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Mario Botta, star dell'architettura

Il Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, progettato dall’architetto Botta. Mart

Mario Botta come le star della musica riempie gli stadi: in Italia migliaia di giovani accorrono per ascoltare le sue conferenze.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2004 - 18:04

Ed una mostra a Padova dedicata all’opera del celebre architetto svizzero è stata visitata da 10 mila persone in poco più di un mese.

Mario Botta protagonista a Padova. La città italiana rende omaggio al famoso architetto svizzero con una mostra dal titolo “Luce e gravità. Architetture 1993-2003”.

L’esposizione offre al visitatore l’occasione di ripercorrere gli ultimi dieci anni dell’attività di Botta: 21 le opere presentate; quattro i progetti, nonché oggetti come tredici vasi in ceramica ed un gruppo di poltroncine Charlotte.

Il successo di pubblico ha indotto gli organizzatori, l’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Padova, a prolungare l’avvenimento fino al prossimo 21 marzo.

Artefici del futuro delle città

Un’opera quella del maestro svizzero, che il professor Giuliano Gresleri (ordinario di storia dell’architettura moderna all’università di Bologna-Cesena) definisce unica: “L’architettura di Botta, oltre che nella sua inimitabilità, si basa sul senso che ha saputo dare ai valori fondamentali e ricorrenti della sua opera”.

Per Alberto Beggiolini, capo cronista de Il Gazzettino di Padova, l’interesse dei padovani per Mario Botta rappresenta un segnale importante: “Finalmente ci si sta rendendo conto che gli architetti sono i veri artefici del futuro delle città”.

L’interesse dei padovani per l’architettura di Mario Botta riesce a riempire le migliaia di posti a sedere del Palasport San Lazzaro.

Nel palazzetto dello sport l’architetto svizzero tiene sabato una conferenza, organizzata dall’Ordine degli architetti di Padova proprio sulla base del successo della mostra nello splendido Palazzo della Ragione, un capolavoro architettonico del Duecento che da solo merita una visita a Padova.

“Per questa conferenza di Mario Botta è stato organizzato un apposito servizio di bus navetta per portare le migliaia di persone, e soprattutto giovani, al maxi incontro con il famoso architetto svizzero”, aggiunge Alberto Beggiolini.

Il richiamo sui giovani

L’architettura ed il lavoro di Mario Botta sono un richiamo particolarmente avvincente per i giovani. A Padova, in migliaia hanno visitato la mostra a Palazzo della Ragione.

Altrettanti hanno comprato i biglietti per essere presenti alla conferenza dell’architetto svizzero, per ascoltare le sue idee, le sue osservazioni, le sue riflessioni.

“Questo vuol dire che nel mondo giovanile si ha la percezione dell’importanza fondamentale dell’architettura nel disegnare e pianificare le cose che ci circondano e le città nelle quali viviamo”, rileva il capo cronista de Il Gazzettino di Padova.

Per gli organizzatori dell’evento, lo scopo è di avvicinare il pubblico giovanile, in particolare, alle tematiche dell’architettura e dell’urbanistica. “Portare i creatori delle cose belle che ci dovranno ospitare nel prossimo futuro è la strada giusta per far partecipare la gente, ed i giovani soprattutto, alle scelte ed all’architettura della vita che ci aspetta”, precisa Alberto Beggiolini.

Modernità e passato

Padova è una città d’arte e di cultura con un patrimonio artistico che la inserisce di diritto nella ribalta internazionale.

Come molte altre, anche la città italiana è confrontata con processi evolutivi che ne stanno modificando il territorio. Uno di questi interventi è il progetto di Mario Botta per l’Ospedale del Bambino.

Alberto Beggiolini: “Gli interventi che Mario Botta farà in Padova sono la conseguenza della grande esperienza e della genialità che ha dimostrato in passato e che sta dimostrando tuttora con la ristrutturazione e l’ampliamento del Teatro della Scala di Milano”.

swissinfo, Sergio Regazzoni

In breve

L’architetto svizzero Mario Botta superstar in Italia.

Una mostra a Padova sugli ultimi dieci anni della sua produzione artistica, è stata prolungata dopo che in poco più di un mese è stata visitata da oltre 10 mila persone.

Ed una sua conferenza sull’architettura per lo sport si svolge a botteghini chiusi per l’affluenza di migliaia di giovani.

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