perdite economiche

Secondo Deiss è paradossale che in un paese così piccolo vi siano così tanti ostacoli, soprattutto mentre si parla di agevolare l'accesso al mercato internazionale.

«È giunto il momento di aumentare l'intensità della concorrenza», ha aggiunto il ministro dell'economia.

Secondo uno scenario dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), il Prodotto interno lordo (PIL) potrebbe approfittare di una crescita dell'8% su dieci anni in caso di apertura del mercato.

Le misure proposte dal governo interesseranno circa 250'000 persone, che esercitano attualmente professioni regolamentate come gli insegnanti, gli albergatori o i professionisti della salute.

Nonostante le critiche formulate in procedura di consultazione, il Consiglio federale non ha modificato il suo progetto iniziale.

Insediamento commerciale

Uno dei punti principali concerne l'insediamento commerciale. In futuro, un cantone non potrà più imporre a una persona che esercita una prestazione sul suo territorio restrizioni maggiori rispetto a quelle praticate dal cantone dal quale la persona proviene.

Questa liberalizzazione potrebbe essere favorevole, per esempio, agli albergatori che desiderano aprire un hotel in un altro posto in Svizzera.

È sbagliato credere che i cantoni non potranno più porre determinati limiti, ha sottolineato Joseph Deiss, rispondendo alle critiche di coloro che in questa misura vedono una soluzione che privilegia la regolamentazione dei cantoni con il sistema più liberale.

Si tratta semplicemente di evitare che la legge sul mercato interno - ha spiegato il ministro dell'economia - sia aggirata a causa di un'applicazione lassista.

Con la revisione, cantoni e comuni non potranno più semplicemente rifiutare il libero accesso al loro mercato.

La possibilità di fissare restrizioni dovrebbe essere sottoposta a esigenze più severe. Un rifiuto dovrebbe essere possibile solo nei casi in cui le regole d'accesso al mercato divergono in modo pronunciato.

Ricorso della Comco

Altra novità: la Commissione della concorrenza (Comco) potrebbe inoltrare ricorsi contro decisioni che restringono eccessivamente l'accesso al mercato.

L'intervento della Comco è raccomandato a causa della sua indipendenza nei confronti delle autorità amministrative, rileva ancora il governo nel messaggio.

La Comco potrà inoltre far avanzare la realizzazione del mercato interno davanti ai tribunali. In mancanza di stimoli, i privati interessati fanno raramente uso del loro diritto di ricorso.

Gli effettivi della Comco dovrebbero aumentare per un costo annuo di circa 450'000 franchi.

Adeguamento all'UE

Infine, il riconoscimento dei certificati cantonali di capacità dovrebbe rispecchiare la procedura concernente i diplomi europei, al fine di evitare che i cittadini dell'Unione europea risultino privilegiati.

La revisione prevede pure che le concessioni rilasciate da cantoni o comuni per lo sfruttamento di un monopolio siano obbligatoriamente sottoposte ad un'asta.

Il messaggio non riguarda tuttavia la liberalizzazione dei monopoli cantonali e comunali, protetti dalla Costituzione, né il problema dell'accesso non discriminatorio ai mercati pubblici dei cantoni e comuni.

Quest'ultimo punto sarà affrontato nella futura revisione della legge sui mercati pubblici.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Circa 250'000 persone – soprattutto insegnanti, architetti, albergatori, personale medico – potrebbero beneficiare dell'apertura del mercato interno.
Le misure previste dal governo dovrebbero inoltre servire a rafforzare la competitività dell'economia svizzera.
Secondo l'OCSE, gli ostacoli alla concorrenza fanno perdere ogni anno lo 0,8% del Prodotto interno lordo alla Svizzera.

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